PROTESTIAMO PER
LA SARTIGLIA DI ORISTANO
Nel 2000 suscitò notevoli polemiche una lettera, pubblicata anche su questo sito, sulla Sartiglia; le accuse seguivano un gravissimo incidente in cui perse la vita uno spettatore; ne riportiamo un estratto:
|
Come ogni Carnevale, anche quest'anno si svolgerà nella
città di Oristano in Sardegna la manifestazione
equestre in costume chiamata Sartiglia, molto
pubblicizzata da televisioni e giornali a livello nazionale.
In sintesi si tratta di due corse di cavalli che si svolgono
nelle strade del centro cittadino cosparse di sabbia.
La prima, chiamata corsa alla stella, è una veloce
galoppata a cui partecipano oltre un centinaio di
cavalieri con l'obiettivo di infilzare con una spada
una stella di metallo appesa a un nastro teso orizzontalmente.
La corsa, a cui partecipano anche cavalieri privi di
esperienza, è molto pericolosa, perciò vengono impiegati cavalli considerati
di poco valore, spesso dopo aver somministrato loro sostanze
stimolanti, che subiscono le ingiurie e i comportamenti anche
molto violenti di chi li monta. Negli stessi giorni, viene organizzata
anche una corsa per ragazzi fino a 16-17 anni di età che montano
i Cavallini della Giara, razza in estinzione protetta da una direttiva
europea. I cavallini, spesso troppo piccoli per chi li monta,
devono correre tra due ali di spettatori vocianti, tra rulli di
tamburo e squilli di tromba.
La seconda corsa, chiamata Pariglia,
consiste nel lanciare al galoppo tre cavalli
affiancati, mentre i loro cavalieri compiono acrobazie in piedi
sulla loro groppa. Il percorso è estremamente pericoloso e i cavalli
rischiano di finire fuori pista, contro un ostacolo o tra la folla.
|
Stando alla segnalazione, il generale clima di tifo e di rivalità che accompagna le manifestazioni si ripercuote sui cavalli trasformandoli in bersagli delle violenze tra fazioni contrapposte; addirittura ad alcuni cavalli in passato sarebbero stati addirittura tagliati i garretti prima
della corsa. Aderivamo quindi alla richiesta di abolizione della Sartiglia.
Nel 2003 gli organizzatori hanno casualmente riscoperto su questo sito tale segnalazione e hanno ritenuto opportuno contestare apertamente le accuse: ecco due risposte esemplificative.
|
Lettera 1
Salve, sono una ragazza che da anni segue la Sartiglia, manifestazione coinvolgente della mia città (Oristano), e non solo ma la pratico da circa 10 anni.
Non penso sia tutto vero ciò che avete scritto in riferimento a questa manifestazione, i cavalli sono spesso cavalli di grande valore....soprattutto "AFFETTIVO", almeno per quanto mi riguarda e sono sempre costantemente controllati da un veterinario di fiducia in quanto se un cavallo ha problemi è un
grosso rischio anche per chi li monta.
Teniamo molto ai Nostri cavalli, anche perché la maggior parte delle volte non sono di nostra proprietà e quindi ci teniamo molto al fatto che il proprietario del cavallo abbia in dietro il suo cavallo dopo la manifestazione anche meglio di come l'aveva consegnato nelle nostre mani.
I percorsi che andiamo a percorrere non sono poi così pericolosi e ai cavalli non possiamo somministrate nessuna sostanza in quanto subiscono dei controlli veterinari da una settimana prima della manifestazione e durante tutta la preparazione.
MAI è successo che fossero stati tagliati garretti o altro ai cavalli prima della corsa.
Non è vero che esiste rivalità tra i cavalieri...al contrario siamo tutti molto affiatati e giustamente i giorni della manifestazione molto emozionati.
Penso non esistano maltrattamenti nei confronti di questo splendido ed intelligente animale quale è IL CAVALLO.
Grazie,
Cordiali Saluti Valeria
|
Lettera 2
Chi scrive certe cose della Sartiglia offende non solo la città di Oristano ma soprattutto la verità, palesando un atteggiamento di assoluta malafede.
Non so che interessi possano celarsi dietro la proposta di abolire la famosa giostra oristanese. Escludo che il vero intento possa essere l'amore per gli animali.
Sono sicuro che l'autore dell'articolo da voi pubblicato non ha mai visto la Sartiglia e non sa cosa essa sia.
La proposta di abolirla viene supportata da argomentazioni ed affermazioni false, che contraddicono il significato della manifestazione.
Voglio ricordare che Mario Palumbo, persona seria oltre che brillante giornalista di "Cavallo Magazine", rivista specializzata di equitazione, in un articolo del luglio 2001 proprio relativo all'argomento della sicurezza e del maltrattamento dei cavalli nelle manifestazioni equestri, ha indicato la
Sartiglia come esempio da seguire nell'organizzazione di eventi di questo tipo soprattutto per quanto riguarda il rispetto e la salvaguardia dei cavalli. Palumbo dichiara di essere favorevole a manifestazioni simili purche avvengano con le garanzie della giostra oristanese con controlli veterinari e soprattutto su una
pista che salvaguardi i cavalli. "La Sartiglia e lo spettacolo equestre piu bello cui abbia mai assistito......i cavalli galoppano su uno spesso strato di sabbia e non si trovano mai in difficolta" .
Il riferimento, poi, alla "rivalità che accompagna la manifestazione" ed alle "violenze fra fazioni contrapposte" e assolutamente falso. Quali fazioni? Ma cosa si è inventato?
Nella Sartiglia non esistono fazioni contrapposte. Anzi, la tradizione vuole che la buona riuscita della manifestazione sia di buon auspicio per il raccolto dei campi e per l'economia di Oristano e di TUTTI gli oristanesi. E' proprio questo il senso della corsa. Non ci sono dei vincitori ma tutti sono vincitori.
Addirittura offensiva, oltre che lontana dalla realta, e l'affermazione che alla corsa partecipano cavalieri con poca esperienza. Oristano vanta una grande tradizione di fantini. Si tenga presente che per poter partecipare alla manifestazione occorre superare delle dure selezioni alle quali ci si prepara tutto l'anno. Secondo il
regolamento, inoltre, (come si vede il regolamento esiste ed e molto severo) chi partecipa alla corsa per la prima volta deve essere accompagnato nella pariglia da cavalieri esperti che mai si sognerebbero di somministrare ai cavalli sostanze stimolanti.
Chi conosce la Sartiglia sa quanto e importante avere dei cavalli affiatati ed alla mano.
"Doparli" andrebbe contro ogni logica. Avere cavalli "fuori di testa" sarebbe, oltre che eticamente riprovevole, una mossa suicida per il cavaliere. Forse l'autore della proposta non sa che la Sartiglia non e una gara di corsa ma di abilita e coraggio. Chi sale in piedi su di un cavallo al galoppo deve far
affidamento sull'affiatamento col proprio cavallo, deve poter contare sulla sua serenita, anche un semplice scarto potrebbe essere fatale. Somministrare sostanze stimolanti significherebbe mettere a repentaglio la propria vita.
Non è affatto vero che vengano impiegati cavalli di poco valore. Al contrario i cavali utilizzati provengono dalle migliori scuderie della Sardegna che utilizzano la Sartiglia come vetrina per i migliori soggetti. I proprietari prestano volentieri i propri cavalli proprio perche sanno che i cavalieri che partecipano e l'organizzazione
della Sartiglia costituiscono una garanzia di ottima cura per gli animali.
La Sartigliedda poi, manifestazione a cui partecipano ragazzini fino a quattordici anni (non 16-17), ha contribuito a far conoscere in tutto il mondo gli splendi Cavallini della Giara favorendo la diffusione della razza.
Le affermazioni contenute nell'articolo rappresentano un insulto al "Giara Club" ed al suo Patron, Antonio Casu, stimato uomo di cavalli nel cui maneggio si insegna ai futuri cavalieri oltre la tecnica equestre l'amore per questi nobili animali.
L'autore del pubblico proclama proponendo l'abolizione della giostra oristanese ha commesso un clamoroso autogoal, mortificando la verità e strumentalizzando quanti amano davvero gli animali, per chi sa quali scopi reconditi.
Un invito: venga ad Oristano ad assistere alla manifestazione e, se uomo d'onore, chieda scusa ai cavalieri oristanesi, ed a tutti coloro che, come Antonio Casu, amano davvero gli animali.
Attilio Balduzzi |
Lettere molto tranquillizzanti! Molto meno tranquillizzante la rassegna stampa riportata dal sito dell'UNA.
Al termine troverete il messaggio di protesta proposto dall'UNA
Cavallo "pazzo" galoppa sotto la stella
Sartiglia, sospetti di doping sugli animali: chiesti maggiori controlli -
Ma i veterinari della giostra equestre assicurano: "Forse solo qualche sedativo per calmarli ma nulla di più"
(L'Unione Sarda - 28 gennaio 2001)
Cavalli morti di Sartiglia: cinque animali schiattati nella giostra equestre oristanese. È il tragico bilancio dello scorso anno ma solo ora trapelano le notizie e tutte col contagocce. L'ombra del doping vola basso tra le stelle della corsa, anche se non si hanno conferme
ufficiali. Al momento non ci sono collegamenti tra i decessi dell'ultima edizione e possibili casi di doping conclamati ma oggi tra i sartiglianti diventa sempre più di attualità l'esigenza dei controlli sugli animali. Si parla di sedativi che verrebbero somministrati ad alcuni cavalli, anzi più precisamente semplici calmanti
con il compito di addolcire l'animale del Componidori, una sua caduta a terra sarebbe imperdonabile. "È successo, non posso dire quando ma le garantisco che è successo. Chi è del settore non lo può negare". A nulla serve insistere per avere una dichiarazione ufficiale, di queste cose se ne parla solo dietro una
rigidissima promessa: niente nomi. Sedativi, si dice, ma soprattutto antidolorifici e analgesici talvolta in dosi massicce. Eccitanti e antinfiammatori. Lo scorso anno è morto un cavallo proprio prima di uscire da "Su brocciu". Il cuore non ha retto l'emozione della discesa in pariglia. "Non è una novità. Gli
animali sentono la Sartiglia quanto noi se non addirittura di più. Scalpitano anche solo a sentire i tamburi. Ma non credo proprio che ci siano casi di doping. Sarebbe un controsenso, nessun cavaliere rischia". Roberto Salaris, Componidori della prossima edizione di martedì, non ha dubbi "da noi ci sono molti più
controlli che da altre parti. Già da quattro anni sono obbligatori e l'équipe dei veterinari rilascia un certificato di idoneità". Il problema però è che non esiste un vero e proprio controllo antidoping, da fare la sera dopo la discesa. "Servirebbe solo a far tappare la bocca di chi non ha rispetto della
Sartiglia - attacca Tonino Falconi, veterinario di professione e gran medico della giostra equestre da tantissimi anni - Con questo però non escludo nulla. Sono sicuro al duecento per cento che nessun cavalieri somministra delle "bombe" per far correre più velocemente il cavallo. Anche perchè, almeno per quel che
riguarda la legalità, per procurarsi determinati farmaci esiste tutta una burocrazia per nulla semplice. Ecco quindi che al massimo può capitare proprio il contrario, che si somministrino delle piccole quantità di sedativi, per calmare un animale che di natura è portato a fare le bizze". Tonino Falconi quindi auspica il
controllo antidoping proprio per avere un motivo in meno di discussione e di polemica. "E poi bisogna intendersi su cosa vuol dire doping. Anche dare al cavallo la vitamina K, un antiemmorragico, può essere doping, ma non altera le prestazioni, nasconde un problema. O ripetere poco prima della corsa una cura, magari
per una distorsione che il cavallo ha avuto venti giorni prima della giostra. Ma anche in questo caso non si può parlare di doping in senso stretto, di "bombe"". Il problema adesso è: se tutti sono d'accordo nel eseguire l'antidoping perchè non farlo? Forse per motivi economici? "Mah, non credo. Non si devono
sostenere delle grosse spese per effettuare questi controlli. Più che altro bisogna essere attrezzati, avere dei box e gli strumenti indispensabili". Quindi il problema doping rimane, e quest'anno è ancora più accentuato visto il famoso "piano sicurezza" che si deve tradurre dal progetto alla pratica. E questo
controllo sarebbe un punto in più per l'incolumità di pubblico, cavalieri e soprattutto dei cavalli. R.O.
|
Nel galoppo farmaci proibiti per aumentare i battiti
(L'Unione Sarda - 28 gennaio 2001)
Nel galoppo ci sono dei controlli molto più frequenti ed accurati, anche a livello regionale. Visti i forti interessi economici, i cavalli vincenti vengono sottoposti al controllo antidoping. I campioni prelevati vengono sigillati, numerati e inviati all'istituto di referenza
dove si fanno le prime analisi. In caso di positività anche alle controanalisi, si applica il regolamento che prevede la squalifica del cavallo, oltre ad una sanzione penale ed economica per il proprietario, per l'allenatore e, in caso di rapporti di scuderia, anche per il fantino. Invece nei palii paesani, dove i controlli
antidoping non sono previsti, e dove ci sono dei montepremi a volte superiori di quelli previsti nelle corse ufficiali, si mette a rischio la salute dei cavalli, utilizzando dei farmaci proibiti per aumentare i battiti cardiaci e quindi avere un maggior afflusso di sangue ai muscoli, un minor affaticamento e di conseguenza una forza
di spinta superiore. Ed è proprio in questi palii paesani che è forte, fortissimo il sospetto doping, l'utilizzo di sostanze proibite.(c. m.)
|
Anche decessi "da polizza"
(L'Unione Sarda - 28 gennaio 2001)
In un clima di polemiche, veleni e nebulose che copre il mondo della Sartiglia, non poteva mancare il discorso "assicurazioni". Morti sospette, cavalli spacciati per gran campioni mentre sono dei veri e propri ronzini, che partecipano alla giostra e poi non reggono
lo sforzo e schiattano letteralmente. Nel corso degli anni più volte si è paventato il "gioco dell'assicurazione", più o meno velato. E la stessa cosa è capitata l'anno scorso, quando pare, visto che le voci si sommano, si rincorrono in un giro di smentite e conferme, che su cinque cavalli morti, non tutti i
decessi siano da addebitare alla Sartiglia. Un piccolo sospetto, nato tanti anni fa e che ancora rimane: perché non fare chiarezza anche su queste benedette assicurazioni? Perché alla fine della giostra, dopo gli applausi per le stelle prese e le belle pariglie, gli organizzatori non fanno sapere quanti cavalli sono morti e
per quale ragione? Anche perché, è inutile nascondersi dietro un dito, su centoventi (o novantanove, secondo l'ultima ordinanza comunale) partecipanti, non tutti corrono per la storia, per l'onore. È normale, sta nei giochi. Non è normale però che non si facciano dei controlli anche per l'assicurazione.
|
Sartiglia, spettatore travolto e ucciso: il pm chiede quattro rinvii a giudizio
(L'Unione Sarda - 23 maggio 2001)
Nel tratto finale della corsa alla stella del 5 marzo 2000 un cavallo travolse lo spettatore di Posada Paolo Degortes, 74 anni: le lesioni si rivelarono subito gravi, tanto che successivamente il pensionato morì. I passaggi di questo tragico incidente saranno ricostruiti
nell'aula del Tribunale il 14 giugno, davanti al giudice per le udienze preliminari Rita Cariello. L'udienza è stata fissata dopo che il sostituto procuratore Elisabetta Murru ha chiesto il rinvio a giudizio per i quattro indagati nell'inchiesta aperta dopo quell'incidente mortale. Sono stati chiamati a rispondere il cavaliere
Gianluca Russo, che in sella al suo cavallo travolse lo spettatore, l'allora presidente del Gremio di San Giovanni Gianni Obino e quello del Gremio di San Giuseppe Carlo Pisanu, con l'accusa di omicidio colposo, e il sindaco Piero Ortu, accusato di falso ideologico. Secondo il pubblico ministero, il giovane cavaliere avrebbe
commesso un'imprudenza perché non avrebbe rallentato in tempo la corsa del cavallo, in modo da potersi fermare entro la via Sant'Antonio.
Mentre Obino e Pisanu, quest'ultimo difeso dall'avvocato Roberto Salaris, non avrebbero provveduto a sistemare le transenne, in modo da delimitare il percorso, nel tratto finale della pista. Nonostante fosse stata affidata a entrambi l'organizzazione della manifestazione equestre. La conseguenza, secondo l'accusa, sarebbe stato
l'incidente nel quale il cavallo travolse Paolo Degortes, che assisteva alla Sartiglia nel tratto finale della corsa, nella via Cagliari vicino al distributore Esso; l'incidente causò traumi dai quali il pensionato non riuscì, purtroppo, a riprendersi.La richiesta di rinvio a giudizio presentata al gup coinvolge infine il primo
cittadino: secondo la Procura oristanese, Ortu avrebbe autorizzato lo svolgimento della manifestazione equestre, attestando di aver visto la nota con la quale si affermava il rispetto delle regole imposte dalla commissione di vigilanza; nota che però non sarebbe mai stata emessa dall'ufficio tecnico.Il 14 giugno davanti al gup
compariranno anche i familiari del pensionato, vittima dell'incidente: Natalia, Sebastiano e Maria Degortes e Maria Gorme si sono infatti costituiti parte civile attraverso l'avvocato Piera Ferrara.Un episodio simile a questo si era verificato durante l'Ardia del 1998: l'allora sindaco di Sedilo Giovanni Muredda e il
responsabile dell'ufficio tecnico comunale Giacomo Meloni erano stati accusati di falso ideologico per aver attestato falsamente che erano state osservate le prescrizioni imposte dalla commissione di vigilanza. Qualche settimana fa il primo cittadino era stato condannato a 14 mesi.
P. M. |
|
VOLETE DARE UNA .... BUSTA?
ECCO COME FARE: scrivete a
Egregio Sig. Sindaco,
ferma restando la nostra piena convinzione che questa festa, come le altre feste italiane che utilizzano gli animali, debba essere abolita, Le chiediamo, in forza anche delle sue responsabilità (D.P.R. 31/3/79), di porre in essere tutte le misure necessarie a prevenire
qualunque tipo di sofferenza agli animali, compresi controlli e analisi necessari per garantire la sicurezza e la cura dei cavalli che partecipano alla Sartiglia.
Crediamo anche che sia importante ricordare come l'uso di animali per scopi di divertimento, si ponga in netto contrasto con la sempre crescente sensibilità nei loro confronti e nei confronti di un'attenzione dell'opinione pubblica che esige una piena tutela dei loro diritti.
Nome, Cognome, Città
|
|