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DISTROFIA E RICERCA: dalle belle speranze …
Ricerca/speranze per la distrofia - con le staminali
ricostruiti nei topi i muscoli malati.
Questo è il titolo di un articolo di Laura Ricci, apparso venerdì 11
luglio 2003 sulla pagina delle scienze del Sole-24 Ore.
Ne riportiamo ampi stralci perché esemplifica splendidamente
l'effettiva concretezza di queste sperimentazione sugli animali:
Incredibile, entusiasmante, spettacolare, giusto? Ma poi
leggiamo:
Sono convinto dell'importanza di questi risultati - ha detto
Giulio Cossu direttore dell'istituto per le cellule staminali del San
Raffaele e coordinatore dello studio - anche se non è ancora una
terapia, né per i topi né per i pazienti.
In altre parole, sono del tutto privi di utilità terapeutica
concreta. E perchè? Proseguiamo nella lettura:
Gli animali usati erano geneticamente uguali (come fossero
tutti gemelli), creati per essere affetti da una forma indotta di
distrofia di cingoli (colpisce spalle e anche). Bisognerà dunque
valutare la bontà della cura su animali geneticamente differenti
(perché la variabilità genetica implica una diversità di risposta)
e più grandi: i muscoli di topi hanno le dimensioni di un'unghia, e
nell'uomo ci sono molte più cellule da riparare; inoltre il vettore
che serve per inserire nelle cellule il gene sano, il lentivirus,
potrebbe essere pericoloso per l'uomo.
1)
i topi
erano tutti identici;
In pratica di certo per ora c’è solo l’annuncio di una
valanga di altri esperimenti (con la relativa sofferenza e morte) su
altri animali. Proseguiamo:
Per i malati, purtroppo, per ora non cambia niente.
Prima di poter iniziare a sperimentare sull'uomo, bisognerà
continuare a studiare per almeno cinque anni, se tutto va bene - e non
succede quasi mai.
Ecco qua la realtà: risultati concreti per i malati “per
ora” zero; e “per poi”? Minimo cinque anni, se tutto va bene, ma
non succede quasi mai! Niente male per un esperimento che riceve
tanto rilievo sulla stampa. Ed ora la sorpresa.
Ma la volontà non manca. Per
trasformare questi risultati in quella che un giorno potrebbe
diventare una cura per una malattia fino a oggi contrassegnata da una
lunga serie di fallimenti terapeutici, Telethon - già finanziatrice
dal 1991, con 800.000 Euro (
fra gli altri sostenitori anche la Fondazione Zegna e la Compagnia Il
San Paolo) - ha deciso di investire 1.300.000 euro in sei progetti
pre-clinici: a partire da questo studio i ricercatori cercheranno di
mettere a punto un percorso di terapia genica, farmacologica e
cellulare per curare, un giorno, la distrofia.
E così chiudiamo in bellezza: la definizione "lunga
serie di fallimenti terapeutici"
inquadra bene il valore effettivo di tutti gli esperimenti su animali che
regolarmente li precedono. Eppure il Sole 24-Ore non è certo un giornale "disfattista" o
antiscientifico, avendo come azionista di riferimento Confindustria
(di cui fa parte anche
Farmindustria); si possono quindi ritenere assolutamente
attendibili - dal punto di vista dell’obiettività - le
considerazioni tutt'altro che entusiasmanti sui risultati pratici
di esperimenti per i quali vengono investite somme ingenti di denaro.
E dal punto di vista tecnico? La pagina sulla scienza era stata
presentata così: sarà un approccio rigoroso, come è nella
tradizione del Sole 24 Ore, ma nello stesso tempo fortemente
divulgativo. Se ne deduce che questa affermazione così negativa è
fatta con ponderatezza.
Quali sono quindi le uniche certezze immediate che emergono da
esperimenti come quello descritto? Grave sofferenza e morte
per gli animali e lustro per i ricercatori che – questo articolo
ne è una lampante dimostrazione - con la pubblicazione delle loro
ricerche e la divulgazione di questi risultati, sulla cui importanza
lasciamo a voi ogni considerazione, riescono comunque a far crescere
il loro prestigio nel mondo scientifico; inoltre questo può
spalancare la porta - sempre come dimostra questo articolo –
all’arrivo di ingenti finanziamenti per il loro lavoro.
Chissà come mai la constatazione
sulla lunga serie di fallimenti terapeutici sulle cure per questa
malattia non appare particolarmente evidenziata nelle campagne di
Telethon….
Quando qualcuno vi chiederà
soldi per Telethon (e simili), se volete rispondere “no grazie”, potete
risparmiarvi la spiegazione della vostra scelta, dandogli in mano
questo articolo. |
| data 16/08/2003 |
aggiorn. | loc.-reg.-naz. Italia |
ARGOMENTI vivisezione |
fonte Il Sole 24 Ore |
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