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2003 - LE FOTO E LE RELAZIONI

Quest'anno l'asino è sfilato circondato da un "cordone di garanzia" che ha impedito alla gente di colpirlo e di procurargli danni fisici
La folla, forse perché meno numerosa, è stata meno aggressiva, nonostante le premesse fossero tutt'altro che positive (come dimostrano le relazioni) 
 
Il "cavaliere", completamente ubriaco, doveva spesso e volentieri essere risollevato 

a differenza degli anni passati, quando ci volevano oltre due ore, tutto si è concluso in  45 minuti; la gente è sempre tenuta a distanza dall'asino, come mostrano le foto sopra

 

Relazione di Michele Gastini
Villanueva 2003

Lunedì  03/03/2003

 Nella mattinata di lunedì ci siamo diretti a Villanueva per incontrare Jacinto, uno dei responsabili dell’organizzazione della festa dell’asinello. Attorno a mezzogiorno lo abbiamo visto nella piazza principale del paese e, dopo una breve conversazione, ci ha condotto a casa sua per mostrarci dei filmati risalenti ad alcuni anni fa.

Il primo documentava parte del percorso fatto compiere all’animale durante la festa di otto anni fa. L’asino non si riusciva quasi mai a vedere ad eccezione delle orecchie, dal momento che la folla gli si accalcava addosso brutalmente. Nel secondo filmato, risalente al 2000, abbiamo visto lo stesso Jacinto intervistato da un cronista spagnolo accanto all’animale prescelto per quell’anno. Dal poco che siamo riusciti a comprendere Jacinto intendeva porre l’attenzione sul fatto che durante la festa l’animale non subiva maltrattamenti (o che non ne avrebbe subiti) e che la sua incolumità era tenuta in alta considerazione dalle persone del luogo...

Dopo esserci dati appuntamento con Jacinto per la mattina seguente sempre nella piazza principale, abbiamo compiuto un breve giro per i vicoli della parte storica di Villanueva. Dopodiché ci siamo recati alla vicina Jarandilla dove sapevamo essere l’albergo dove avrebbero pernottato gli Inglesi (il veterinario –dott. Derrick- e Paul Svendsen, responsabile del Donkey Sanctuary) e il delegato del Donkey Sanctuary in Spagna nonché esponente dell’associazione per la difesa degli equini José Rodriguez, di Malaga. Nel tardo pomeriggio siamo riusciti ad incontrare proprio quest’ultimo per sapere le ultime novità di cui erano venuti a conoscenza e discutere della “condotta” da tenersi l’indomani a seconda delle diverse situazioni che si sarebbero potute presentare. Fra le altre cose José ci ha parlato dettagliatamente della nuova legge regionale spagnola sul maltrattamento degli animali e ci ha dato la possibilità di farne due copie in modo da averne una a testa sotto mano durante la festa, qualora si fosse reso necessario interpellare le forze dell’ordine nel corso del suo svolgimento. (Fortunatamente ciò non è avvenuto, ma ci sembra doveroso far notare che gli agenti sono poi stati del tutto assenti per l’intera durata della festa).

José si è informato telefonicamente presso il Comune di Villanueva riguardo a come  intendessero comportarsi quest’anno per fare rispettare la nuova legge, ma le risposte sembrano essere state piuttosto evasive, pertanto non avevamo reali elementi per sperare che la situazione potesse subire mutamenti positivi rispetto agli anni precedenti e ci siamo quindi preparati all’idea di dover sporgere denuncia alle autorità locali al termine della festa. In previsione di questo José aveva pensato di coinvolgere eventualmente il corpo della difesa ambientale di Jarandilla, sapendo che difficilmente avremmo potuto contare sull’appoggio dei loro colleghi di Villanueva. Infatti siamo venuti a sapere di lì a poco che questi non avrebbero nemmeno prestato servizio per tutta la giornata di martedì.

Lunedì sera abbiamo avuto l’occasione di conoscere anche gli attivisti inglesi, con i quali abbiamo discusso ulteriormente sulle impressioni e previsioni in vista della mattinata seguente. Essi hanno tenuto ad esprimere il loro elogio all’importante e continuativa presenza negli anni passati di una delegazione italiana in occasione della festa del Pero Palo (ricordiamo che essa fino a tre anni fa era dovuta al costante impegno di Clara Genero).

Martedì  04/03/2003

La mattina di martedì  Gabriella ed io siamo giunti nella piazza centrale di Villanueva verso le 8 in attesa che arrivasse Jacinto, che secondo i precedenti accordi avrebbe dovuto condurci a vedere l’asino prima dell’inizio della festa. Così non è stato, e anzi la nostra impressione (soprattutto quella di Gabriella, che ha potuto fare un paragone diretto con la sua esperienza del 2001) è stata di vedere Jacinto meno disponibile nei nostri confronti di quanto ci saremmo potuti aspettare. Verso le 9:30 ci ha detto di seguirlo in direzione della parte alta del paese e, arrivati in un piccolo slargo, ci ha fatto capire di attenderlo lì. Nel frattempo molte delle persone che avevamo visto concentrarsi in piazza nell’ora precedente ci hanno raggiunto in quello stesso slargo e contemporaneamente abbiamo notato che nei nostri confronti gli sguardi si stavano facendo vagamente ostili, senza però interventi di aperta contestazione.

Al contrario degli scorsi anni l’asino è stato trasportato fino a quel punto su un apposito rimorchio trainato da una camionetta del Comune: all’arrivo del mezzo ci è stato intimato di allontanarci in malo modo mentre noi pensavamo di dover stare sempre vicini a Jacinto. Siamo stati strattonati e ci è stato detto di “tornare a Roma”, di non farci più vedere l’anno prossimo, esortazioni poi reiterate anche al termine della festa. Questa ad onor del vero è stata forse l’unica (utilizzo dell’asino a parte) nota negativa della mattinata che, prima dell’inizio del corteo, ci aveva dato elementi per prevedere che i locali si sarebbero dimostrati aggressivi anche con l’asino. Infatti in quel frangente il primo impatto con la loro ostilità ci ha riservato non poche preoccupazioni, ma per fortuna almeno questa volta l’evento si è svolto per l’animale in maniera decisamente meno intollerabile.

Condotto come di consueto nell’atrio del Comune, l’asino è stato poi fatto uscire nella piazza con un uomo in groppa e subito con nostro grande sollievo abbiamo potuto constatare che le persone non gli si accalcavano addosso, ma gli veniva lasciato dello spazio attorno e soprattutto davanti per procedere. 

Il maggior disagio fisico era provocato dall’individuo che lo “cavalcava”, il quale, molto ubriaco, non riusciva a mantenersi in equilibrio che per pochi secondi e spesso si piegava con tutto il suo peso sulla testa sull’animale, per poi essere risollevato da alcuni degli astanti. 

Gli spari dei fucili a salve sono stati sicuramente motivo di stress e spavento, ma d'altronde il caos era generale. Il corteo ha proceduto a velocità piuttosto sostenuta, infatti il percorso si è concluso in circa 45 minuti, che paragonati ai veri e propri calvari di due o più ore dovuti subire negli anni passati, sono stati quasi una “gita”.

Non sono riuscito a vedere se l’asino è caduto, anche se il veterinario inglese mi ha poi dichiarato di averlo visto invece cadere una volta (ci è stato difficile seguire ogni istante del percorso poiché la ridottissima larghezza dei vicoli e la velocità a tratti notevole del gruppo di persone - per quanto non fosse numerosissimo - ci costringevano a immetterci nelle viette laterali per riguadagnare la posizione di testa, anche per poter scattare delle foto); per fortuna non sembrerebbe aver riportato danni fisici in seguito a questa caduta.

La festa è terminata come negli anni passati nella piazza centrale da dove era cominciata; l’asino è stato rapidamente condotto nella gabbia-rimorchio (cosa che purtroppo ha impedito al veterinario di visitarlo appropriatamente, permettendogli invece soltanto una rapido esame attraverso le sbarre; la “visita” però pare sia stata sufficiente per valutarne il generale stato di buona salute, la pulsazione regolare e l’assenza di lesioni evidenti - mentre dopo avere visitato l’animale lo scorso anno il dott. Derrick ha parlato di circa quaranta lesioni ben visibili!)

Nel momento in cui stavamo osservando il rimorchio allontanarsi ci siamo sentiti ribadire  di “tornare a Roma” e di “non tornare più a guastar loro la festa”.

Abbiamo preferito evitare di sporgere denuncia, anche perché non eravamo poi in grado di seguirne gli sviluppi; abbiamo poi letto che in tal senso ha provveduto l’ANPBA e speriamo che questo spinga alla sostituzione dell’asino vero con uno finto, in modo da evitare ad altri esseri senzienti ed emotivamente fragili qualunque forma di danno o stress.

La testimonianza di Gabriella Scaperrotta  

LUNEDI 3/03/2003


Michele e io ci siamo recati a Villanueva De La Vera per incontrareJacinto,il moderatore del paese, e per accordarci sul giorno della festa del Pero Palo. Incontratolo ci ha gentilmente offerto qualcosa da bere all'interno del bar della piazza. Li ci ha spiegato che la gente era molto arrabbiata a causa delle tante proteste arrivate contro l'uso dell'asino e contro i maltrattamenti subiti  durante la festa (bravi a tutti coloro che l'hanno fatto). Successivamente ci ha condotti presso casa sua e ci ha mostrato un filmato della festa di diversi anni fa e
un filmato nel quale vi era un'intervista al proprietario dell'asino usato nella festa. In quest'ultimo il proprietario diceva che l'asino non subiva alcun maltrattamento! Prima di andare via ho domandato a Jacinto se era
possibile andare a vedere l'asino prima dell'inizio della festa e se per tutto il percorso potevo rimanere vicino a lui e soprattutto all'asino come due anni fa. Lui mi ha risposto di si, promessa che poi - non so perché - non ha mantenuto.

MARTEDI 4/03/2003

Michele e io siamo arrivati a Villanueva De La Vera verso 8.00 della mattina, Jacinto non era ancora arrivato e quindi abbimo fatto un giro della piazza cercando di capire l'umore delle persone. Contrariamente a due anni fa, quest'anno nessuno ci è venuto a infastidire e a "stuzzicare" prima dell'inizio, probabilmente perché non ci avevano riconosciuto come osservatori-rompiscatole.

Quest'anno, a differenza di quanto avvenuto in passato, l'asino è stato condotto dalla stalla all'inizio del percorso con un furgoncino. 

Jacinto ci ha portato ad aspettare l'asino, li oltre a noi c'erano anche altri cittadini e - mi sembra - anche alcune persone del comune per accertarsi che l'asino non subisse maltrattamenti.

Appena l'asino è arrivato una signora ha fatto allontanare tutti per poter facilitare la discesa dell'animale. Pensando che fosse "una dei nostri" le ho detto che ero italiana, a queste parole gli animi si sono accesi,e la gente ha iniziato a dire di tornare in Italia, a Roma, e di non complicare la vita...e poi sono iniziati gli spintoni. Il tragitto del "burro", durato tre quarti d'ora, è stato breve se paragonato agli anni scorsi in cui si protraeva anche 2 ore. L'asino era cavalcato da un giovane, di costituzione normale, quindi non particolarmente pesante, ed era affiancato da 2 uomini sia a destra che a sinistra che lo sorreggevano in quanto ubriaco. Un uomo  tirava con una corda l'asino per incentivarlo a proseguire.

Tutta l'altra gente non era ammassata sopra l'animale, ma era tenuta lontana da una donna, da Jacinto e altre 3 o 4 persone. La gente sembrava meno violenta, (e meno ubriaca) che in passato. C'era anche molto meno il gran frastuono che ricordo due anni fa. Non è stata gettata nessuna bevanda sull'asino, non gli sono state tirate le orecchie, né dati  calci; insomma quest'anno con grande stupore da parte nostra e degli inglesi non è stato riscontrato alcun maltrattamento fisico paragonabile a quello degli anni passati nei confronti del "burro". Alla fine della corsa l'asino è stato ricondotto sul furgoncino e riportato a "casa sua". Purtroppo il veterinario inglese dell'International Donkey Protection Trust non è riuscito a visitare l'asino prima che salisse sull'autoveicolo e si è limitato a visitarlo dall'esterno, affermando che non aveva riportato alcuna ferita. L'asino non sembrava  spaventato e affaticato quanto gli anni passati. Quest'anno posso dire che la festa è andata molto meglio rispetto agli anni scorsi,  grazie alle proteste e alla nuova legge regionale sui maltrattamenti
animali uscita nel luglio 2002.

 

E IL SINDACO.... 

il sindaco di Villanueva, José Antonio Rodríguez, ha dichiarato al giornale El Periodico che era il giorno in cui si sentiva più che mai orgoglioso del suo paese, “perché oggi abbiamo dimostrato una volta in più che qui non si maltratta l’asino”. Ogni commento è superfluo.

 

 

data
15/03/03
aggiorn.
loc.-reg.-naz.
Villanueva Spagna
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fiestas
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