Cipro, la fine del viaggio degli uccelli migratori

Spedizione italiana distrugge migliaia di trappole illegali .
Una strage di proporzioni enormi, difficile da immaginare finché non ti ci trovi in mezzo, senza sapere da che parte incominciare. Così il commento a caldo del gruppo di attivisti della Lega per l’Abolizione della Caccia che si sono recati a Cipro per verificare le segnalazioni di catture di massa illegali di uccelli durante i periodi del passo migratorio.
Gli animali, per la maggior parte piccoli uccelli canori, vengono catturati sull’isola mediterranea con reti e vischio, illegali anche per le leggi di Cipro ma ampiamente tollerate dalla autorità locali e sono poi rivenduti ai ristoranti dell’isola con un notevole giro d’affari.
Le cifre, fornite dall’associazione cipriota per la protezione della natura, Cyprus Conservation Foundation, parlano di decine di milioni di uccelli uccisi ogni anno, capinere, luì verdi, beccafichi, ma anche cuculi, averle e rapaci, come l’albanella ritrovata invischiata dai volontari LAC in una trappola costituita da una complicata struttura di ramoscelli intrisi di vischio, e liberata dopo un faticoso lavoro di ripulitura. Cipro, divisa in due settori dal contenzioso fra Grecia e Turchia, aspira da anni all’ingresso nell’Unione Europea; ma la barbarie di tradizioni di questo tipo rischia ora di mandare in fumo il progetto: le associazioni ambientaliste europee stanno mettendo in atto una campagna per boicottare l’isola proprio nella voce più consistente del suo bilancio, il turismo. E’ necessario, infatti un intervento coordinato a livello europeo per far cessare un massacro che va a colpire le popolazioni ornitiche di tutta Europa nel momento in cui gli uccelli tornano dall’Africa facendo tappa sull’isola di Afrodite. Operazione Afrodite, si chiamerà dunque la campagna che la LAC lancerà nei prossimi mesi con i propri partner europei per portare all’attenzione dell’opinione pubblica di tutto in continente le ormai anacronistiche e inaccettabili tradizioni venatorie cipriote.