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UN SAGGIO…
STERMINIO? Leggiamo
un po' l'articolo che ci invia Paola Guido: merita di essere riportato ampiamente (il
neretto è nostro): Se in
queste prime settimane di vacanza vi capita di fare una passeggiata
lungo un fiume, è possibile che la vostra attenzione sia attratta da squadroni
di animali neri e repellenti (in realtà sono castano scuro -
ndr), che assomigliano a topi ma, rispetto a questi, di proporzioni
gigantesche. Sono le nutrie. Vivono lungo tutti i corsi d'acqua, i
laghi, le paludi. Ossia il loro habitat naturale. Si
riproducono come conigli, la caccia per legge non esiste più e
quindi le nutrie rodono (sic!) in massa, al punto che la tenuta degli argini è a
rischio. Nella sola Lombardia, mi ha detto qualche giorno fa un
dirigente della Coldiretti di Cremona, si contano 5 milioni di
esemplari. Per fortuna la Regione, consapevole del problema, ha
dettato precise disposizioni per l'abbattimento delle nutrie. Ma
altrove non si ha notizia di qualcuno che se ne preoccupi. (…)
Al cospetto delle incursioni devastanti dei cinghiali, ormai
moltiplicatisi anche loro oltre ogni limite i contadini devono subire
o imbracciare il fucile? E contro le nutrie mangia-argini, i piccioni
invadenti, gli storni dagli escrementi corrosivi, che facciamo, nulla? Sarà
il caso, forse, di affrontare con saggezza il fenomeno, senza
irrigidirsi su posizioni contrapposte. Vorrete
giustamente sapere quale rivista ha pubblicato questa meraviglia
giornalistica? Il Salvagente; l'autore? Il conosciuto Antonio
Lubrano, nella rubrica io, un cittadino, con il titolo "Ma
con queste nutrie cosa dobbiamo fare?” La “saggia” risposta
– come ha fatto la Regione Lombardia - è
evidente: accoppare, ammazzare, sterminare. Si noti E
allora cosa mai dovremmo fare nei confronti di una specie, quella
umana, che ha già devastato le foreste, avvelenato aria e acqua, e
sta sconvolgendo il clima? Si giunge al ridicolo, con le nutrie
che diventano “nere” e che “rodono” gli argini (infatti hanno
delle pale al posto degli incisivi, con le quali scavano le tane); e
che dire della fantasiosa cifra di cinque milioni di questi repellenti
“toponi”, lanciata lì per sentito dire (da un anonimo dirigente)
senza alcuna dimostrazione scientifica.
Allora la domanda diventa: cosa dobbiamo fare di fronte a un
simile articolo? Riempire
di proteste il Salvagente, affinché si renda conto che
un’informazione del genere provoca un pessimo ritorno di immagine
per tutto il giornale.
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| data 16/08/2003 |
aggiorn. | loc.-reg.-naz. Italia |
ARGOMENTI nutrie |
fonte Il Salvagente |
note |