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PRIMO STOP AI FUCILI LASER Lotta agli storni, stop ai fucili laser (Gazzetta di Modena); stop ai fucili laser, gli storni non saranno accecati (Resto del Carlino). Questi titoli rappresentano la prima vera vittoria dopo sei anni di battaglie contro l’amministrazione comunale di Modena da parte di numerose associazioni, promosse principalmente dalla sezione modenese della Lega Abolizione Caccia; ogni anno infatti venivano utilizzati i cosiddetti fucili laser, ordigni particolarmente inquietanti, in quanto i raggi laser possono facilmente provocare danni irreversibili alla vista; basti pensare che possono essere particolarmente pericolosi per la vista già i semplici puntatori luminosi che si usano ad esempio nelle conferenze. Come riporta la Gazzetta di Modena, il Comune ha sempre sbandierato la non pericolosità dell’uso di questi congegni, nel frattempo
però - investito dalle critiche - ha progressivamente abbassato la potenza dell’arma: prima aveva anche la forma di un fucile, negli anni è diventato un semplice tubo. Lo stesso Ministero della Sanità si è pronunciato sul laser, dichiarando fuori legge la commercializzazione e la vendita sul territorio nazionale dei puntatori laser per i rischi che
possono causare alla salute pubblica. Attualmente l’Amministrazione comunale affronta la questione dell’allontanamento degli storni con il semplice utilizzo del grido d’angoscia e pulendo con maggior intensità le strade. un risultato importante Lo stop del Comune è importante, dato che il Comune (così come il funzionario provinciale Ferri) aveva sempre sostenuto a spada tratta questo sistema, e con molta leggerezza; basti
pensare che dovette passare dai fucili classe 3b di 5 milliwatt nel 1996, fino ai fucili della classe 3a con potenza (almeno quella dichiarata) ridotta ad un solo quarto di quella iniziale. Il Comune nel 1997 promosse addirittura la diffusione fra i cittadini di un “kit fai da te” per allontanare gli storni comprendente
anche penne laser di classe 3! Nel 1998 una rappresentante dell’amministrazione modenese al Convegno “Animali in Città” ad Arezzo ne sostenne ancora l’innocuità, salvo essere smentita indirettamente il giorno dopo dal Corriere della Sera che pubblicò un ampio articolo sui danni alla retina provocati in Italia ed all’estero
dall’uso improprio di penne e portachiavi laser commercializzati in maniera incontrollata. Sempre nel 1998 venne vietata la vendita e l’uso di laser di classe 3, salvo che per usi medicale, industriale e per telecomunicazione; ciononostante il Comune se ne è infischiato ed ha continuato ad utilizzarli contro gli storni. Oggi quasi non sembra vero: dopo un quinquennio di “sperimentazione” in cui tutti i volatili sottoposti al trattamento non hanno fatto altro che spostarsi da un albero all’altro e da una
zona all’altra della città fino a notte inoltrata, senza alcuna risoluzione definitiva, finalmente abbiamo avuto un’estate non caratterizzata da una sorta di guerre stellari al laser contro gli storni. Purtroppo non possiamo ancora mettere la parola fine a questa vicenda, ma, giunti fin qui, non intendiamo certo fermarci. |
| data 05/11/2001 |
aggiorn. | loc.-reg.-naz. Modena |
ARGOMENTI Storni - fucili laser |
fonte UNA |
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