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RIASSUMENDO DAL
CONVENTO SOLO QUESTA MINESTRA
Questa osservazione inquadra
perfettamente e realisticamente la situazione: o così o niente. ed
è una minestra riscaldata
“O così” significa affermare che non è l’animale in sé
da tutelare (come abbiamo visto secondo Pistorelli e Fassone) ma il
sentimento di umanità verso di loro,
come spiega chiaramente il titolo delle nuove disposizioni; in pratica
si “riscalda” il brodo del vecchio 727, mettendogli il sale delle
sanzioni rafforzate e spostando i casi più gravi fra i delitti:
deve quindi essere punita molto più severamente che in passato
solo la crudeltà gratuita, cioè quella non codificata dalle usanze
(vedi Fassone). bando
agli estremismi
E per essere sicuri che non vi siano pericolose interpretazioni
estremistiche (si
sottintende da parte di magistrati in vena di “originalità”,
perché la giurisprudenza è fatta dalle loro sentenze) si è voluto porre
un limite molto chiaro affinché non vengano intaccate in alcun
modo le attività
venatorie, circensi, di allevamento ecc., cioè il maltrattamento
“socialmente o scientificamente” accettato. Quindi, per maggior
sicurezza si sono tarpate le ali alle guardie zoofile,
(potenziali estremisti…) limitando le loro competenze sulla legge ai
soli animali di affezione (in sostanza cani e gatti), cosa che non
disturba nessun interesse “forte”.
Sempre per evitare
“interpretazioni estremistiche”, si è evitata l’applicazione
in caso di colpa,
nonostante il Senatore Consolo l’
avesse notato ed evidenziato subito (come sopra riportato)
quando il disegno di legge giunse al Senato e i risultati sono
stati ben sintetizzati dal procuratore di Trento Stefano Dragone.
Infine si sanziona con più forza
la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro
natura, ma si restringe moltissimo l’applicabilità della norma
pretendendo la prova delle gravi sofferenze. un
riflettore… anchilosato
Insomma, la nuova legge assomiglia a un potente riflettore a
luce polarizzata rispetto a una semplice lampadina; illuminazione “a
giorno” laddove giunge il fascio del riflettore ma – come tutti
sanno – buio pesto su
tutto il resto; la lampadina invece illumina più debolmente ma più
equamente, dando un po’ di luce a tutti.
E il problema sta nel fatto che il
riflettore in questione non è girevole ma fissato su un unico punto: il
sentimento per gli animali. ma
quanto è sporca l’acqua?
Meglio quindi – continua
Gianluca Felicetti - far compiere questo grande, anche se non
esaustivo passo avanti che gettare irresponsabilmente altri animali,
con l’acqua sporca.
La valutazione della LAV
(condivisa da ENPA e WWF) di far passare comunque la legge segue senza
dubbio una sua logica, oltre alla sindrome “materna”; in pratica
la gran parte delle denunce veniva archiviata e rari sono stati i casi
di applicazione in quanto i tempi lunghi della nostra giustizia
facevano passare in fretta i tre anni per la prescrizione; d’altra
parte è anche vero che le archiviazioni dimostrano che vi era una scarsa
sensibilità dei magistrati per questo tipo di reati, né si può
presumere che l’aver promosso fra i delitti il maltrattamento
comporterà maggior sensibilità, tutt’altro: le ben più
restrittive condizioni (dolo) per applicare la legge daranno una scappatoia
molto “gettonabile” in una situazione di sovraccarico di
lavoro che assedia i magistrati. Solo i casi eclatanti, che impressionano
il giudice e l’opinione pubblica per la gratuità del maltrattamento
(vedi caso Aronne, il cagnolino cui era stata gettata addosso acqua
bollente), saranno sicuramente perseguiti. Una
norma (purtroppo) adeguata alla nostra società
Bisogna ammettere che in effetti la società italiana non è
ancora in grado di riconoscere all’animale dei “diritti” e
quindi questa legge corrisponde realmente (purtroppo) al sentire
comune dell’opinione pubblica, così come la maggior tutela verso
gli animali di affezione che gli animali ricevono da questa normativa
è altrettanto perfettamente aderente alla realtà: la signora che
porta a spasso il cagnolino e indossa una pelliccia non riesce a
rendersi conto che i venti/sessanta animali che ha indosso non
avrebbero nulla da invidiare a Fido, quanto a intelligenza e
sensibilità, così come la reazione
orripilata del buongustaio quando scopre che il coniglio in salmì era un gatto (somigliantissimi una volta
in padella) segnala che il “sentimento verso gli animali” è ben
lungi dal riconoscere loro dei diritti in sé.
E dato che le grandi associazioni
contano fra i loro associati molte persone che inorridiscono nel
vedere picchiare un cane, ma infilzano senza rimorsi la forchetta
nell’arrosto di vitello non si può negare che la scelta di far
passare comunque questa legge sia stata più che comprensibile.
E’ quindi compito delle
“minoranze”, cioè di quel folto numero di associazioni ed
attivisti che si è opposto alla legge ma che non ha la forza
mediatica e gli “agganci” presso le istituzioni (Parlamento,
Governo ecc.) pari a LAV, ENPA o WWF, portare avanti con pazienza e
costanza le argomentazioni più rigorose che, inutile negarlo, le
istituzioni, la gran parte della gente e sicuramente molti soci delle
grandi associazioni vedono con sospetto di … estremismo. E
IL PREMIO PINOCCHIO?
Giustamente vi starete chiedendo a chi assegnare il premio
Pinocchio fra le frasi riportate in prima pagina. In effetti è
presto per dirlo: saranno le sentenze o le archiviazioni a
stabilire chi l’ha sparata grossa.
Credo però che gli autori di
quanto scritto qui sotto meritino una menzione speciale: Da
oggi esiste uno strumento efficace per punire chi maltratta gli
animali, un deterrente credibile e valido (...) In un paese arretrato
e incivile come il nostro (...) questa legge è un grande passo
avanti, una conquista rilevante. Il vecchio dettato dell'art. 727 era
un'arma spuntata, un fucile scarico. Abbandonare un cane,
impiegare animali in spettacoli o lavori insostenibili, detenerli in
condizioni incompatibili con l'etologia della specie, organizzare
lotte cruente con scommesse clandestine costerà caro d'ora in avanti.
Anche se avremmo tutti sperato in sanzioni ancor più severe, quale
deterrente contro la barbarie, oggi è comunque un grande giorno.
Ma come, direte, non hai detto che
bisogna aspettare? Eh sì, ma questo commento non è a favore della
nuova legge, ma è stato redatto nel 1993 dal quartetto parlamentare
dei Verdi Apuzzo-Pecoraro Scanio-Procacci-Rocchi
in occasione della legge che in quell’anno aveva rinnovato
l’art. 727 C.P.; per fortuna – visti i risultati - sembra questa
volta che i verdi abbiano imparato la lezione. quando
la verità viene a galla
Il magistrato Maurizio Santoloci pare oggi ben
meno entusiasta di quella legge e scrive su Impronte che “se,
dunque, il previgente articolo 727 C.P. è stato realmente (e
raramente) applicato per tutelare gli animali, questo lo dobbiamo solo
ad una parziale sensibile e futuristica linea giurisprudenziale della
Cassazione” che in pratica ha ampliato la portata della norma e
creando principi che “si sono risolti in diretta
tutela degli animali”.
E segnala ”mancate denunce per inapplicabilità della
norma, archiviazioni successive a denunce, blandi decreti penali di
condanna con pene risibili o assoluzioni perché il fatto – pur
sussistente – non costituiva reato”.
Come dire: la verità (cioè lo
scarso valore della precedente norma, denunciato attraverso il
primo Retroscena 727) viene sempre a galla. E quella attuale in
alcuni punti è peggio di quella! fare
i conti con la realtà
Per tornare ai giorni nostri, la lettura delle pagine
precedenti e dei pareri espressi fa comprendere come la posizione più
“difficile” – stando a chi scrive - sembra ora proprio quella
del magistrato Santoloci, che appare in netta minoranza nel sostenere
che la nuova legge cambia radicalmente l’impostazione giuridica, per
cui gli animali vengono tutelati in via diretta e “non più in
quanto incrudelire verso di loro offende il comune sentimento di pietà
umana!” Vedremo se la
Cassazione confermerà o respingerà le sentenze
sue e di
altri che si
basano su
Quindi l’entusiasmo diffuso a
piene mani dalla LAV rischia di andare a scontrarsi con la dura
realtà, rischiando di produrre aspettative che non si
concretizzeranno (vedasi oltre un bell’esempio) e quindi di
incrinare la credibilità dell’associazione che si è esposta in
modo tanto evidente; è anche vero che
tale rischio, abbastanza concreto presso gli attivisti e le
altre associazioni - appare ridotto presso il grande pubblico, stante
la notevolissima capacità di questa associazione nella gestione della
comunicazione di massa. due
esempi indicativi
Ecco invece un caso dove la nuova
legge dovrebbe trovare piena applicazione:
Morto soffocato dalle mani di un
anziano. Vittima della crudeltà dell'uomo: è un gattino di poche
settimane, dunque non in grado di difendersi e di scappare, inseguito,
catturato e ucciso in un cortile di via Brescia, al
civico 34. Più fortuna hanno avuto gli altri piccoli, sfuggiti
allo scempio.
Un obbrobrio seguito in diretta da
alcune persone che abitano al quarto piano del condominio Stella,
palazzo attiguo al cortile dell'orrore. Un
obbrobrio riassunto in una lettera indirizzata all'Associazione
protezione animali di
Cremona (Apac), diciassette righe pochi giorni fa allegate alla
denuncia fatta dalla vicepresidente Apac, Loretta Basiola, ai
carabinieri.
Crudeltà, orrore, obbrobrio, animale d’affezione e articolo sul
giornale: tutti elementi che indicano una profonda offesa contro
il “sentimento per gli animali” e fanno prevedere una probabile
condanna esemplare. il
maialino di Segni triste
impatto con la realtà La
lettera - Le zone di addestramento sono un'inutile crudeltà Totò
disse in un film la celebre battuta: "più conosco gli uomini, più
amo le bestie!", e come dargli torto di fronte ai comportamenti
umani? Questo è solo un episodio, ma vorrei condividere con gli altri
lettori de "il Tirreno" la mia tristezza. ECCO PERCHE' DICIAMO CHE QUESTA E' UNA LEGGE DA CAMBIARE (CLICCA QUI) |
| data 23/10/2004 |
aggiorn. | loc.-reg.-naz. Italia |
ARGOMENTI Maltrattamenti |
fonte | note |