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Animal Liberation
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COCALI E YACHT

    Chi sono i cocali? Sono i gabbiani, che a Rimini vengono chiamati appunto "cocali", un termine che significa anche "sfigato".

   E in effetti i gabbiani riminesi sono sfortunati perché la necessità di fare i loro "bisognini" si scontra con l’esigenza di “decoro e pulizia” delle barche e dei pontili della nuova darsena, costruita recentemente dalla Marina di Rimini spa.  Per i gestori della darsena ne consegue ovviamente che siano i gabbiani zozzoni a doversene andare.  Poco importa che i gabbiani siano da sempre presenti a Rimini.

   I responsabili della darsena, la scorsa estate, decisero quindi di usare un metodo "ecologico": i falchi.

   Essi avrebbero dovuto spaventare e quindi cacciare gli scostumati cocali; noi non potevamo accettare questa vera e propria prepotenza, un classico esempio di sopraffazione umana nei confronti degli abitanti non umani della città, quanto meno per il rischio di ferimenti e uccisioni e il forte stress provocato  ai gabbiani dai falchi ed ai falchi dagli uomini.

   Noi e il Movimento UNA, rappresentato da Andrea Dolcini, abbiamo quindi deciso di opporci con determinazione, ben sapendo che purtroppo per i gabbiani risulta difficile parlare di "diritti" di fronte all'opinione pubblica.

 una difesa a tutto campo

    Abbiamo quindi segnalato alla stampa che questa iniziativa era illegale in quanto si trattava di una forma di caccia non autorizzata; anche il WWF, tramite il suo responsabile della vigilanza venatoria, definiva questa scelta un atto gravissimo e con implicazioni penali.

   Molto positivo è stato l'intervento dell'assessore verde Ariano Mantuano, che si è schierato apertamente a favore dei gabbiani, rischiando lo scherno dei suoi colleghi; ha sposato in pieno la tesi che i gabbiani sono arrivati molto prima dei gestori della darsena e che quindi avevano pieno diritto di restare dov'erano, ed ha diffidato ufficialmente i gestori dall’usare i falchi..

   Ne è quindi sorto un vivacissimo dibattito sulla stampa che ha visto (con nostra gradita sorpresa) molti turisti e tanti cittadini favorevoli ai gabbiani (basti citare il titolo "li vogliamo anche se sporcano" apparso il 24 luglio), ma non i rappresentanti istituzionali, schierati a favore dell'uso dei falchi.

 dichiarazioni desolanti

     Fra questi il presidente della Confcommercio, che ha dichiarato: gli escrementi dei gabbiani sono acidi, corrosivi e portatori di malattie. Belli quanto si vuole, ma adesso da noi hanno raggiunto un numero tale da sconvolgere un equilibrio. Se non interviene uno stop finiscono, come alle Tremiti, per approdare sui tavoli di ristoranti del porto... come i piccioni in piazza Cavour. Anche il capogruppo di Rifondazione Comunista si è dichiarato favorevole: fosse per me li impiegherei anche in piazza Cavour con i piccioni. Non c'è niente di cruento. E il capogruppo di AN con chi sta? "Istintivamente con i falchi". Accordo bipartisan!

   Anche peggio va con il capogruppo dei DS, che dice: sono un cacciatore e neppure pentito o dissociato. I gabbiani rappresentano un problema. Non ho uno yacht, ma una piccola barca. Se un gabbiano ci fa le sue cose sopra sarei anche pronto a sparare... alla faccia di chi sostiene che ai ricchi delle barche gli sta bene la cacca dei gabbiani.... Ma che bravo! Sparerebbe anche sulle specie protette. Il vicesindaco arriva al capolinea del surrealismo: sto con i falchi perché, da sempre, sto dalla parte dei lavoratori. E qui chi lavora è il falco. Poi, fra  falchi e gabbiani, a rischiare l'estinzione sono i primi.

   In rappresentanza della parte zoofoba dei cittadini, interviene un pensionato, che in dialetto dichiara al cronista: cani, gatti e gabbiani, bisognerebbe ammazzarli tutti. A me i  gabbiani non mancherebbero per niente, sporcano tutto e portano le malattie infettive. Lo scriva.

   Noi abbiamo naturalmente replicato che non vi erano studi relativi al numero dei gabbiani per poter affermare  che erano “troppi”, né alcun monitoraggio sanitario sui gabbiani di Rimini in merito alla questione sanitaria, per cui si trattava di affermazioni prive di valore.

 Forestale: l’intervento risolutivo

    I gestori della darsena comunque non hanno cambiato idea e, confortati dal parere del loro legale che riteneva la dissuasione coi falchi cosa diversa dalla caccia,  hanno chiamato una ditta specializzata di falconieri, che è arrivata con gli uccelli rinchiusi in piccoli trasportini, purtroppo ammessi dalla legge;  abbiamo comunque ritenuto, dato che erano "impacchettati" con del nastro adesivo per tenere gli animali al buio, di segnalare un possibile maltrattamento alla magistratura.

   I falchi, alla loro prima uscita, hanno in effetti allontanato temporaneamente i gabbiani; per far comprendere lo stress derivante dalle "battaglie aeree", basti pensare al fatto che uno dei falchi è atterrato ...in mare: lo si è dovuto recuperare in tutta fretta con una scialuppa, prima che affogasse.

   Grazie anche al valido interessamento di Andrea Dolcini, il giorno dopo, sulla base  del nostro esposto e di quello del WWF, è giunta una pattuglia della Guardia Forestale, comandata da Ivan de Tommaso.

   Questi ha contestato ai falconieri l'esercizio abusivo della caccia, oltretutto a specie protette dalla convenzione di Washington e l'operazione “scacciagabbiani” è stata sospesa: de Tommaso ha dichiarato "la legge quadro sulla caccia vieta espressamente in questo periodo l'uso di fucili, archi e falchi: il falco è considerato a tutti gli effetti un'arma; spettava ai falconieri procurarsi una speciale deroga all'ufficio caccia pesca della provincia di Rimini. Il fatto che i gabbiani siano specie protetta comportava poi l'obbligo di adottare particolari accorgimenti, come protezione degli artigli dei rapaci.”

   La riuscita dell'intervento è dovuta quindi alla sensibilità del comandante Forestale Ivan de Tommaso; sembra però che corra il rischio di essere trasferito (attualmente sembra sostituito): per noi sarebbe un gravissimo danno. Volete fare qualcosa? Certo, sommergere il Comandante della Guardia Forestale e il sito della rivista il Forestale con  i tagliandi numero 2. 

    

   VOLETE DARE UNA .... BUSTA? 
ECCO COME FARE

   Egregio Direttore Generale Guardia Forestale - via Carducci 500187  ROMA

fax 06/48904001  e-mail: ilforestale@corpoforestale.it

Egregio dott. Di Croce,
  
con la presente vogliamo segnalare la nostra approvazione e ammirazione per i ripetuti interventi del Comandante di Rimini, Ivan de Tommaso, che si è più volte attivato a seguito delle segnalazioni delle associazioni animaliste e ambientaliste, con una precisa e puntuale applicazione delle leggi (ultimo in ordine di tempo, quello sull’utilizzo di falchi per allontanare i gabbiani).
  
Vogliamo farLe sapere che comportamenti come quello del Comandante de Tommaso si riflettono positivamente sull’immagine dell’intero Corpo Forestale e ci auguriamo quindi che egli  venga valorizzato adeguatamente e che venga confermato al Comando della stazione di Rimini.
  
Con i migliori saluti.

firma e indirizzo

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data
gen. 2003
aggiorn. loc.-reg.-naz.
Rimini
ARGOMENTI
maltrattamenti
fonte
Animal Liberation
note