CACCIA: VERDI, SE REGIONI NON LA FERMANO INTERVENGA BORDON
(ANSA) - ROMA, 4 SET - Il ministro dell' ambiente intervenga per fermare la mattanza di fauna nelle regioni degli incendi. IVerdi tornano all' attacco dopo il primo week end di preapertura della caccia che ha interessato gran parte delle regioni italiane, per chiedere a Willer Bordon di avvalersi dei poteri che gli riconosce la legge.
''Siamo di fronte ad un problema ambientale - dice l' on.Anna Maria Procacci - che non concede spazio alla politica di Ponzio Pilato: se gli inviti rivolti dal governo alle regioni a sospendere gli spari hanno avuto risposte assolutamente insufficienti, occorre attivare gli articoli della legge istitutiva del ministero dell' ambiente e della 59/87 che riconoscono al ministro dell' ambiente la facolta' di emanare ordinanze urgenti in presenza di danno ambientale''. Procacci sottolinea anche che sarebbe ''opportuno'' che Bordon
riferisse in Parlamento sulla situazione della fauna selvatica e per questo -aggiunge- ''ho pregato il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Sauro Turroni, a procedere ad un' audizione in tempi brevi''. Non si tratta per Procacci di fare la guerra alle regioni per permettere il solito teatrino delle competenze. ''Si tratta invece -conclude Procacci- di tutelare il patrimonio di biodiversita' e si tratta di assolvere in modo coerente i ruoli e le prerogative assegnati dall' ordinamento e dalle leggi di questo paese''.
I Verdi chiedono al ministro dell'Ambiente Willer Bordon un provvedimento contro la pre-apertura della caccia e di riferire in Parlamento sulla situazione della fauna selvatica. ''Dopo la mattanza della fauna anche nelle regioni degli incendi. Siamo di fronte a un problema ambientale che non concede spazio alla politica di Ponzio Pilato'' sostiene in una nota AnnaMaria Procacci del Sole che Ride. ''Occorre attivare gli articoli della legge 349/87 e 59/87 che riconoscono al ministro dell'Ambiente la facolta' di emanare ordinanze urgenti in presenza di danno ambientale. Non si tratta di fare la guerra alle regioni ma di tutelare il patrimonio di biodiversita' come ci impongono anche le convenzioni internazionali''conclude Procacci.