CAMERA: E L'AULA SI INFIAMMA PER
LE GALLINE OVAIOLE
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La maggioranza di centrosinistra ha dovuto
fare i conti in aula alla Camera con un altro elemento di divisione interna: le
galline ovaiole. Ma questi animali, certo non feroci, hanno visto dissidenti
anche nella Casa delle liberta'.
Il tema, ancorche' piu' serio di quanto possa sembrare a prima vista perche'
rappresenta una parte importante del cosiddetto pacchetto sulla sicurezza
alimentare, ha acceso gli animi in modo tale da far sfiorare la
sospensione della seduta ed obbligare il presidente Luciano Violante a continui
richiami
all' ordine. Tutto e' nato da un emendamento della Verde Annamaria Procacci, che
voleva anticipare lo smantellamento delle strettissime gabbie dove sono tenute
le galline ovaiole, prevedendo stie piu' grandi. Immediata la frenata del
presidente della commissione Agricoltura di Montecitorio, il Popolare Francesco
Ferrari. ''Se non si conosce la situazione, si rischia di rovinare le aziende
avicole''. Rifondazione comunista e il dipietrista Elio Veltri annunciano voto
favorevole. Divisi,
invece, Alberto Lembo, pro e Sandra Fei, contro, entrambi di An.
''Mi sembra una follia pensare che una gallina felice fa le uova buone e una
gallina infelice le fa cattive. Sono concetti che non stanno ne' in cielo ne' in
terra'', ha aggiunto Fei. Contro l' Azzurro Paolo Scarpabonazza Buora. ''A voler
essere piu' realisti del re e piu' pierini dei pierini non si e' utili ai nostri
agricoltori. Di questo passo saranno costretti a portare al guinzaglio le
proprie vacche a Cortina d'Ampezzo o a Forte dei Marmi''. Preoccupato il Ccd
Carlo Giovanardi, vicepresidente della Camera: ''Se azzeriamo la
produzione italiana, siamo costretti a mangiare prodotti che arrivano da chissa'
dove. Per principio sono contrario a norme presentate in modo estemporaneo in
aula senza aver calcolato ne' i costi, ne' i benefici''.
I Popolari chiedono a Procacci di ritirare l' emendamento.
La parlamentare resiste: ''Non e' un' utopia - afferma - chi di noi amerebbe
passare la vita in uno sgabuzzino senza potersi muovere?''.
E Ferrari rincara: ''Parliamo solo di polli e cani e non parliamo mai di uomini
che si trovano magari in carcere in condizioni disumane''. Alla fine, in un'
aula indisciplinata e improvvisamente infiammata dall'argomento, l' emendamento
viene ritirato e trasformato in un ordine del giorno. Ma al momento di votare l'
ordine del giorno, peraltro accolto dal Governo,
Procacci non insiste perche' venga posto ai voti. Ccd e Lega chiedono la
votazione. A norma di regolamento non si potrebbe visto che il firmatario non
insiste, ma Violante fa pronunciare la Camera e l' ordine del giorno e'
approvato. (ANSA).