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IL “PROBLEMA” NUTRIE Corvi, cornacchie, gazze, tortore, piccioni, volpi, tartarughe d’acqua, storni ecc. ecc. sono animali considerati “nocivi e problematici”. A questa folta schiera si aggiungono le
nutrie. Nella primavera dello scorso anno, il quotidiano locale di Cremona La Provincia ha pubblicato la classica litania di articoli in cui questi animali venivano ritenuti responsabili di
diffondere malattie, di provocare straripamento di fiumi e danni incalcolabili delle colture. Per questo i Sindaci avevano emesso numerose ordinanze che permettevano ai cacciatori di abbattere le nutrie sparando loro fuori dai tempi, dai luoghi e dagli orari consentiti dalla legge
nazionale 157/92 e dalla legge regionale 26/93. In pratica c’erano novanta comuni su 115 che, reiterando le ordinanze, consentivano in pratica a circa 900 cacciatori di sparare ovunque, giorno e notte. Abbiamo lottato a lungo contattando le cariche istituzionali (Provincia, Regione, Prefettura, INFS, ASL, Istituti Ospedalieri), e il risultato, seppure parziale è stato confortante: abbiamo dimostrato che le ordinanze sindacali non sono motivate ai sensi della legge 142/90, ora sostituita dal decreto legislativo
267/2000 e che le malattie contagiose imputate alle nutrie invocate delle ordinanze a supporto della loro emissione non risultano né alla ASL, né all’Ospedale, né al Prefetto. Siamo inoltre riusciti ad annullare parecchie ordinanze in quanto ingiustificate attraverso un “ricorso gerarchico” al Prefetto. Questo ricorso si fa in carta semplice, è
completamente gratuito e, come in questo caso, può avere successo. |
| data 05/112001 |
aggiorn. | loc.-reg.-naz. Lombardia |
ARGOMENTI nutrie - caccia |
fonte F. Catelani |
note |