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CASSINE: TRAPPOLE, VELENO E FUCILATE 

    Come sapete, la caratteristica della nostra associazione è quella di avere soci  che hanno in comune la volontà di agire per migliorare la situazione delle persone non umane e dell’ambiente in cui vivono; attraverso il Notiziario chiedono pertanto sostegno alla loro azione.

   Classico è il caso di Nadia Varoli, che chiede aiuto a tutti noi da Cassine, un paese di circa 3000 abitanti ad una ventina di chilometri da Alessandria.

    Leggiamo la situazione in cui vive:
   A Cassine (AL) c'è una signora, di nome Franca, che si occupa dei gatti; i cittadini che posseggono i gatti non solo non li fanno sterilizzare, ma quando nascono le cucciolate gettano i piccoli o nei cassonetti o nel cortile della signora Franca, cosicché la situazione è divenuta insostenibile, sia come gestione di un gran numero di gatti presenti nello stesso posto sia come mantenimento e cura; basti pensare che Franca è giunta a dover ricoverare addirittura 70 gatti, tutti gettati nei cassonetti o nel suo cortile; alcuni ha dovuto portarli a casa perché malati.

   I gatti delle colonie vengono mantenuti, come detto, da  Franca che deve ammazzarsi di lavoro per poterli nutrire e curare; non solo, si verificano più o meno 3 o 4 volte l'anno avvelenamenti di gatti (una cinquantina almeno NdR); vengono avvelenati direttamente nelle ciotole dove Franca porta da mangiare; in altri casi gli abitanti aspettano che Franca si allontani per gettare via il cibo, così i gatti non girano più dalle loro parti.

   Vengono inoltre continuamente uccisi da persone  che sparano persino vicino alle abitazioni; altri mettono le tagliole e i lacci, poi, una volta uccise, le povere creature vengono fatte sparire per non far trovare le prove. Ci sono persone che girano armate per i boschi, cosicché spariscono anche i cani delle case che si trovano vicino alle riserve. L'ultimo è sparito due giorni fa.

   In più, sempre a Cassine, una donna ha rinchiuso il cane nelle propria abitazione, che aveva messo in vendita, e lo ha lasciato morire di fame sete e stenti senza che il Comune intervenisse (è stata avanzata denuncia dalla LAV).

   I cittadini non ci aiutano in niente, e noi continuiamo a lottare da sole.

   Franca ha fondato un'associazione per poter comprare le scatolette e pagare i veterinari; il comune versa alla Signora £ 500.000 all'anno,  soldi che contribuiscono solo a pagare alcune sterilizzazioni.

    Noi non ne possiamo più, è una lotta continua, una guerra contro l'ignoranza e la crudeltà della gente, e l'indifferenza del Comune che facendo così non rispetta la legge 281/91.

    Questa è quindi la situazione di Nadia e Franca a Cassine (chi volesse contattare Nadia può farlo telefonandole al 333-2197084, e-mail nadia.varolo@poste.it); secondo Nadia, il Comune potrebbe attivarsi per la realizzazione di un gattile attraverso la Regione Piemonte, ma fino ad ora il Sindaco ha solo fatto promesse; vogliamo fargli sapere che questa vergognosa situazione è conosciuta in tutta Italia e che riempiremo di proteste i giornali se non darà retta a Nadia?

 

 

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data
05/11/2001
aggiorn. loc.-reg.-naz.
Cassine - Alessandria
ARGOMENTI
maltrattamenti
fonte
Nadia Varoli
note