CLONAZIONE: IL PAPA, INACCETTABILE ANCHE SE LO SCOPO E' BUONO - DISCORSO AL CONGRESSO INTERNAZIONALE DELLA SOCIETA' DEI TRAPIANTI

Roma, 29 ago. (Adnkronos) - La clonazione degli embrioni umani e' moralmente inaccettabile, anche se l'obiettivo per la quale viene realizzata e' buono. Papa Giovanni Paolo II ha pronunciato alto e forte il suo 'no' ''ad eventuali progetti o tentativi di clonazione umana, allo scopo di ottenere organi da trapiantare'' dalla tribuna del Palazzo dei Congressi dell'Eur, dove e' in corso il diciottesimo Congresso internazionale della Societa' dei trapianti. Il pontefice ha invitato gli scienziati a sviluppare senza indugio nuove piste per alleviare le sofferenze degli uomini, chiedendo pero' di ''evitare sempre quei sentieri che non rispettano la dignita' ed il valore della persona''. 
E tra questi ''sentieri'' pericolosi da evitare a tutti i costi c'e' innanzitutto quello della clonazione umana. ''Tali procedure, in quanto implicano la manipolazione e distruzione di embrioni umani,non sono moralmente accettabili, neanche se finalizzate ad uno scopo in se' buono'', ha detto il Papa nel passo principale e piu' atteso del discorso pronunciato in lingua inglese. Riprendendo alcuni concetti espressi nel recente documento della Pontificia Accademia per la Vita, Giovanni Paolo II ha chiesto invece agli studiosi di puntare sullo sviluppo delle ricerche sulle cellule staminali di individui adulti.
''La scienza lascia intravedere - ha detto il Papa - altre vie di intervento terapeutico, che 
non comportano ne' la clonazione ne'
il prelievo di cellule embrionali, bastando a tale scopo l'utilizzazione di cellule staminali prelevabili in organismi adulti''. Secondo Karol Wojtyla, dunque, e' su queste vie che dovra' ''avanzare la ricerca, se vuole essere rispettosa della dignita' di ogni essere umano, anche allo stadio embrionale''.
Giovanni Paolo II si e' augurato che in tutta questa ''importante materia'' gli scienziati ricerchino la collaborazione dei filosofi e dei teologi, in modo da precisare meglio i criteri di giudizio in base ai quali valutare quali tipi di trapianto ''possano considerarsi moralmente ammissibili ed a quali condizione, soprattutto per quanto concerne i problemi di salvaguardia dell'identita' personale''.
Il Papa, che ha benedetto i partecipanti al congresso internazionale e ha invocato su di loro l'illuminazione del Signore,ha esaltato i trapianti come ''una grande conquista della scienza a servizio dell'uomo'' e ha colto l'occasione per invitare i giovani a vedere nella donazione dei propri organi una scelta di ''carita' fraterna''. Tuttavia Giovanni Paolo II non ha esitato a presentare ''alcuni punti critici'' relativi alla donazione degli organi. ''Ogni prassi tendente a commercializzare gli organi umani o a considerarli come unita' di scambio o di vendita, risulta moralmente inaccettabile, poiche', attraverso un utilizzo 'oggettuale' del corpo, viola la stessa dignita' della persona'', ha detto il pontefice. Nederiva,percio',''un'immediata conseguenza di notevole rilevanza etica: la
necessita' di un consenso informato''.
Giovanni Paolo II ha affermato, poi, che gli organi vitali singoli non possono essere prelevati che ex cadavere, cioe' dal corpo di un individuo ''certamente morto''. E a suo giudizio il problema dell'accertamento della morte diventa dirimente.Ecco perche', al di la' dei criteri biologici o neurologici adottati,Giovanni Paolo II ha richiamato gli scienziati alla necessita' di
applicare ''scrupolosamente'' le metodiche in modo da accertare la ''cessazione totale ed irreversibile di ogni attivita' encefalica''.
Altro aspetto di grande rilievo etico per il pontefice e' quello dell'''allocazione degli organi donati, mediante la formazione delle liste''. Nasce percio' l'esigenza di creare delle liste d'attesa per i trapianti ''secondo criteri certi e motivati'', cioe' evitando ''logiche di tipo discrminatorio (eta', sesso, razza, religione, condizione sociale, ecc.) oppure di stampo utilitaristico (capacita' lavorative, utilita' sociale, ecc.). Nella determinazione delle priorita' di accesso ai trapianti ci si dovra', piuttosto, attenere a valutazioni immunologiche e cliniche. Ogni altro criterio si rivelerebbe arbitrario e soggettivistico''.
Un'ultima questione affrontata da Giovanni Paolo II riguarda la possibilita' ancora del tutto sperimentale di risolvere il problema del reperimento di organi da trapiantare nell'uomo: si tratta dei cosiddetti xenotrapianti, cioe' del trapianto di organi provenienti da specie animali diverse da quella umana. Richiamando un discorso di Pio XII del 1956, definito ''illuminante'', Giovanni Paolo II afferma che in linea di principio la liceita' di uno xenotrapianto richiede ''da una parte, che l'organo trapiantato non incida sull'integrita' dell'identita' psicologica o genetica della persona che lo riceve;dall'altra, che esista la provata possibilita' biologica di effettuare con successo un tale trapianto, senza esporre ad eccessivi
rischi il ricevente''.

TRAPIANTI: PAPA, UN'ALTRA PRIMA VOLTA PER GIOVANNI PAOLO II =

(AGI) - Roma, 29 ago. - Per dire il suo no alla clonazione umana, al commercio di organi ed all'espianto senza il consenso informato del donatore, Giovanni Paolo II ha compiuto un altro gesto senza precedenti. Per la prima volta infatti un Papa e' andato personalmente ad un congresso medico, il 18* congresso mondiale di trapiantologia. Per Giovanni Paolo II non e' un fatto nuovo: di lui infatti decine di volte si e' scritto "per la prima volta nella storia". E' stato il primo Papa polacco della storica e il primo nato in un paese comunista ad andare oltre cortina; il primo ad aver recitato in pubblico ed aver lavorato in fabbrica; il primo, dopo gli apostoli, ad entrare in una sinagoga e il primo, dopo la riforma, ad entrare in una chiesa protestante; il primo a parlare in pubblico ai musulmani e ad aver visitato un paese a maggioranza ortodossa; il primo ad aprire un Giubileo d'inizio millennio e ad avere assistito ad un concerto rock. Il primo ad essere ferito gravemente in un attentato e ad essere operato in ospedale. (AGI)

TRAPIANTI: PAPA, CINQUE REGOLE DA NON DIMENTICARE =

(AGI) - Roma, 29 ago. - Anche nei trapianti, insieme ai risultati positivi consistenti nell'aver salvato la vita a tanti, non mancano, "come accade in ogni conquista umana, alcuni punti critici, che richiedono di essere esaminati alla luce di un'attenta riflessione antropologica ed etica. Anche in questa materia - ha ricordato il Papa al Congresso internazionale dell'Eur - il criterio fondamentale di valutazione risiede nella difesa e promozione del bene integrale della persona umana, secondo la sua peculiare dignita'". E a tutti i medici presenti, allora, Wojtyla ha chiesto di non dimenticare mai che ogni intervento medico sulla persona umana e' sottoposto a dei limiti che non si riducono all'eventuale impossibilita' tecnica di realizzazione, ma sono legati al rispetto della stessa natura umana intesa nel suo significato integrale". Infatti, "cio' che e' tecnicamente possibile, non e' per cio' stesso moralmente ammissibile". - Ed eccole le "regole" che il Papa ha voluto ricordare agli specialisti dei trapianti: la prima e' non prestarsi ad alcun tipo di speculazione economica. "Ogni prassi tendente a commercializzare gli organi umani o a considerarli come unita' di scambio o di vendita - ha ribadito - risulta moralmente inaccettabile, poiche', attraverso un utilizzo 'oggettuale' del corpo, viola la stessa dignita' della persona". La seconda raccomandazione riguarda, ed e' conseguenza della prima, il "consenso informato". "La verita' umana di un gesto tanto impegnativo - ha spiegato - richiede infatti che la persona sia adeguatamente informata sui processi in esso implicati, cosi' da esprimere in modo cosciente e libero il suo consenso o diniego". In proposito, Giovanni Paolo II ha sottolineato che anche "l'eventuale consenso dei congiunti ha un suo valore etico quando manchi la scelta del donatore". 
Naturalmente, ha aggiunto, "un consenso con analoghe caratteristiche dovra' essere espresso da chi riceve gli organi donati".Terza regola: "gli organi vitali singoli non possono essere prelevati che ex cadavere, cioe' dal corpo di un individuo certamente morto. "Nasce da qui - rileva il Papa - una delle questioni che piu' ricorrono nei dibattiti bioetici attuali e,spesso, anche nei dubbi della gente comune: il problema dell'accertamento della morte. Quando una persona e' da considerare certamente morta?". Per il Papa "esiste una sola morte della persona, consistente nella totale disintegrazione di quel complesso unitario ed integrato che la persona in se stessa e', come conseguenza della separazione del principio vitale, o anima, della persona dalla sua corporeita'". Le difficolta' nascono dal fatto che "la morte della persona, intesa in questo senso radicale e' un evento che non puo' essere direttamente individuato da nessuna tecnica scientifica o metodica empirica". Ma sono difficolta' teoriche: infatti "l'esperienza umana insegna anche che l'avvenuta morte di un individuo produce inevitabilmente dei segni biologici, che si e' imparato a riconoscere in maniera sempre piu' approfondita e dettagliata". I "criteri" di accertamento della morte, che la medicina oggi utilizza, secondo il Pontefice "non sono da intendere come la percezione tecnico-scientifica del momento puntuale della morte della persona, ma come una modalita' sicura, offerta dalla scienza, per rilevare i segni biologici
della gia' avvenuta morte della persona". (AGI)

In ogni caso, dai tradizionali segni cardio-respiratori, si e' passati al cosiddetto criterio

"neurologico", vale a dire alla rilevazione, secondo parametri ben individuati e condivisi dalla comunita' scientifica internazionale, della cessazione totale ed irreversibile di ogni

attivita' encefalica (cervello, cervelletto e tronco encefalico), in quanto segno della perduta capacita' di integrazione dell'organismo individuale come tale". Da parte sua, "la Chiesa non fa opzioni scientifiche, ma si limita ad esercitare la responsabilita'evangelica di confrontare i dati offerti dalla scienza medica con una concezione unitaria della persona secondo la prospettiva cristiana, evidenziando assonanze ed eventuali contraddizioni, che potrebbero mettere a repentaglio il rispetto della dignita' umana". Poi e' arrivata la quarta raccomandazione, forse la piu' importante, data la scarsita' in molte situazioni di organi disponibili: "un beninteso principio di giustizia - ha affermato Wojtyla - esige che i criteri di assegnazione degli organi donati non derivino in alcun modo da logiche di tipo discriminatorio (eta', sesso, razza, religione, condizione sociale, ecc.) oppure di stampo utilitaristico (capacita' lavorative, utilita' sociale, ecc.). Nella determinazione delle priorita' di accesso ai trapianti - dice il Papa - ci si dovra', piuttosto, attenere a valutazioni immunologiche e cliniche: ogni altro criterio si rivelerebbe arbitrario e soggettivistico, non riconoscendo il valore che ogni essere umano ha in quanto tale, e non per le sue caratteristiche estrinseche.
Ultimo richiamo etico: gli xenotrapianti, cioe' quelli di organi provenienti da specie animali diverse dalla umana, non debbono incidere "sull'integrita' dell'identita' psicologica o genetica della persona che lo riceve" ne' debbono "esporre ad eccessivi rischi il ricevente". Cinque regole, dunque, alle quali il Papa ha voluto aggiungere un codicillo, a favore degli esperti di bioetica: "e' importante - ha concluso - in tutta questa materia, l'apporto anche dei filosofi e dei teologi, la cui riflessione sui problemi etici collegati con la terapia dei trapianti, sviluppata con competenza ed attenzione, potra' portare a meglio precisare i criteri di giudizio in base ai quali valutare quali tipi di trapianto possano considerarsi moralmente ammissibili ed a quali condizioni soprattutto per quanto concerne i problemi di salvaguardia dell'identita' personale". (AGI)

TRAPIANTI: PAPA, UN'ALTRA PRIMA VOLTA PER GIOVANNI PAOLO II =

(AGI) - Roma, 29 ago. - Per dire il suo no alla clonazione umana, al commercio di organi ed all'espianto senza il consenso informato del donatore, Giovanni Paolo II ha compiuto un altro gesto senza precedenti. Per la prima volta infatti un Papa e' andato personalmente ad un congresso medico, il 18* congresso mondiale di trapiantologia. Per Giovanni Paolo II non e' un fatto nuovo: di lui infatti decine di volte si e' scritto "per la prima volta nella storia". E' stato il primo Papa polacco della storica e il primo nato in un paese comunista ad andare oltre cortina; il primo ad aver recitato in pubblico ed aver lavorato in fabbrica; il primo, dopo gli apostoli, ad entrare in una sinagoga e il primo, dopo la riforma, ad entrare in una chiesa protestante; il primo a parlare in pubblico ai musulmani e ad aver visitato un paese a maggioranza ortodossa; il primo ad aprire un Giubileo d'inizio millennio e ad avere assistito ad un concerto rock. Il primo ad essere ferito gravemente in un attentato e ad essere operato in ospedale. (AGI)

TRAPIANTI: PAPA, CINQUE REGOLE DA NON DIMENTICARE =

(AGI) - Roma, 29 ago. - Anche nei trapianti, insieme ai risultati positivi consistenti nell'aver salvato la vita a tanti, non mancano, "come accade in ogni conquista umana, alcuni punti critici, che richiedono di essere esaminati alla luce di un'attenta riflessione antropologica ed etica. Anche in questa materia - ha ricordato il Papa al Congresso internazionale dell'Eur - il criterio fondamentale di valutazione risiede nella difesa e promozione del bene integrale della persona umana, secondo la sua peculiare dignita'". E a tutti i medici presenti, allora, Wojtyla ha chiesto di non dimenticare mai che ogni intervento medico sulla persona umana e' sottoposto a dei limiti che non si riducono all'eventuale impossibilita' tecnica di realizzazione, ma sono legati al rispetto della stessa natura umana intesa nel suo significato integrale". Infatti, "cio' che e' tecnicamente possibile, non e' per cio' stesso moralmente ammissibile". 

Ed eccole le "regole" che il Papa ha voluto ricordare agli specialisti dei trapianti: la prima e' non prestarsi ad alcun tipo di speculazione economica. "Ogni prassi tendente a commercializzare gli organi umani o a considerarli come unita' di scambio o di vendita - ha ribadito - risulta moralmente inaccettabile, poiche', attraverso un utilizzo 'oggettuale' del corpo, viola la stessa dignita' della persona". La seconda raccomandazione riguarda, ed e' conseguenza della prima, il "consenso informato". "La verita' umana di un gesto tanto impegnativo - ha spiegato - richiede infatti che la persona sia adeguatamente informata sui processi in esso implicati, cosi' da esprimere in modo cosciente e libero il suo consenso o diniego". In proposito, Giovanni Paolo II ha sottolineato che anche "l'eventuale consenso dei congiunti ha un suo valore etico quando manchi la scelta del donatore".
Naturalmente, ha aggiunto, "un consenso con analoghe caratteristiche dovra' essere espresso da chi riceve gli organi donati".
Terza regola: "gli organi vitali singoli non possono essere prelevati che ex cadavere, cioe' dal corpo di un individuo certamente morto. "Nasce da qui - rileva il Papa - una delle questioni che piu' ricorrono nei dibattiti bioetici attuali e,spesso, anche nei dubbi della gente comune: il problema dell'accertamento della morte. Quando una persona e' da considerare certamente morta?". Per il Papa "esiste una sola morte della persona, consistente nella totale disintegrazione di quel complesso unitario ed integrato che la persona in se stessa e', come conseguenza della separazione del principio vitale, o anima, della persona dalla sua corporeita'". Le difficolta' nascono dal fatto che "la morte della persona, intesa in questo senso radicale e' un evento che non puo' essere direttamente individuato da nessuna tecnica scientifica o metodica empirica". Ma sono difficolta' teoriche: infatti "l'esperienza umana insegna anche che l'avvenuta morte di un individuo produce inevitabilmente dei segni biologici, che si e' imparato a riconoscere in maniera sempre piu' approfondita e dettagliata". I "criteri" di accertamento della morte, che la medicina oggi utilizza, secondo il Pontefice "non sono da intendere come la percezione tecnico-scientifica del momento puntuale della morte della persona, ma come una modalita'
sicura, offerta dalla scienza, per rilevare i segni biologici della gia' avvenuta morte della persona". 

In ogni caso, dai tradizionali segni cardio-respiratori, si e' passati al cosiddetto criterio "neurologico", vale a dire alla rilevazione, secondo parametri ben individuati e condivisi dalla comunita' scientifica internazionale, della cessazione totale ed irreversibile di ogni attivita' encefalica (cervello, cervelletto e tronco encefalico), in quanto segno della perduta capacita' di integrazione dell'organismo individuale come tale". Da parte sua, "la Chiesa non fa opzioni scientifiche, ma si limita ad esercitare la responsabilita'evangelica di confrontare i dati offerti dalla scienza medica con una concezione unitaria della persona secondo la prospettiva cristiana, evidenziando assonanze ed eventuali contraddizioni, che potrebbero mettere a repentaglio il rispetto della dignita' umana". Poi e' arrivata la quarta raccomandazione, forse la piu' importante, data la scarsita' in molte situazioni di organi disponibili: "un beninteso principio di giustizia - ha affermato Wojtyla - esige che i criteri di assegnazione degli organi donati non derivino in alcun modo da logiche di tipo discriminatorio (eta', sesso, razza, religione, condizione sociale, ecc.) oppure di stampo utilitaristico (capacita' lavorative, utilita' sociale, ecc.). Nella determinazione delle priorita' di accesso ai trapianti - dice il Papa - ci si dovra', piuttosto, attenere a valutazioni immunologiche e cliniche: ogni altro criterio si rivelerebbe arbitrario e soggettivistico, non riconoscendo il valore che ogni essere umano ha in quanto tale, e non per le sue caratteristiche estrinseche.

Ultimo richiamo etico: gli xenotrapianti, cioe' quelli di organi provenienti da specie animali diverse dalla umana, non debbono incidere "sull'integrita' dell'identita' psicologica o genetica della persona che lo riceve" ne' debbono "esporre ad eccessivi rischi il ricevente". Cinque regole, dunque, alle quali il Papa ha voluto aggiungere un codicillo, a favore degli esperti di bioetica: "e' importante - ha concluso - in tutta questa materia, l'apporto anche dei filosofi e dei teologi, la cui riflessione sui problemi etici collegati con la terapia dei trapianti, sviluppata con competenza ed attenzione, potra' portare a meglio precisare i criteri di giudizio in base ai quali valutare quali tipi di trapianto possano considerarsi moralmente ammissibili ed a quali condizioni soprattutto perb quanto concerne i problemi di salvaguardia dell'identita' personale". 

TRAPIANTI: CORTESINI, IL PAPA HA PARLATO ANCHE DA SCIENZIATO

(ANSA) - ROMA, 29 AGO - Nel discorso che ha fatto oggi ai trapiantologi ''il Papa ha parlato anche da scienziato, toccando con grande precisione i temi tecnici oltre che etici piu' importanti che riguardano i trapianti''. Lo ha sottolineato il professor Raffaello Cortesini, presidente del congresso internazionale sui trapianti in corso a Roma. ''Il Papa - ha detto Cortesini - ha sottolineato infatti l' importanza del consenso del malato, della certezza clinica nell' accertamento della morte cerebrale, della giustizia nella distribuzione degli organi, secondo criteri di certezza clinica, di strade aperte agli xenotrapianti, mentre ha ribadito il suo no alla manipolazione degli embrioni e l' uso di cellule embrionali per la clonazione''. Secondo Oscar Salvatierra, presidente della Societa' internazionale dei trapianti, con il suo intervento il Papa ''dara' un impulso fenomenale al progresso dei trapianti e alla donazione degli organi. E' il piu' grande incoraggiamento mai fatto da capi di stato o di istituzioni governative''.(ANSA).

TRAPIANTI: MONS. SGRECCIA, PAPA ESORTA A CONTINUARE RICERCHE

(ANSA) - ROMA, 29 AGO - Con il suo discorso il Santo Padre ''incoraggia a continuare le ricerche scientifiche e filosofiche''. Questo il commento di mons. Elio Sgreccia, direttore dell' Istituto di bioetica dell' Universita' cattolica di Roma.''Il Papa - ha detto Sgreccia - ha toccato tutti i punti piu' attuali della problematica delle donazioni e dei trapianti, senza evitare gli scogli''. Secondo Sgreccia i temi fondamentali del discorso che il Papa ha fatto oggi al convegno dei trapiantologi riguardano il criterio dell' accertamento della morte cerebrale, la possibilita' della ricerca sugli xenotrapianti e l' esortazione positiva alla donazione degli organi. Quanto all' accertamento della morte, per Sgreccia e' accettato il criterio della morte cerebrale secondo metodi oggettivi. In merito agli xenotrapianti, Sgreccia ha detto che essi non vengono rigettati in linea di principio, ma ''non devono comportare rischi per il ricevente, rispettando l' integrita' della persona''. Sgreccia ha poi ribadito il no all'uso degli embrioni, mentre ha rilevato una apertura all' uso delle cellule staminali adulte (da cordone ombelicale, dall' osso o altri tessuti), respingendo l' uso dell' uomo come cavia.Secondo mons. Sgreccia, sarebbe auspicabile il no assoluto alla clonazione delle cellule embrionali, ma una moratoria sarebbe un atto di saggezza. (ANSA).

TRAPIANTI: ANTIVIVISEZIONISTI, DIETRO SCIENZA ALTRA REALTA'

(ANSA) - ROMA, 29 AGO - ''Dietro la corsa al progresso e alla scienza c'e' un' altra realta'''. E' quanto sostengono gli antivivisezionisti che, d'accordo con la decisione del ministro Pecoraro Scanio di bloccare i fondi per la ricerca sui maiali transgenici, rispondono al professore Raffaello Cortesini, direttore del Centro trapianti del Policlino Umberto I di Roma.I maiali modificati geneticamente ''servono solo al business delle multinazionali genetiche per brevettare esseri viventi e farmaci antirigetto'': e' quanto dice la Lega antivivisezione (Lav) che, in merito alla ''minaccia'' avanzata dal professore di bruciare gli animali per mancanza di fondi ricorda ''che sono comunque destinati alla morte ma ucciderli mandandoli al rogo in una pubblica piazza sarebbe una violazione del codice penale''.
Secondo il Comitato scientifico antivivisezionista, ''alcuni esponenti del mondo scientifico, nel rincorrere un presunto 'progresso' (o i finanzimaenti?), ritengono di dover decidere autonomamente del nostro futuro, incuranti delle ricadute sociali, economiche ed etiche delle loro azioni''. Entrambi infine ricordano che l'Oms ha imposto una moratoria di 5 anni sulle applicazioni all'uomo della tecnica dei xenotrapianti.Inoltre, secondo la Lav, ''lo sviluppo dei trapianti di organi umani previsto dallo stesso progessore grazie al crescente numero di donatori nei prossimi due anni, e' in contraddizione
con la 'presunta' necessita' dei xenotrapianti''.(ANSA).

TRAPIANTI: TECNICA DOLLY AIUTERA' XENOTRAPIANTI

(ANSA) - ROMA, 29 AGO - Le tecniche di clonazione utilizzate dal Roslyn Institute scozzese per far nascere la pecora Dolly aiuteranno lo sviluppo di animali utili per xenotrapianti. Ne e' convinto il biologo Ian Wilmut, il padre di Dolly, che domani al congresso sui trapianti illustrera' i progressi ottenuti in questo settore senza tralasciare gli aspetti etici.Secondo i ricercatori scozzesi alcune modificazioni genetiche possono essere indotte negli animali prima della clonazione per eliminare i geni responsabili del rigetto acuto in caso di trapianto dei loro organi nell' uomo.
Secondo i ricercatori anche l' uso delle cellule staminali  potra' essere utilizzato con la tecnica del trasferimento del nucleo usato per Dolly.La ricerca nel settore degli xenotrapianti, ha spiegato la dottoressa Maria Luisa Lavitrano dell' universita' La Sapienza di Roma, deve continuare pur con le obbligatorie precauzioni considerando i rischi infettivi, seppur improbabili, che ci potrebbero essere nel trapianto d' organi da animali a uomo,bisogna dire che gli studi condotti in questi ultimi anni sono incoraggianti e cresce la speranza che queste ricerche potranno dare in un futuro prossimo. (ANSA).

 

TRAPIANTI:MARINO,PAPA HA PARLATO COME NESSUN ALTRO PONTEFICE

(ANSA) - ROMA, 29 AGO - Secondo Ignazio Marino, direttore dell' Istituto Mediterraneo Trapianti di Palermo, con il suo discorso, ''il Santo Padre ha affrontato le problematiche legate alla medicina dei trapianti in modo dettagliato dal punto di vista sia tecnico che scientifico, come non aveva mai fatto nessun altro pontefice prima''.''Parlando in favore degli xenotrapianti e ribadendo il parere contrario della Chiesa cattolica all' utilizzo di cellule di embrioni umani a scopo scientifico - ha aggiunto Marino -, il Papa ha pronunciato un discorso che rappresentera' un punto di riferimento e di dibattito sull' etica nel futuro della medicina e in particolare dei trapianti d'organo. Credo che a questo punto sia inevitabile che dentro la comunita' scientifica, ma anche dentro i Parlamenti, sede della rappresentanza dell' intera societa', si apra un dibattito che rappresenti tutte le differenti posizioni in modo da arrivare entro tempi brevi ad una decisione eticamente accettabile per la maggioranza''.