LA CRONISTORIA
ovvero COME E' NATO "O' SCARRAFON"
Si premette che neretti e le altre evidenziazioni sono
di chi scrive;
Una
partenza brillante…
Il 15
gennaio 2003 la camera a prova con un vero plebiscito (395 favorevoli,
7 astenuti, nessun contrario!) la nuova normativa sulla protezione
degli animali; per brevità riportiamo solo parte del testo approvato:
« TITOLO XII
BIS DEI DELITTI
CONTRO GLI ANIMALI
CAPO I
- DEI DELITTI CONTRO LA VITA E L'INCOLUMITÀ DEGLI
ANIMALI
ART.
623 ter.
(Uccisione di animali). Chiunque, per fini
di crudeltà, cagiona la morte di un animale è punito con la
reclusione da tre mesi a diciotto mesi.
ART.
623 quater.
(Maltrattamento di animali). Chiunque, senza necessità, ovvero
fuori dai casi previsti
dalla legge, incrudelisce verso un animale o lo sottopone a
sevizie o, tenendo conto della natura dell'animale valutata anche
secondo
le caratteristiche etologiche, lo sottopone a comportamenti, fatiche
o lavori insopportabili è punito con la reclusione da tre mesi a un
anno o con la multa da 2.500 euro
a 10.000 euro.
La pena è aumentata se i fatti di cui al primo comma
sono commessi con mezzi particolarmente dolorosi.
ART. 623 quinquies.
(Spettacoli o manifestazioni vietati). Salvo che il
fatto costituisca più grave reato, chiunque organizza o promuove
spettacoli, manifestazioni, giochi
o feste che comportino sevizie per gli animali è punito con la
reclusione da quattro mesi a due anni o con la multa da 3.000
euro a 15.000 euro.
Tralasciamo le pesanti
sanzioni per i combattimenti, e diverse circostanze aggravanti,
il divieto di pelli di cane e di
gatto, le pene accessorie e vediamo la
«
SEZIONE I
BIS DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI GLI
ANIMALI ».
3.
L'articolo
727 del codice penale è
sostituito dai seguenti:
« ART. 727.
(Detenzione illecita e abbandono di animali). Chiunque detiene uno
o più animali in condizioni incompatibili con la loro natura o
abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della
cattività è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000
euro a 10.000 euro. In caso
di recidiva la condanna importa l'interdizione dall'esercizio
dell'attività di commercio, qualora la contravvenzione sia commessa
ai fini dell'esercizio di tale attività.
Se il
colpevole è un conducente di animali, la condanna importa la
sospensione dall'esercizio dell'attività, quando si tratta di un
contravventore abituale o professionale.
Seguiva
il 727 bis (divieti relativi a videoproduzioni e altro materiale
pubblicitario) Innovativa
(seppure di difficile applicazione) poi era la disposizione che
obbligava i veterinari a segnalare all’autorità giudiziaria le cure
o le visite prestate nei confronti di animali che hanno riportato
lesioni per i delitti in questione.
Infine la
vigilanza era allargata, oltre alle guardie zoofile, anche alle
guardie ecologiche volontarie riconosciute secondo le leggi regionali.
… anche se non troppo
Il testo non
soddisfa tutte le associazioni, come emerge nel convegno
tenutosi a Genova il primo marzo 2003, dal titolo "nuovo
727 codice penale: potenzialità, e emendamenti, proposte
operative" e organizzato dalla locale Sezione LIDA.
In
particolare veniva segnalato che la nuova normativa era molto più
incisiva, ma rischiava di essere applicabile in maniera più
ristretta. Veniva posto in particolare sotto accusa quell'"ovvero
fuori dei casi previsti dalla legge" dell'art. 623 quater non
previsto nel "vecchio 727".
In
pratica il legislatore aveva inserito questa eccezione per evitare che
attività considerate lecite entro determinati limiti, come la caccia,
la macellazione, la pesca ecc., venissero considerate di colpo
fuorilegge. Un embrione del famigerato art. 19-ter
Ma la rivoluzione c’era davvero
Comunque
- come abbiamo visto sopra - con questa impostazione si sarebbe
realmente realizzata una rivoluzione copernicana in quanto il soggetto
della tutela non era in alcun modo il sentimento per gli animali, ma
gli animali in quanto tali e sarebbe stato molto più semplice per i
magistrati mettere in soffitta quella vecchia interpretazione che
aveva iniziato a cedere con l'elastica (nel bene e nel male)
riformulazione del 1993. Le nuove norme infatti erano poste fra i
delitti contro le persone!
Il disegno di legge arriva quindi il 27 febbraio 2003 alla
Commissione Giustizia del Senato. Relatore il Verde Zancan; ecco la
presentazione della legge in data 4 marzo
Non
esageriamo con la
protezione…
Il
relatore ZANCAN, rammentato che nella seduta del 27 febbraio si era
limitato a delineare solo sommariamente il contenuto del disegno di
legge n. 1930 riservandosi di illustrarne l'articolato in un
successivo momento, ribadisce la sua sostanziale adesione
all'impostazione di fondo del testo approvato dalla Camera dei
deputati in quanto appare pienamente condivisibile il principio in
base al quale si intende definire quale bene giuridico da proteggere
la vita e l'incolumità degli animali. Allorquando tale principio
viene a concretarsi in un apparato sanzionatorio nonché in interventi
che incidono sul piano processuale, talune modifiche a suo parere si
rendono però necessarie. L'inserimento del nuovo Titolo XII-bis, nel
libro II del codice penale, infatti deve necessariamente rivestire
caratteristiche sistemiche quanto a rigore terminologico e a logicità
interna, oltre che tenere conto delle ricadute che le nuove
incriminazioni potrebbero avere sul piano pratico.
Andrebbero così meglio specificate le fattispecie delittuose
previste dall'articolo 623-quater, laddove si prevede la reclusione o
la multa per coloro che incrudeliscono verso un animale o lo
sottopongono a sevizie o a comportamenti, fatiche o lavori
insopportabili. Se le perplessità sottoposte all'attenzione della
Commissione da società ed istituti di sperimentazione zooprofilattica
possono ritenersi superate dal fatto che la loro attività è prevista
dalla legge, non altrettanto risultano chiari i concetti di "incrudelimento"
e "di fatica" essendo questi diversamente riferibili ai
soggetti che li esercitano o che li subiscono. Da un diverso punto di
vista la Commissione dovrà valutare anche la possibilità di
configurare l'ipotesi attualmente prevista come autonomo delitto nel
nuovo articolo 623-ter del codice penale piuttosto come una
circostanza aggravante del delitto di cui al successivo delitto
623-quater, in quanto tale soluzione potrebbe evitare il rischio di
sanzionare, al di là delle intenzioni del legislatore, anche alcuni
casi di attività venatoria.
Quanto al
nuovo articolo 623-quinquies, relativo agli spettacoli o
manifestazioni che comportino sevizie agli animali, il relatore ZANCAN
rileva come anche in questo caso occorrerebbe un approfondimento della
tematica in quanto l'esistenza o meno del maltrattamento risulta
collegata alla percezione dell'animale che la subisce.
In ordine all'articolo 623-sexies, con il quale si prevede il divieto
di impiego di animali in combattimenti clandestini o competizioni non
autorizzate, il relatore ritiene di poter concordare con le
prescrizioni in esso contenute che, tra l'altro, sono affrontate da
diversi disegni di legge all'esame, salvo una riflessione ulteriore
sul livello delle sanzioni in esso previste.
Con
riferimento all'articolo 623- septies, dichiara di concordare con il
divieto previsto di commercializzazione delle pelli di cani e gatti
ritenendo peraltro opportuno specificare che il riferimento è rivolto
ai soli animali domestici, così da evitare che la previsione
incriminatrice si estenda al commercio ed alla detenzione di pelli di
altri animali ricompresi nelle famiglie dei felidi e dei canidi.
Procedendo nella
sua illustrazione, il relatore Zancan passa quindi alla parte del
disegno di legge relativa alle contravvenzioni. Per quanto riguarda il
nuovo testo dell'articolo 727 del codice penale, dopo aver
sottolineato quanto possa risultare aleatoria la definizione
"animali in condizioni incompatibili con la loro natura",
si sofferma sulla punibilità prevista per coloro che abbandonano gli
animali domestici, ritenendo che nel corso dell'esame dei
provvedimenti la Commissione debba pervenire ad una definizione di
tale fattispecie che eviti il rischio di attribuire alla stessa una
portata eccessivamente ampia, soprattutto con riferimento alle
ipotesi colpose che vi potrebbero rientrare.
Dichiara quindi adeguata la norma relativa ai divieti di
videoproduzioni o pubblicità che utilizzano le crudeltà sugli
animali a fini economici e giudica infine eccessiva la norma sulle
intercettazioni telefoniche disposta dall'articolo 2.
Quanto all'articolo 3 che obbliga i medici veterinari a
riferire all'autorità giudiziaria le lesioni inferte agli animali
riscontrate nell'esercizio della loro professione e riferibili ai
delitti di cui al disegno di legge, il relatore ritiene
particolarmente impervio l'accertamento della lesione e dell'origine
della stessa.
Vengono anche confermati i timori che i “casi previsti dalle
leggi speciali” sarebbero stati un notevole “scudo”, ma non
completo (certi tipi di attività venatoria).
Una
pioggia di critiche
Il Senatore Consolo segnalano subito un elemento importante: non
sono previste ipotesi di tipo colposo che invece sarebbero “a
suo avviso, assai opportune considerata la casistica che spesso
vede gli animali vittime di comportamenti particolarmente odiosi
aventi una connotazione di questo genere
“…
e abbiamo ben visto che peso abbia sulla norma.
Piovono inoltre parecchie altre critiche sulla sostanziale
incongruenza di molti passaggi del disegno di legge e il Senatore
Ayala conclude con una gustosa “tirata” di orecchie ai colleghi
della Camera:
Segue un
breve intervento del senatore AYALA, che fa proprie le osservazioni e
i rilievi critici svolti dai componenti della Commissione già
intervenuti nel dibattito odierno, cogliendo peraltro l'occasione per
sottolineare come le carenze tecniche del testo approvato dall'altro
ramo del Parlamento pongano anche un problema di carattere più
generale. Non è infatti la prima volta che il Senato si trova a
ricevere dalla Camera dei deputati testi che non esita a definire
imbarazzanti; poiché non vi è dubbio circa la competenza dei
singoli componenti dell'omologa Commissione della Camera dei deputati,
egli giudica inspiegabile come tutto ciò possa avvenire, ma ritiene
che non sia possibile comunque andare avanti in questo modo.
Tutti comunque sono d’accordo – a parole – nel sostenere
la “ratio” del disegno di legge, per cui gli animali devono essere
seriamente tutelati.
****
☼☼ ****
Si sa che le vie dell’inferno sono lastricate di buoni
propositi e quindi nelle sedute successive arriva
una pioggia di emendamenti:
c’è chi propone di limitare le tutele ai soli animali
vertebrati, chi ai soli domestici o addomesticati, e c’è chi
propone anche miglioramenti.
Il
pesce d’aprile
Il 1° aprile arriva un bel pesciolino; leggiamo:
Il presidente
Antonino CARUSO evidenzia come il testo trasmesso dalla Camera dei
deputati sia senz’altro condivisibile per taluni aspetti, mentre su
altri prospetta preoccupazioni sulle quali è necessaria
un’approfondita riflessione. Il Gruppo di Alleanza Nazionale
sarebbe infatti contrario all’approvazione di una legge la
formulazione della quale si prestasse al rischio di precludere, o
comunque comprimere, lo svolgimento di attività che implicano una
relazione con gli animali, che sono disciplinate da normative
speciali, e che sono e devono rimanere nell’ambito del lecito: quali
ad esempio la caccia, la pesca, la macellazione. In ordine a
tale specifico problema il Presidente ritiene che la nuova legge dovrà
contenere una clausola di salvaguardia che ne escluda
l’applicabilità appunto a tutti i settori che, potendo essere
interessati dalla medesima, devono però rimanere disciplinati dalle
leggi speciali ad essi relative.
Il
senatore Luigi BOBBIO dichiara di condividere l’impostazione
di fondo sulla quale ha richiamato l’attenzione il presidente
Antonino Caruso, sottolineando come la valutazione delle problematiche
sottese ai disegni di legge in titolo debba avvenire sciogliendo il
nodo di fondo concernente il tema della cosiddetta “umanizzazione
dell’animale”.
Il senatore
CENTARO, nel dichiararsi - a sua volta - d’accordo con le
considerazioni in precedenza svolte dal Presidente, evidenzia poi come
l’introduzione di un titolo a sé stante per quanto riguarda i
delitti contro gli animali – nei termini risultanti dal testo
approvato dalla Camera - rappresenterebbe una soluzione certamente
asistematica rispetto all’impianto codicistico.
Il
relatore ZANCAN (…)
sottolinea però che, essendo la volontà di arrivare
all’approvazione di una nuova legge in materia di tutela degli
animali ampiamente condivisa, sarebbe allora sbagliato perdere questa
occasione adottando nel merito soluzioni radicalmente contrastanti con
quelle fatte proprie dalla Camera dei deputati.
Cominciano
i “ritocchi”
Viene quindi costituito un comitato ristretto che – lavora e
lavora – giunge a una proposta che vede cambiare il titolo
della modifica, per farlo divenire
“Dei delitti contro il rispetto verso gli animali”; resta
nel libro secondo (dei delitti) ma si cambia la posizione: non
più dopo il titolo XII ("dei delitti contro le
persone"), bensì dopo il titolo IX ("dei delitti contro la
moralità pubblica e il buon costume").
Addio rivoluzione copernicana…
Dopo una nuova pioggia di emendamenti si giunge alla
formulazione finale approvata il
17 luglio 2003; tutti favorevoli tranne la Lega Nord che si astiene:
il senatore STIFFONI spiega infatti che “nonostante l'articolato possa ritenersi notevolmente
migliorato rispetto al testo approvato dall'altro ramo del Parlamento,
permangono ancora talune perplessità derivanti dalla formulazione del
reato di maltrattamento di animali che non appare sufficientemente
precisa e si presta ad incertezze applicative”. Come dire: è ancora troppo!
Il senatore Dalla Chiesa invece (Margherita), motiva il suo
favore segnalando che il disegno di legge in votazione “costituisce
una conquista di civiltà poiché sanziona comportamenti che sono
contrari alla dignità dell'uomo”.
Il Senatore Centaro di Forza Italia segnala che il testo “costituisce
un progresso culturale nel modo di rapportarsi con gli animali
sanzionando una serie di comportamenti, tra cui significativamente
quelli connessi al grave fenomeno dei combattimenti tra animali che
sono gestiti dalla criminalità organizzata”.
Riposi quindi in pace la “ratio” della norma, cioè la
tutela degli animali in quanto esseri viventi. Avanti tutta invece
la “dignità dell’uomo” e il modo di rapportarsi con gli animali
(cioè il “sentimento” comune).
Le
associazioni si dividono
L’approvazione comporta
una prima evidente spaccatura fra le associazioni; riportiamo qui i
titoli di tre
al solo scopo di far comprendere la “diversità di vedute”; se
volete leggere la rassegna dei comunicati CLICCATE
QUI:
Movimento UNA e Animalisti Italiani
IL SENATO APPROVA LA NUOVA LEGGE CONTRO IL MALTRATTAMENTO E
L’ABBANDONO DI ANIMALI.
OTTIMA LEGGE PER 17 MILIONI DI CANI E GATTI – PESSIMA
LEGGE PER 700 MILIONI DI ANIMALI.
LAV
STORICA LEGGE CONTRO IL MALTRATTAMENTO DI ANIMALI APPROVATA DAL
SENATO: RECLUSIONE FINO A TRE ANNI E MULTE FINO A 160.000 EURO.
LA LAV ESULTA: FINALMENTE UN NUOVO CODICE PENALE PER MILIONI DI
ANIMALI GARANTIRA' GIUSTIZIA E RISPETTO ANCHE IN TEMA DI ABBANDONO DI
CANI E GATTI, DOPING AI CAVALLI, COMBATTIMENTI E CORSE CLANDESTINE,
FESTE E SAGRE, COMMERCIO DI PELLI DI CANI E GATTI.
WWF “Una
svolta culturale"
 |
a
confronto (testi
approvati in prima lettura alla Camera e al Senato) |
Alla
Camera dice il relatore:
solo
modifiche non sostanziali…
Il disegno di legge continua quindi nel suo cammino e torna il
24 luglio alla Camera, in Commissione Giustizia; cosa ne pensa il
relatore Italico Perlini di
Forza Italia su quanto hanno combinato i loro colleghi?
Italico PERLINI (FI), relatore, osserva preliminarmente che le
modifiche introdotte dal Senato non appaiono tali da modificare
sostanzialmente il provvedimento. Quella più rilevante concerne
il titolo, che alla Camera era stato concepito come un nuovo titolo
del Libro secondo del codice penale in materia di delitti contro gli
animali, mentre al Senato è stato riferito ad un nuovo titolo IX-bis
denominato «Dei delitti contro il sentimento per gli animali». Le
pene sono state complessivamente mantenute, mentre è stata eliminata
la disposizione introdotta dalla Camera che contemplava una nuova
fattispecie di reato contravvenzionale riguardante divieti relativi a
videoproduzioni ed altro materiale pubblicitario. Al Senato si è dato
inoltre maggior risalto alle attività formative in ordine alla tutela
degli animali, confermando il lavoro complessivamente svolto dalla
Camera. Fatta salva la necessità di introdurre piccoli ritocchi,
raccomanda di approvare il provvedimento con urgenza,
data la stagione estiva, durante la
quale si verificano frequentemente abbandoni e maltrattamenti di
animali.
… però no, ripensandoci sono proprio sostanziali….
In effetti questa posizione pare più che altro a far sì di
ottenere una rapida approvazione della legge dalla Commissione in sede
deliberante; non essendoci riuscito per l’opposizione della Lega
tanto vale dire le cose come stanno e infatti l’8 ottobre Perlini,
dietro esplicita richiesta, così si esprime con i colleghi sullo
stesso identico testo:
Italico PERLINI (FI), relatore, ricorda che la Camera ha
licenziato un testo che modificava sostanzialmente le previsioni in
materia di maltrattamento degli animali. Infatti tutte le forze
politiche, trasversalmente, hanno ritenuto di apprestare una tutela
specifica per gli animali. Il Senato ha ritenuto di modificare
sostanzialmente il testo approvato dalla Camera soprattutto in
ordine al destinatario della tutela, facendo derivare da tale
impostazione una serie di modifiche che hanno inciso profondamente
sulla sostanza delle legge.
Pur rendendosi conto dell'esistenza di alcuni problemi
politici, esprime la convinzione che sia più importante approvare,
sia pure con piccole modifiche, il testo pervenuto dal Senato invece
di procedere ad un sorta di ping pong che rinvierebbe sine die
l'approvazione definitiva. In questo senso chiede un ulteriore sforzo
a tutte le forze politiche, pur non essendo, per primo, soddisfatto
dell'impianto della legge così come modificato dal Senato. Pur
tuttavia, per le esigenze esposte, invita ad approvare celermente il
provvedimento in esame.
In sintesi: in effetti il Senato ha
modificato sostanzialmente la legge, soprattutto in ordine
al destinatario della tutela (anche se nei comunicati di cui sopra
LAV e WWF non sembravano essersene
accorti), ma non c’è possibilità di fare altro; quindi
prendiamo la legge così com’è, salvo qualche piccola modifica.
Arrivano
le “piccole modifiche”, cioè lo sfascio definitivo
I componenti
Verdi della Commissione Giustizia,
Paolo Cento e Luana Zanella tentano di far passare alcuni emendamenti
per minimizzare i danni, ma senza successo; la legge il 23 ottobre
incamera le “piccole modifiche” con l’approvazione degli
emendamenti che mettono in salvo le feste “storico-culturali”
(vedi palio di Siena), e con la devastante aggiunte della necessità di gravi
sofferenze per rendere punibile la detenzione di animali in
condizioni incompatibili con la loro natura.
Non solo, le “guardie zoofile” vedono limitata la
loro operatività ai soli animali di affezione.
Perlini poi ci mette del suo, con un emendamento
con cui si rende pura facoltà la promozione dell’attività
formativa, dando però un contentino finanziario: i soldini delle
sanzioni vanno alle associazioni affidatarie degli animali sequestrati
o confiscati. Nella stessa data Perlini ribadisce la richiesta di
discutere la legge in sede legislativa, senza passare per la Camera,
per fare più in fretta. Adesso infatti la Lega, dopo aver peggiorato
per benino la legge – suoi sono gli emendamenti, tranne quello DS
– Margherita sulle feste “storico-culturali” – è disponibile
ma i Verdi dicono no; leggiamo un paio di comunicati stampa
circolati in quei giorni.
Animali:
Verdi, no a legislativa per legge su maltrattamenti
(adnkronos)
Roma, 23 ott. - ''No alla
legislativa per la legge contro i maltrattamenti degli animali: il
testo deve tornare in aula''. Lo chiede la deputata verde
Luana Zanella, secondo la quale il testo approvato oggi dalla
commissione giustizia introduce elementi ulteriormente peggiorativi
rispetto al testo già licenziato dal Senato. ''Purtroppo -
afferma Zanella - il testo votato in Commissione, voluto in
particolare dalla Lega Nord, stravolge e limita fortemente il senso
di norme tese a tutelare gli animali dal maltrattamento, con il
rischio che la nuova legge sia peggiore dello status quo, arretrando
rispetto agli attuali orientamenti della giurisprudenza. Per questo -
conclude - i Verdi chiedono che l'aula di Montecitorio possa
riaprire un dibattito che richiede sensibilità e culture di ampio
respiro''.
Animali: sì Commissione
Camera a emendamenti pro-allevatori - accolti gli emendamenti della
Lega (ansa).
Roma, 23 ott - Giro di vite in arrivo per chi maltratta
gli animali. Esclusi però gli allevatori. La Commissione Giustizia
della camera ha infatti terminato l'esame degli emendamenti al
testo che prevede un inasprimento delle pene per chi maltratta gli
animali. E sono state accolte tutte le proposte di modifica presentate
dalla lega che puntano ad escludere gli allevamenti dalla previsione
della legge. Nel testo originario infatti si puntava
il dito anche contro le sofferenze inflitte ai cosiddetti animali da
batteria, quelli cioè costretti negli allevamenti a vivere in
minuscole gabbie senza neanche potersi muovere. Obbligando così
gli allevatori a mettere 'a norma' i propri impianti.
Nella nuova formulazione del provvedimento, alla luce di questi
emendamenti della Lega, l'inasprimento delle pene riguarderà
esclusivamente chi maltratta gli animali ''da affezione' come, ad
esempio, cani e gatti.
''I Verdi
- spiega il deputato del Sole che ride Luana Zanella - non
potranno mai votare un testo simile che non ha più nulla
della portata innovativa dell'originario...''. ''Un brutto testo
peggiore di come era entrato esce dalla commissione giustizia -
aggiunge il Vicepresidente della Commissione Giustizia Paolo Cento - e
l'accoglimento degli emendamenti della lega oscurano gli aspetti
positivi previsti dall'inasprimento delle sanzioni penali. Alla Camera
sarà battaglia perchè una cattiva legge è peggio di una legge non
approvata''. E insoddisfatto è
anche il relatore Italico Perlini (FI): “Già al Senato il testo
era stato snaturato spostando l'attenzione non tanto sugli animali
come soggetti vittime di maltrattamenti, quanto sulla pietas umana
verso gli animali che potrebbe essere turbata dal
maltrattamento...comunque - aggiunge - meglio di niente...''.
Perlini ha chiesto
quindi che il provvedimento venisse votato in Commissione Giustizia
riunita in sede legislativa e per ora si sono espresse a favore quasi
tutte le forze politiche.
Compresa la Lega che
invece, prima della pausa estiva, si era opposta facendo slittare così
il provvedimento a ottobre. Ma la votazione sulla concessione della
legislativa è stata rinviata alla prossima settimana.
Il
rottame è servito
La legge – rispetto al testo
originario – è quindi ridotto a un vero e proprio “rottame”,
così come avvenne nel 1993. Se ne accorge anche
la XII Commissione della Camera - Affari Sociali che (come altre) doveva obbligatoriamente dare un parere alla
Commissione Giustizia; si legge:
(…) la
presentazione delle proposte di modifica ed integrazione del codice
penale in materia di tutela degli animali aveva il chiaro scopo di
colmare le lacune della legislazione attuale in materia e di garantire
agli altri esseri viventi la certezza della tutela giuridica;
rilevato come le norme in esame intervengano
positivamente nell’individuazione di specifiche fattispecie di reato
e nell’inasprimento di alcune sanzioni;
durante l’esame presso il Senato sono stati apportati
cambiamenti al testo licenziato in prima lettura dalla Camera che riducono
in modo significativo la portata della legge e ne hanno parzialmente
svuotato la ratio che
l’ha ispirata e l’efficacia in fase di applicazione;
in particolare, appare grave l’articolo aggiuntivo
alle disposizioni di coordinamento e transitorie del codice penale
relativamente alle «leggi speciali in materia di animali» (il 19 ter NdR),
attraverso il quale si rischia di creare una inopportuna ambiguità
della normativa sul maltrattamento, mentre sono necessarie norme
chiare e stringenti, soprattutto per la tutela degli animali
d’allevamento e degli animali selvatici;
un
ulteriore elemento negativo deriva dall’intervenuta limitazione
delle funzioni di polizia giudiziaria per le guardie volontarie
delle associazioni ambientaliste alle sole fattispecie che riguardano
gli animali d’affezione;
anche
l’esame in seconda lettura nella Commissione giustizia della Camera
ha prodotto ulteriori cambiamenti negativi del testo, tra cui la
sostanziale esclusione dell’applicabilità delle norme alle
manifestazioni storiche;
La
Commissione – che non è certo formata da animalisti scatenati
-condiziona il parere favorevole (che però non è vincolante) ad una
serie di condizioni fra cui vanno segnalate la cancellazione
del famoso “sentimento” nel titolo, l’abrogazione dell’art
19 ter, la cancellazione del vincolo della grave sofferenza
nella detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro
natura e il ripristino della piena capacità d’azione per le
guardie particolari giurate delle associazioni protezionistiche e
zoofile riconosciute, nonché alle guardie ecologiche volontarie
riconosciute secondo le leggi regionali.
“Ogn’scarrafon
…”
La legge langue in Parlamento e più di così non si può
ottenere, si dice; che fare? Come sanno i soci di Napoli
“ogn’ scarrafon’ è bell’a mmamma soja” e così
delle cinque associazioni che hanno presentato le firme e delle
proposte di legge per la modifica dell’art. 727 (Animalisti
Italiani, ENPA, LAV, Lega Nazionale Difesa del Cane e Movimento UNA)
le prime quattro decidono
di lanciare un appello congiunto all’approvazione della legge
anche così com’è, come potete vedere nel CLICCANDO
QUI . Al quartetto si uniscono WWF e LIPU, nonché Forza Piccoli
Amici, associazione romana –
come si desume dal nome – sostanzialmente vicina a Forza Italia.
Motore del gruppo e, come vedremo, sponsor principale della legge è
la LAV.
Caduto, come abbiamo visto, il
veto della Lega, dopo gli ulteriori peggioramenti, resta quello
dei Verdi, ma visto l’imprimatur delle “sette sorelle” di cui
sopra, anche ai Verdi conviene dare il via libera a quella che appare
ormai una marcia trionfale verso l’approvazione, accompagnata da una
messe di applausi ritmati stile concerto di
Capodanno (o “Ceasescu”, per i più maligni).
Fra i promotori della riforma solo il Movimento UNA (madre
degenere!) ripudia “o’ scarrafon” uscito dalla Camera.
Assieme all’UNA quattro altri esponenti (Lega Abolizione Caccia,
LIDA, Movimento Antispecista, Rinascita Animalista) lanciano al
movimento animalista un grido d’allarme su quanto sta accadendo.
Uno
“shuttle” lanciatissimo
Si tratta a dire il vero di un’impresa a dir poco disperata:
la notorietà e l’influenza presso l’opinione pubblica (e quindi
sui politici) delle “sette sorelle”
è infatti tale da garantire una copertura mediatica pressoché
totale; come argutamente
nota un importante esponente di una di queste – pensare di
modificare l’iter della legge da parte delle altre associazioni era
come pensare di modificare la traiettoria dello Shuttle con la forza
del pensiero (e il famoso Uri Geller era irreperibile).
Vero, però si può almeno far sì che l’equipaggio della
navetta – quando scenderà – oltre che dagli applausi ritmati,
venga accolto anche da un vivace
concerto di fischi stile “fiasco teatrale”, almeno per
avvisare il pubblico che qualcosa non va.
Il
contrappello
Viene quindi preparato un “contrappello” che viene proposto
alle associazioni e ai gruppi animalisti e che ottiene un successo
insperato: in breve tempo oltre una quarantina di associazioni e
gruppi animalisti (che alla fine diventeranno circa sessanta) si
schierano contro la nuova legge e la gran parte (si arriverà a
una cinquantina) aderisce a un coordinamento
di lavoro; ora, nel panorama animalista italiano mettere
assieme attorno a un tavolo (anche se solo …telematico) cinquanta
associazioni che magari in altre occasioni se le sono date di santa
ragione, senza che nessuno venga incaricato di dirigere i lavori,
appare azione alquanto velleitaria e pure un tantino masochistica;
ciononostante, seppure in un’atmosfera alquanto “frizzante” si
raggiunge un programma comune:
 |
proporre modifiche alla
legge che impediscano alla nuova normativa di peggiorare la
situazione preesistente. |
 |
investire di proteste
via mail la Commissione Giustizia alla Camera e fare pressione
particolarmente sui Verdi affinché mantengano coerentemente la loro
opposizione, espressa a fine ottobre 2003.
|
 |
prendere iniziative che
permettano di portare la protesta sui media
|
Il “contrappello” comincia a circolare via internet e a
sollevare naturalmente numerose discussioni.
(CLICCA
QUI PER LEGGERLO)
Un
dibattito vivace
Come accennato è la LAV a prendere l’iniziativa per
sostenere la legge e pubblica una nota esplicativa in cui contesta
le tesi degli oppositori al testo affermando come “non
possa essere gettato un lavoro che cambierà radicalmente la vita in
meglio a milioni di animali solo perché per altri milioni non si è
riusciti a fare un passo in avanti ma - è importante sottolinearlo -
neppure un passo indietro.”
Tale nota (CLICCA QUI PER LEGGERLA)
si
basa in più punti sulle affermazioni del magistrato Santoloci e
preannuncia il ritorno in piazza per sostenere la legge. A questa nota le associazioni rispondono
(CLICCA
QUI PER LEGGERE LA RISPOSTA si chiede fra l’altro allo stesso Santoloci di confermare o
smentire se, in caso di caccia con gli archetti, se entrasse in vigore
la nuova norma i colpevoli non sarebbero stati più puniti anche per
maltrattamento ma solo per caccia con mezzi illegali (che prevede una
sanzione molto minore); al 15 ottobre 2004, data di stesura di questo
speciale, non ho avuto alcuna risposta.
Come è immaginabile, la posizione della LAV a favore della
legge, trova credito
presso gran parte dei Commissari della Camera: scrive infatti, in
risposta alle proteste, l’assistente dell’onorevole Franca
Chiaromonte:
Cari
amici, vi invio su richiesta dell'onorevole Franca Chiaromonte, una nota
esplicativa della Lega antivivisezione - con cui abbiamo
strettamente collaborato fin dall'inizio dell'iter parlamentare della
legge sui maltrattementi degli animali - nella convinzione che il
testo della legge, pur depauperato dai ripetuti passaggi, sia ancora
da sostenere.
Cordiali saluti
Per cercare di ottenere visibilità sui media le associazioni contrarie
organizzano alcuni presidi e la LIDA di Genova promuove uno
“sciopero della fame”. Tuttavia i tempi sono estremamente
ristretti per organizzare adeguatamente iniziative ad ampia
partecipazione e quindi la risonanza è
limitata alle persone più interessate.
Per il pubblico viene anche realizzato da Vegalink il sito
internet www.noallanuova727.tk,
che potete
visitare per vedere la panoramica completa di tutti gli
interventi delle varie associazioni e molto altro, mentre Oltre la
Specie organizza una parte del suo sito per collegare il gruppo di
associazioni www.oltrelaspecie.org/nemici-politica2.htm;
infine
viene realizzato un volantino
informativo comune, la cui stampa
viene finanziata dal movimento UNA.
La
spaccatura corre
fra
le agenzie
Si giunge così alle giornate nazionali di sostegno alla nuova
legge organizzate dalla LAV; le agenzie di stampa, sollecitate anche
dalle mail di numerosi attivisti, segnalano la frattura nel mondo
animalista: eccone due esempi
(Dire) - Roma- lotta intestina
tra le associazioni animaliste. Da una parte c'è lo schieramento
degli attivisti (tra cui LAV, Animalisti
Italiani e associazioni ambientaliste come il WWF) che, seppur
registrando qualche peggioramento avvenuto nell'iter parlamentare,
chiede fermamente che il pdl contro i maltrattamenti degli animali
diventi legge a tutti gli effetti:
Questa domenica parte la campagna della LAV di
sensibilizzazione per
l'approvazione della legge. Sull'altra sponda ci sono invece 44 sigle
di altrettante associazioni "minori" che questa legge
proprio non la vogliono. Il motivo? E' una normativa nata vecchia che
riporterebbe l'Italia indietro di 20 anni.
Spiegano questi ultimi in una dura nota: "reputiamo
quanto resta della nuova proposta di legge sui maltrattamenti, dopo le
modifiche delle camere, un inaccettabile arretramento culturale e
legislativo del nostro
paese, un vero e proprio favore reso agli interessi economici legati
allo sfruttamento degli animali". Il testo attuale,
infatti, che "conserva ormai solo una piccola parte degli
elementi positivi e innovativi del testo iniziale, se approvato
porterebbe ad un sostanziale peggioramento della normativa per la
maggior parte degli animali. Con la conseguente riduzione della loro
tutela, e ad una drastica riduzione delle possibilità di intervento
da parte della vigilanza volontaria operata dalle associazioni".
In particolare, le associazioni animaliste contrarie alla nuova
legge sui maltrattamenti muovono accuse specifiche al testo fermo in
parlamento. Eccone
alcune. La nuova legge "mantiene in sostanza l'impostazione
approvata al senato che considera oggetto di tutela non l'animale come
portatore di diritti ma 'il sentimento per gli animali' provato
dall'uomo".
Inoltre, il pdl "limita l'applicazione delle norme per
i reati più gravi nella
pratica ai soli animali da affezione,
escludendo esplicitamente ogni loro applicazione in materia di caccia,
pesca, allevamento, trasporto, macellazione, sperimentazione
scientifica (leggasi vivisezione), attività circense, giardini
zoologici e in tutti i
casi previsti da leggi speciali sugli animali".
E, tra gli altri motivi di critica, permette di autorizzare
feste e manifestazioni che utilizzano animali vivi anche se queste
comportano strazio o sevizie agli animali, poiché su richiesta delle
regioni tali manifestazioni potranno essere escluse dalla nuova
normativa per la loro importanza 'storico-culturale'".
****
Per la Lav si tratta di una
riforma storica mentre per le altre organizzazioni animaliste si torna
indietro di 20 anni.
(Ansa) 2 aprile 2004 - La legge contro i maltrattamenti sugli
animali divide le associazioni. Per la Lega antivivisezione (Lav), che
per l'approvazione urgente del provvedimento in questione ha già
raccolto 70.000 firme durante lo scorso fine settimana e altre ne
raccoglierà il prossimo (3-4 aprile) in 170 piazze italiane, si
tratta di una "riforma storica che farà avanzare l'Italia di 50
anni nella tutela giuridica degli animali".
Per altre cinquanta associazioni nazionali e locali
(…) si tratta invece di una legge che "permette" i
maltrattamenti agli animali” e "porterebbe l'animalismo
indietro di 20 anni". Contro il provvedimento, in discussione
presso la commissione Giustizia della Camera, daranno il via, domani 3
aprile, a una campagna di informazione con un presidio simbolico a
Roma, in piazza Montecitorio. A loro parere, bisogna impedire
l'approvazione del testo, il cui primo effetto "certo",
sostengono, sarebbe quello di far decadere per assoluzione tutti i
procedimenti in corso, relativi per esempio all'uso di trappole e
archetti e quelli dove non si è in grado di dimostrare la grave
sofferenza degli animali.
Se oggi, spiegano le associazioni contrarie alla legge, per esempio un
pettirosso é imprigionato in un archetto con entrambe le zampe
spezzate, il colpevole viene denunciato per il reato di uso di mezzi
vietati e per il reato di maltrattamenti; con il nuovo provvedimento,
invece, spiegano, il colpevole sarà punito per il solo reato di uso
di mezzi vietati, ossia con una minima ammenda. "Le nuove
norme - sostengono infine le cinquanta associazioni - daranno
impunità completa".
Da parte sua la
Lav, indicando un altro appuntamento, domani, a Trento, "ringrazia
- afferma il presidente Adolfo Sansolini - tutti i cittadini che
hanno firmato l'appello a sostegno di questa importante riforma contro
molte forme di maltrattamento agli animali, senza dimenticare i
500.000 cittadini che hanno già espresso il loro prezioso sostegno
alla legge, all'inizio del suo iter parlamentare". Queste
firme e quelle che saranno raccolte domani e dopodomani, conclude la
Lav, sottolineando che il Governo ha espresso parere positivo sulla
legge, "saranno utili per ottenere poi il quarto ed ultimo sì
alla legge da parte del Senato, speriamo - auspica - in tempi
brevi".
Dai
Verdi fioccano le bocciature
Il due aprile gli oppositori ottengono un primo risultato
politico: Cristina Morelli, candidata alle elezioni europee, presidente
dei Verdi liguri e responsabile del gruppo diritti animali dei
Verdi viene sensibilizzata da Oltre la Specie su quanto sta accadendo
e si schiera apertamente con gli oppositori lanciando un comunicato
stampa in cui chiede di tornare alla bozza di legge approvata alla
Camera.
Si trattava di una breccia nel muro di sostegno politico alla
nuova legge: i Verdi infatti rappresentano nell’opinione pubblica
per gli animali quello che la vecchia DC era per i cattolici. Se
dai Verdi giungono critiche alla legge vuol dire che c’è qualcosa
che non va.
A Cristina Morelli si aggiungono altri dissenzienti: Maurizio
Rozza, Consigliere regionale dei Verdi in Friuli, Elisabetta Patelli,
Consigliera nazionale, Natale Ripamonti, Senatore, che promette
appoggio per quando la legge arriverà
al Senato.
A questo punto i componenti verdi della
Commissione alla Camera, Paolo Cento e Luana Zanella si
trovano con una patata bollente in mano.
Il gruppo degli ormai cinquanta e più propone una serie di
emendamenti alla legge, pur sapendo che ben difficilmente passeranno:
infatti la maggioranza,
che ha ottenuto, come abbiamo
visto, il totale depotenziamento della normativa, intende approvarlo
così com’è: il governo in questo modo, spesso accusato di
favorire i cacciatori e di essere nemico dell’ambiente, incasserebbe
il plauso delle “sette sorelle” mentre l’opposizione,
DS in testa, non ha interesse nel modificarlo contro il volere della
maggioranza, perché comunque il progetto iniziale porta la firma di
un suo esponente (Griffagnini) e
può sempre tornare utile fregiarsi di aver ottenuto una nuova
legge, incolpando la maggioranza dei peggioramenti (e questo
accadrà puntualmente, come vedremo).
Perlini ci ripensa e torna al
passato: modifiche secondarie….
Dopo le giornate organizzate dalla LAV a sostegno della legge
anche il governo dà il suo assenso alla legge
e si giunge così al giorno della discussione, il 7 aprile; si
riprende la discussione in sede legislativa: il relatore Perlini nel
ricapitolare la situazione rinvia a quanto già detto nelle precedenti
sessioni, limitandosi a rilevare che: le modifiche introdotte dal Senato non appaiono tali da modificare
sostanzialmente il provvedimento approvato dalla Camera,
per quanto è stata ridotta la tutela complessiva che nel testo della
Camera era assicurata agli animali. La modifica più rilevante
concerne il titolo, che alla Camera era stato concepito come un nuovo
titolo del Libro II del codice penale in materia di delitti contro gli
animali, mentre al Senato è stato riferito ad un nuovo titolo IX-bis
denominato «Dei delitti contro il sentimento per gli animali». Le
pene sono state complessivamente mantenute, mentre è stata eliminata
la disposizione introdotta dalla Camera che contemplava una nuova
fattispecie di reato contravvenzionale riguardante divieti relativi a
videoproduzioni ed altro materiale pubblicitario. Al Senato si è dato
inoltre maggior risalto alle attività formative in ordine alla tutela
degli animali, confermando il lavoro complessivamente svolto dalla
Camera.
In Commissione sono stati approvati alcuni emendamenti volti a
precisare alcune disposizioni del testo e per evitare dubbi
interpretativi in fase di applicazione della legge.
Avrete notato come il relatore sia tornato a sostenere che al
Senato la legge non ha subito modifiche sostanziali, rimangiandosi
quanto dichiarato l’otto ottobre.
Vabbé, in politica è lecito cambiare disinvoltamente idea e
poi chi mai avrà tempo da perdere per ficcanasare nei resoconti e far
notare certi dettagli? Già, chi mai?
Uno
“strappo” … coerente
I Verdi presentano gli emendamenti del gruppo delle
associazioni contrarie, mentre la LAV ne presenta altri (anche se su
quali siano c’è un po’ di incertezza, perché si uniscono con
quelli della LIDA).
Si giunge così alla seduta conclusiva, il 21 aprile. Il giorno
stesso Paolo Cento e Luana Zanella, pressati dalle associazioni
contrarie, organizzano una riunione prima della discussione in
Commissione; l’ipotesi più gettonata che correva nei corridoi era
quella di un’astensione dei Verdi dopo la bocciatura degli
emendamenti per non scontentare nessuno dei contendenti: ma nella
riunione emerge una sorpresa: Animalisti Italiani, Lipu e Lega
Difesa del Cane hanno analizzato bene il testo e si sono resi conto
che così è meglio che non passi. Ripudiano pertanto “o’
scarrafon”, che resta così sostenuto solo da LAV, ENPA e WWF.
I Verdi – come potete leggere nel resoconto
della seduta – tentano dapprima senza successo di rinviare la
discussione; vedono poi bocciare (come previsto) tutti gli emendamenti
proposti sulla base di un principio: se si modifica quanto approvato
dal Senato c’è il rischio che la legge affondi.
A
questo punto però, con uno scatto di orgoglio, dopo la sospensione
per qualche ora dei lavori in Commissione i commissari Verdi
riflettono e non ci stanno: mantengono coerentemente quanto
avevano dichiarato nel precedente mese di ottobre, “rompendo” così
con LAV, ENPA e WWF e sostenendo la posizione della maggioranza delle
associazioni.
Ecco
quindi la dichiarazione finale di voto:
Luana ZANELLA (Misto-Verdi-U)
evidenzia che l'esame in seconda lettura del provvedimento in titolo
ha prodotto cambiamenti negativi del testo, tra cui la sostanziale
esclusione dell'applicabilità delle norme alle manifestazioni
storiche. Rileva che nel testo sono presenti elementi positivi ed
innovativi in relazione ai combattimenti fra animali e competizioni
non autorizzate, al divieto di utilizzo a fini commerciali di pelli e
pellicce di cani e gatti. Tuttavia gli elementi negativi del testo
ritiene superino quelli positivi sottolineati. Infatti il testo
attuale porta ad un sostanziale peggioramento della normativa per
la maggior parte degli animali, con la conseguente riduzione della
loro tutela, e ad una drastica riduzione delle possibilità di
intervento da parte della vigilanza volontaria operata dalle
associazioni. Per questi motivi annuncia il voto contrario dei
Verdi alla proposta di legge in esame, nella speranza che in Senato
possa essere riaperto il confronto per migliorare il testo in sintonia
con quanto espresso dal mondo animalista ed ambientalista ed in
armonia con il sentire diffuso nel Paese.
Una simile stroncatura ovviamente fa rumore e la stampa lo fa
ampiamente notare. Cento e Zanella spiegano la loro posizione anche
sul sito ufficiale dei Verdi.
Si
torna al Senato
Il disegno di legge torna così al Senato; non è però assolutamente scontato che la posizione dei
deputati Verdi venga mantenuta dai colleghi al Senato.
Decisivo diventa in questo caso l’impegno del senatore
Natale Ripamonti che si imbarca in una paziente opera di
sensibilizzazione dei colleghi non
tutti in sintonia con Cento e
Zanella: così si decide che Zancan non sarà più il relatore della
legge (cioè colui che la sostiene in Commissione) e di fare il
possibile per riportare la legge in aula, come richiesto dagli
oppositori, in modo da poterla ridiscutere.
Già, ma per farlo è necessario trovare almeno una trentina di
Senatori o avere l’appoggio di sei componenti della Commissione
Giustizia. La strada appare alquanto difficile da percorrere visto che
in Commissione c’è un solo verde, Zancan e che i Senatori Verdi
sono una decina…
Arrivano
le elezioni europee
Nel frattempo si avvicinano le elezioni europee e – forse
anche per le polemiche in corso – il presidente della Commissione
Giustizia, Antonino Caruso di AN, ritiene opportuno lasciare in orbita
ancora per qualche settimana lo
“Shuttle” legislativo: d’altronde voi lo avreste fatto atterrare
in mezzo alle polemiche, che potevano essere strumentalizzate
elettoralmente dall’opposizione?
La legge tuttavia continua ad essere protagonista nel
mondo animalista e nei vari “voto anch’io”, come ormai
vengono definite le indicazioni di voto per i vari candidati che le
associazioni stanno imparando a fare; in particolare la LAV inserisce
il sostegno ad una rapida approvazione della legge fra gli elementi
discriminanti per l’indicazione di voto; ottiene
così risultati un po’ grotteschi: a fronte del via
libera infatti per candidati
pro-caccia come Enrico Ferri (Forza Italia) membro dell’Intergruppo
Caccia e Pesca e Michl Ebner (SVP)
che di tale Intergruppo è addirittura presidente (cosa che
provoca la reazione comprensibilmente inviperita della Lega Abolizione
Caccia) e che è
stato applaudito a Bolzano come “punta di lancia dei cacciatori
europei”, la LAV esclude animalisti conosciuti come Maurizio
Rozza, recente autore di un clamoroso depistaggio dei segugi da caccia
a suon di feromoni o Cristina Morelli, in quanto contestano con forza
il nuovo testo sui maltrattamenti. Ma dei risultati alle europee ne
parleremo in altra sede.
Lo
“shuttle” finalmente atterra
Passate le europee si giunge al capolinea: Ripamonti tenta di
raccogliere l’adesione della trentina di colleghi necessari per
riportare in aula il disegno di legge ma constata che non vi è la
disponibilità in tal senso, mentre
il presidente della Commissione Antonino Caruso
sente fautori ed oppositori della legge
e non lascia speranze a questi ultimi, che chiedono lo stralcio
e quindi l’approvazione delle
sole norme su combattimenti e pellicce di cane e gatti (su cui vi è
accordo): o così o niente; Zancan presenterà inoltre una serie di
emendamenti per cercare di togliere i guasti finali della Camera. Si
giunge all’approdo in Commissione il 6 luglio 2004: relatore
diventa il presidente Caruso, stante l’abbandono di Zancan.
minor
tutela nel nuovo 727
parola
… di Presidente
il presidente presenta
“le
modifiche introdotte all'articolato in discussione dalla Camera dei
deputati, e, riferendosi alla soppressione operata con riferimento al
nuovo articolo 544-quater del codice penale, ritiene che il concetto
di "sevizie o strazio" possa consentire in via
interpretativa un parziale recupero della portata precettiva
dell'inciso soppresso che peraltro sarebbe stato preferibile
conservare. Si sofferma quindi sulla modifica introdotta al nuovo
articolo 727 - abbandono di animali - per sottolineare come la stessa,
apparentemente minima, finisce per determinare una minore
protezione per gli animali in quanto non sarà più sufficiente la
detenzione di animali in condizioni incompatibili alla loro natura, ma
si richiederà per la configurazione dell'illecito che la stessa sia
anche produttiva di gravi sofferenze.
Con riferimento all'articolo 3 del disegno di legge in titolo,
non gli appare del tutto convincente, anche per via della formulazione
un po' approssimativa della disposizione, la deroga introdotta per le
manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla regione
competente, mentre può ritenersi opportuna la specificazione inserita
nel nuovo articolo 19-quater quanto alla necessità che gli enti
facciano richiesta di affidamento degli animali oggetto di
provvedimenti di sequestro o confisca. Ritiene invece non
condivisibile la soppressione dell'ultimo capoverso del nuovo articolo
19-quater non comprendendone le ragioni neppure nell'ottica di evitare
costi per l'erario visto che lo stesso sarebbe comunque tenuto a farsi
carico delle spese di mantenimento e di custodia in quanto
proprietario degli animali confiscati.
Se da un lato ritiene poi sostanzialmente inutile la modifica
introdotta all'articolo 5, di contro gli appare sorprendente e non
comprensibile la specificazione di cui all'articolo 6, comma secondo, con
riguardo agli animali di affezione (quella delle guardie zoofile). Non manifesta
infine contrarietà per l'innovazione introdotta all'articolo 8 in
merito alla destinazione delle sanzioni pecuniarie.
Conclude osservando che l'articolato, ancorché non
migliorato dalla lettura dell'altro ramo del Parlamento, conserva
aspetti fortemente innovativi che sono apprezzabili e rendono
opportuna una sua rapida approvazione. Un ulteriore miglioramento del
testo, senza dubbio possibile, potrebbe infatti mettere in forse il
risultato fin qui raggiunto che è comunque nel complesso positivo.
Riferisce altresì di aver considerato con attenzione, prima di
giungere a questa conclusione, le osservazioni anche critiche delle
principali associazioni per la tutela degli animali e, pur
condividendo in astratto la valutazione che il testo possa essere
corretto nel senso di garantire maggiore tutela degli animali, ritiene
che, dopo un così lungo ed approfondito esame, sia prevalente
l'interesse a giungere al più presto al varo della riforma, anche
al fine di rendere immediatamente disponibile uno strumento che possa
contribuire a porre un argine a quello scandaloso fenomeno
dell'abbandono degli animali da parte dei proprietari in partenza per
le vacanze che ogni estate puntualmente si verifica.
Come
potete leggere lo stesso presidente ammette che la questione della
“grave sofferenza” riduce la tutela, ha “dubbi” sull’esenzione per le feste con a
nimali e censura la riduzione dei
poteri alle guardie zoofile. Ma il varo della riforma interessa, anche perché
– come vedete nella pagina successiva – AN, di cui Caruso è
espressione, potrà
prendersi il merito della legge; quindi niente storie:
l’8 luglio gli emendamenti Verdi e UDC vengono bocciati
rapidamente sulla base di un asse Lega-Forza Italia – Alleanza
Nazionale; il presidente infatti spiega:
il PRESIDENTE relatore, nel
dichiarare il parere contrario su entrambi gli emendamenti, fra loro
di identico contenuto, osserva che l'espressa contrarietà non è
dettata da ragioni di non condivisione nel merito quanto, piuttosto,
dalla convinzione della necessità di approvare un testo che senza
dubbio alcuno rappresenta un decisivo passo in avanti nella direzione
di dotare il sistema normativo italiano di misure atte a garantire e
tutelare gli animali da violenze e maltrattamenti. Pur in presenza di
aspetti tuttora controversi, non è ragionevole attendersi da
ulteriori passaggi parlamentari una soluzione totalmente
soddisfacente, attesa la permanente e, al momento, inconciliabile
visione del problema su più di una questione. E' sua convinzione
pertanto che l'approvazione del disegno di legge non esaurisca l'esame
dell'insieme delle problematiche sollevate nel corso del dibattito
generale che ha avuto luogo su di esso, ma che costituisca un buon
punto d'incontro tra il legislatore ed una sensibilità verso gli
animali sempre più diffusa nell'opinione pubblica.
Analogo parere contrario esprime il rappresentante del Governo,
evidenziando la necessità di una rapida approvazione del testo, così
come trasmesso dalla Camera.
opposizione…
allargata
E così si giunge alla votazione
finale;
A questo punto il Gruppo senatoriale Verde
concorda di far presenziare
alla seduta finale anche il suo presidente Stefano Boco al fine di
dare la massima autorevolezza alla decisione finale del voto.
Il risultato delle votazioni è ben diverso da quello della
Camera: i Verdi ripropongono la loro netta opposizione,
accompagnati dalla Margherita; il senatore Dalla Chiesa infatti
dà un sorprendente e secco no; sorprendente perché non aveva appoggiato il
ritorno in aula della legge quando glielo aveva chiesto il verde
Ripamonti. I DS invece si astengono … perplessi. La Lega
Nord mugugna un po’ perché la legge è troppo
“animalista”…..
UDC ma soprattutto AN e Forza Italia
sostengono con forza la scelta di approvare questa legge. Potete
leggere qui il dettaglio delle dichiarazioni di
voto.
Una
legge… firmata!
Il sostegno di governo e maggioranza ovviamente mette il turbo
ai festeggiamenti per l’approvazione della legge sulle televisioni
nazionali, dove c’è un
gran “batti batti le manine”
alla nuova legge. Per i partiti di governo basti vedere cosa
appare sul sito di Alleanza Nazionale: una legge firmata AN.
In effetti ricorderete che i
senatori AN sono stati quelli che hanno chiesto l’esplicita
esclusione di allevamenti, circhi ecc. dall’applicabilità delle
nuove norme, quindi una firma “pesante”.
E ben contenta anche la Lega, che salva cac |