CLONAZIONE: VERONESI PROROGA DIVIETI,NO UOMO, LIMITI ANIMALI
(ANSA) - ROMA, 2 LUG - No alla clonazione umana, si ma con limiti a quella
animale, per animali transgenici utilizzati per ottenere medicinali innovativi o
per salvaguardare specie in via di estinzione. I divieti sono contenuti
nell'ordinanza, in Gazzetta Ufficiale, del ministro della sanità Umberto
Veronesi, prorogata (per la nona volta), fino al 31 dicembre 2000.
Il provvedimento, messo a punto per la prima volta dal ministero della sanità
il 5 marzo del 1997, dopo il clamore che suscitò la clonazione della pecora
Dolly, ricorda la perdurante mancanza di qualsiasi regolamentazione in materia
di clonazione umana, dovuta alla non ancora definizione della disciplina
legislativa e questa situazione può comportare sperimentazioni e interventi
senza alcuna garanzia di tutela della salute pubblica. Il ministero ricorda
inoltre che il disegno di legge sulla procreazione assistita, dove e previsto il
divieto della clonazione umana, e' all'esame del Senato, così come e' all'esame
della commissione industria del Senato lo schema di ddl che recepisce la
direttiva del parlamento europeo e del Consiglio che dichiara ''non brevettabili
i procedimenti di clonazione umana e dell'identità' genetica germinale
dell'essere umano. Di qui la necessità di prorogare i divieti della vecchia
ordinanza: no alla clonazione umana, sì alla clonazione di animali transgenici utilizzati
per medicinali innovativi ottenuti con biotecnologie'.
Ciascun intervento, spiega l'ordinanza ministeriale, deve essere preventivamente
notificato al ministero della sanità (dipartimento per la valutazione dei
medicinali) e all'Istituto superiore di sanità e la notifica deve contenere
spiegazioni relative alla denominazione, alla sostanza e al processo utilizzato
per ottenere tali medicinali. I divieto non si applica inoltre alla clonazione
attuata a salvaguardia di specie animali in via di estinzione, a condizione che
anche questi procedimenti vengano notificati motivando il reale rischio di
estinzione. Una seconda ordinanza del ministero della sanità, pubblicata in
Gazzetta e prorogata anch'essa al 31 dicembre del 2000, riguarda il divieto di
commercializzazione e pubblicità dei gameti e degli embrioni umani. Nel
provvedimento si ricorda inoltre che tutti i centri pubblici e privati che
praticano la fecondazione medicalmente assistita devono comunicare la propria attività
agli organi istituzionali preposti.