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LAER – Lega Antivivisezionista via San Carlo 56 |
La vicenda del Lipobay, il farmaco “killer” della Bayer ha portato ad un ampio dibattito sulla sicurezza dei farmaci, i quali vengono messi in commercio dopo l’assolutamente “insostituibile e necessaria” sperimentazione sugli animali. Ancora una volta, dopo
questa vicenda, possiamo dire che il termine migliore per definire la sperimentazione animale dal punto di vista scientifico è “nefasta”.
Vogliamo riproporre l’articolo del dott. Giuliano Anderlini apparso su queste pagine otto anni fa sul n° 21 del Notiziario, ma quanto mai attuale.
QUALI CAVIE PER I FARMACI?
Nell'antico contenzioso fra gli antivivisezionisti ed i ricercatori affiora continuamente un concetto che potremmo definire come il cavallo di
battaglia dei vivisettori: "Se non possiamo sperimentare sugli animali, su chi proviamo le medicine? Vorreste che provassimo su di voi?"
Di fronte a questo ricatto la gran parte dell'opinione pubblica mette da parte qualsiasi remora di natura morale e finisce con l'avallare e l'accettare la vivisezione come "un male
necessario",
Questa strategia ha funzionato anche con i parlamentari e con i legislatori che hanno emanato in quasi tutti i paesi delle normative riguardanti la sperimentazione di nuovi prodotti prima
della loro commercializzazione.
I test che devono superare le nuove sostanze sono stabiliti in diversi livelli.
Si parte dalla sperimentazione di laboratorio sugli animali ed eventualmente anche in vitro su colture cellulari e quindi si passa agli studi clinici, cioè alla sperimentazione
controllata su gruppi di malati consenzienti (almeno in teoria, se il ricercatore è corretto).
Non intendo dilungarmi in dettagli tecnici ma devo sottolineare alcune incongruenze.
Anche se i ricercatori affermano che la sperimentazione sugli animali è costosa, occorre ricordare che gli studi clinici seri richiedono molte
più energie e maggior tempo per raccogliere dati attendibili.
L'industria del profitto non può aspettare, è necessario commercializzare.
L'espediente è presto trovato: le normative di legge vengono esaudite con la solita documentazione della sperimentazione su animali vari.
Qualche dato sull'uomo viene raccolto con pseudoricerche cliniche messe su dai numerosi staff ospedalieri e/o universitari compiacenti alle industrie farmaceutiche.
Così il nuovo farmaco è pronto, per essere ... sperimentato sul commercio.
Tutti i medici e specialmente tutti i vivisettori sanno bene che i dati ottenuti sugli animali sono approssimativi ed assolutamente non predittivi di quello che potrà succedere
nell'organismo umano.
Ora con l'immissione del farmaco sul commercio, tante persone potranno saggiarne gli effetti. Questa è la prima vera ricerca epidemiologica attendibile.
Ma bisogna poter raccogliere i dati. Come si fa? Ad ogni medico viene spedito mensilmente (adesso quindicinalmente NdR) il "bollettino d'informazione sui farmaci" a cura del
Ministero della Sanità.
Questo contiene un’interessante scheda per la raccolta degli effetti collaterali dei farmaci prescritti (per motivi di spazio la scheda non può essere riprodotta); in essa si richiede la descrizione
della malattia del paziente, alcuni suoi dati personali, la data di insorgenza della reazione tossica collaterale al od ai farmaci somministrati; la durata della terapia con i farmaci sospetti, la relazione esistente (più o meno certa) fra il farmaco e la "reazione" , il dosaggio, la frequenza e la modalità
delle somministrazioni; si chiede poi come è stata trattata la reazione (sospensione del farmaco, riduzione dei quantitativi somministrati o terapia specifica); per completezza si chiede anche, qualora il farmaco fosse stato sospeso al manifestarsi dell'effetto collaterale, se in caso di ripresa della somministrazione gli effetti
collaterali siano ricomparsi.
Infine si richiede come si è "conclusa" la storia: guarigione, con eventuali postumi od anche ... morte.
Quando arrivano parecchie schede concordanti su gravi effetti collaterali, ecco che il farmaco viene ... improvvisamente ritirato, in quanto queste schede rappresentano i primi dati
veramente attendibili sulla tossicità e sull'efficacia reale della sostanza.
Questo stato di cose spiega l'enorme quantità di farmaci che vengono ritirati dal commercio ogni anno. Vengono ritirati perché attraverso la
sperimentazione di massa, su ognuno di noi, ci si rende conto che un dato farmaco è tossico od inefficace.
Erano tutti prodotti sperimentati sugli animali ...
| data 05/11/2001 |
aggiorn. | loc.-reg.-naz. Italia |
ARGOMENTI vivisezione |
fonte G. Anderlini |
note |