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Associazioni Riunite
 
Diritti Animali - Como  


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IL ….. BUON ESITO DELLA MEDIAZIONE?

 

   Basilea - Colpevole di crudeltà verso gli animali, lo aspetta un lungo periodo terapeutico, chiuso in una casa di rieducazione. È l'adolescente (oggi 16enne), che nell'ottobre 2002 arse un gatto vivo, nel capoluogo renano. Ieri, lo ha condannato il Tribunale dei minori del capoluogo renano.

   L'episodio aveva suscitato viva emozione, finendo sulle prime pagine dei giornali. Il ragazzo aveva legato il gatto ad una panchina e, dopo averlo cosparso di liquido infiammabile, gli diede fuoco. Il povero animale, trovato ancora vivo (il giorno dopo), è morto in seguito alle ustioni riportate, malgrado l'intervento dei veterinari.

    Questa la notizia trasmessa nel radiogiornale svizzero delle 8 lo scorso 31 maggio.

   Anche in Italia ci sono episodi di crudeltà particolarmente efferati verso gli animali che finiscono sui quotidiani.

   A Como nel giugno 2001 vi fu il caso di alcuni ragazzi che avevano appena finito gli esami di terza media e non sapevano cosa fare; per provare un’emozione forte hanno massacrato orribilmente diversi animali da cortile.

   L’episodio fu considerato grave e allarmante anche da numerosi esponenti della comunità scientifica.

    

   Naturalmente presentammo subito  un esposto ai sensi dell’art. 727 del Codice Penale; anche i proprietari degli animali massacrati denunciarono i ragazzi, che avevano infranto una serie notevole di articoli del Codice Penale (quali violazione di proprietà privata ecc.).

   Fu proposto l’intervento dell’Ufficio per la Mediazione,  che avrebbe dovuto trovare un accordo fra le parti.   Pur se su piani paralleli, ci siamo mantenuti in stretto contatto con la famiglia che aveva sporto denuncia contro i ragazzi.

   Abbiamo contattato anche l’Ufficio per la Mediazione, esponendogli le nostre istanze e chiarendo il nostro interesse per un percorso rieducativo più che meramente punitivo: la funzione doveva infatti essere quella di evitare che quanto accaduto potesse ripetersi in futuro,  e – da alcuni colloqui avuti con una parte dei genitori dei ragazzi – ci eravamo resi conto che questi consideravano una ragazzata quello che avevano fatto i loro figli, tanto da proporre come “rieducazione” per gli stessi il semplice risarcimento del costo dei “polli” con la loro paghetta ….

   D’altronde i “polli”, a differenza di cani e gatti, si vedono esposti sgozzati in molte macellerie,  quindi la tendenza a considerarli oggetti è quasi naturale; è però anche vero che qui il fattore differenziativo è la crudeltà gratuita ed ecco perché volevamo un percorso di riflessione serio, che coinvolgesse anche i genitori.

   L’Ufficio di Mediazione ci fece sapere che se fosse stato necessario ci avrebbe senz’altro coinvolti.   Aspetta, aspetta, sollecitiamo altre volte, finché giunge il 20 maggio 2003 un bel fax indirizzato alle Associazioni Riunite Diritti Animali di Como.  

belle speranze e triste realtà

  Gentile signor Tomasi,

   proprio in relazione all’attenzione con la quale avete voluto seguire la vicenda della quale ci siamo occupati come Ufficio per la Mediazione (vostre missive del 30.09.2002 – 29.11.2002 e 27.12.2002) desideriamo informarvi – nel rispetto della totale confidenzialità dell’attività di mediazione e della privacy  degli interessati – dell’esito del nostro intervento. 
  
L’attivazione dei mediatori ha permesso – come saprete – di riattivare la comunicazione fra le parti e di giungere alla definizione di un’ipotesi riparativa. I minori autori di reato hanno svolto in più momenti una seria attività e potuto così completare un significativo percorso di riparazione che ha visto il coinvolgimento di un Ente di Como che non era stato coinvolto direttamente nella vicenda. E’ prassi della mediazione, infatti, creare una condizione il più possibile neutrale per accogliere tutte le parti coinvolte con la medesima attenzione.  
  
Come avete sottolineato nella vostra lettera del 27.12.2002 siamo convinti come voi che la via della mediazione e del dialogo sia il migliore strumento per affrontare situazioni come questa e giungere a risultati postivi e duraturi nel tempo.
  
Vi ringraziamo ancora per la disponibilità e speriamo che il buon esito della mediazione e dell’attività riparatoria possa produrre ricadute positive per tutti i soggetti coinvolti  
(il neretto è nostro NdR). Con i migliori saluti.

   Al che il gentile (nota del garante del sito: ah! ah! ah!, buona questa) signor Tomasi e gli altri Coordinatori così rispondono alla responsabile dell’Ufficio per la mediazione  (e per conoscenza al Presidente Tribunale dei Minori, al PM ecc.):

  (…) Dobbiamo però esprimere la nostra profonda insoddisfazione per quanto ci riguarda.
  
Stando al Suo scritto, il risultato della Vostra mediazione sarebbe un percorso di riparazione di cui incomprensibilmente non veniamo messi al corrente (spiegare almeno quello che hanno fatto i ragazzi non ci sembra possa essere considerato violazione della riservatezza).

   Leggere  in conclusione "speriamo che il buon esito della mediazione e dell'attività riparatoria possa produrre ricadute positive per tutti i soggetti coinvolti" ci lascia francamente stupefatti: la nostra convinzione sull'importanza del dialogo e della mediazione, espressa nella lettera del 27/12/2002, come strumento molto più adeguato di un’applicazione puramente punitiva della normativa esistente per affrontare situazioni come questa, significava che ritenevamo più utile un percorso di  riparazione concordato che permettesse ai ragazzi, con la sua realizzazione, di riflettere per comprendere la gravità del maltrattamento degli animali.  Da qui la nostra disponibilità espressa ripetutamente ad una collaborazione esterna di consulenza. Non pensavamo certo di essere totalmente  estromessi, non ricevendo in pratica nessun aggiornamento sulle caratteristiche di detto percorso, come invece è avvenuto e comprenderà che una semplice speranza di positive ricadute non è certo il risultato che ci aspettavamo.

   In qualità di associazioni portatrici di interessi collettivi sempre più diffusi e riconosciuti nella società (tanto che la revisione in corso dell'articolo 727 del codice penale in tema di maltrattamento di animali ha ottenuto l'unanimità presso la Camera dei Deputati)- era maggio 2003 NdR -   abbiamo a suo tempo presentato un esposto per la violazione evidente di detto articolo (vedasi allegati), reato perseguibile d'ufficio e sulla cui esistenza non  pare debba esserci il benché minimo dubbio. Le nostre associazioni hanno quindi la possibilità di costituirsi in qualità di parte civile  e pertanto ci opporremo fermamente all'archiviazione dei nostri esposti, coinvolgendo anche le altre associazioni e l'opinione pubblica (…).

   Naturalmente non abbiamo ricevuto nessuna risposta sul “percorso rieducativo”; e adesso, cara “opinione pubblica”, tocca a voi; il tagliando n° 1 è fatto apposta per spiegare al Presidente del Tribunale perché riteniamo  che debbano essere prese in considerazione le “parti” che sono state massacrate, cioè gli animali.

   
VOLETE DARE UNA .... BUSTA? ECCO COME FARE

   

 

 

data
16/08/2003
aggiorn. loc.-reg.-naz.
Como
ARGOMENTI
maltrattamenti
fonte
ARDA - Como
note