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RASSEGNA STAMPA 

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La Provincia -  30/12/2004
 
E' partita la caccia preventiva - già uccisi sei cormorani

Gli esperti di Villa Saporiti "presto per trarre conclusioni sui risultati" - Gli animalisti "non servirà"

Sono 6 i cormorani abbattuti finora dagli agenti della polizia provinciale su mandato della giunta perché accusati di "mangiare troppe alborelle". Le oltre 200 mail di protesta inviate al presidente della Provincia Leonardo Carioni e all'assessore competente Gianluca Rinaldin non sono quindi bastate a graziare i pennuti. La conferma dell'avvio della campagna abbattimenti arriva dalla responsabile del settore pesca della provincia Carlo Romanò: "la settimana scorsa ne sono stati uccisi 4 e i due dovrebbero essere stati abbattuti in questi giorni". Risultati? "È presto per trarre conclusioni - aggiunge l'esperto - ma qualcosa s'inizia a vedere. Non è invece ancora stato deciso per quanto si procederà con gli abbattimenti (al massimo 24 esemplari ndr) poiché sarà determinato sulla base delle reazioni dei volatili alle tecniche dissuasive".

La giunta di Villa Saporiti aveva deliberato alla fine di novembre l'abbattimento massimo di 24 pennuti poiché accusati di nutrirsi di un numero eccessivo di alborelle e di creare, in conseguenza, gravi danni alla pesca lariana. Immediatamente erano scattate le proteste degli ambientalisti e degli animalisti appartenenti alle principali associazioni che avevano dato vita a un tam tam via computer di lettere di protesta nei confronti della decisione.

I sostenitori dei pennuti, come già nel corso dell'incontro ufficiale che si era tenuto la Villa Saporiti, si appellano, per dimostrare l'inutilità del provvedimento, a quanto riportato a pagina 307 dello studio redatto dall'Università dell'Insubria in cui si dice testualmente: " l'abbattimento selettivo operato localmente, va inteso quale intervento finalizzato ad allontanare gli uccelli da una determinata area lacustre, non essendo in grado di influenzare significativamente, da un punto di vista quantitativo, specie tanto consistenti. Esso essere infatti considerato esclusivamente come eventuale azione rafforzativa di mezzi incruenti di allentamento e dissuasione. Non è infatti possibile per seguire un ridimensionamento della predazione da parte di svassi/cormorani attraverso la sostanziale riduzione della popolazione ". La LIPU comasca, attraverso il presidente Gigi Luraschi fa sapere di "non aver ricevuto nessuno dei documenti richiesti che attestino i tentativi non cruenti effettuati dalla provincia per risolvere il problema". In una lettera inviata nei giorni scorsi gli animalisti chiedono inoltre che sugli esemplari uccisi vengano effettuate analisi per accertare se effettivamente i pennuti avevano ingerito alborelle. "Avevamo preso in considerazione l'ipotesi di un ricorso al Tar - conclude Luraschi - ma non possiamo permetterci, come associazione, una cifra così onerosa".
Gisella Roncoroni

La Provincia -  14/12/2004

Ultimatum - la giunta ha deciso di abbattere i cormorani, proteste degli animalisti

I 24 cormorani saranno abbattuti nei prossimi giorni. La Giunta di Villa Saporiti lo ha ribadito ieri attraverso l'assessore alla Caccia e Pesca Gianluca Rinaldin e dopo aver riaffrontato la questione nel pomeriggio.

La stessa Commissione - ha detto l'Assessore - aveva preso atto dei chiarimenti forniti dai tecnici ritenendoli sufficienti. Non abbiamo fatto altro quindi che seguire le motivazioni fornite dagli esperti: l'obiettivo è quello di riportare in equilibrio l'ecosistema e di indurre i cormorani a cibarsi di altre specie ittiche, esempio le scardole".

Fuori dei cancelli di Villa Saporiti una quindicina di manifestanti protestavano contro l'abbattimento dei pennuti come hanno fatto nei giorni scorso a suon di mail (ne sono arrivate a La Provincia oltre 200) e fanno sapere di "essere pronti a contrastare la decisione con tutti i mezzi leciti".

La vicenda potrebbe non essere quindi chiusa. 

La Provincia -  13/12/2004

la querelle
Ultimo appello degli animalisti alla giunta provinciale Cormorani, oggi la "sentenza"

Non ci saranno ulteriori appelli per i 24 cormorani condannati a morte da Villa Saporiti. Dopo il vertice infuocato di venerdì mattina tra il presidente Leonardo Carioni, l'assessore competente Gianluca Rinaldin e i rappresentanti di pescatori e ambientalisti, la giunta provinciale sarà chiamata, questo pomeriggio, a esprimere un nuovo verdetto e cioè confermare la linea dura dell'abbattimento, oppure - ma è decisamente l'ipotesi meno probabile - graziare definitivamente i pennuti. Di certo c'è che i due schieramenti (assessore Rinaldin supportato dalle associazioni pescatori e dai partiti politici di An e Forza Italia) e animalisti-ambientalisti (dalla Lipu al Wwf, dall'Enpa agli Amici della Terra, dal Gruppo Ambiente 2 Febbraio al Comitato proprietari animali, dalla Lega antivivisezione ai Verdi e a Rifondazione) sono lontani dal trovare un accordo. Gli animalisti e in primo luogo la Lipu rifanno presenti, in queste ore, le conclusioni riportate nello studio commissionato dalle Province di Como e Lecco all'Università dell'Insubria e intitolato «Caratterizzazione delle popolazioni di svasso maggiore e cormorano del Lario e loro potenziale influenza sull'ittiofauna, con particolare attenzione all'interazione svasso-alborella» redatto nel giugno 2003. Punto cruciale e di estrema sintesi a cui si appellano i sostenitori dei pennuti è quanto riportato a pagina 307 del volume in cui si legge: «l'abbattimento selettivo operato localmente, va inteso quale intervento finalizzato ad allontanare gli uccelli da una determinata area lacustre, non essendo in grado di influenzare significativamente, da un punto di vista quantitativo, specie tanto consistenti. Esso può infatti essere considerato esclusivamente come eventuale azione rafforzativa di mezzi incruenti di allentamento e dissuasione. Non è infatti possibile perseguire un ridimensionamento della predazione da parte di svassi /cormorani attraverso una sostanziale riduzione della popolazione». Gisella Roncoroni

la replica dei verdi Nuovo «no» ambientalista ai 24 abbattimenti

(gi. ro.) Questo pomeriggio, a partire dalle 17, gli ambientalisti diranno, ancora una volta (l'hanno già fatto a suon di mail di protesta, che hanno superato quota 200), il loro «no» all'abbattimento dei 24 cormorani. «Abbiamo chiesto i dati, quelli sugli interventi a scopo dissuasivo che la Provincia dice di aver fatto - tuona Elisabetta Patelli, portavoce dei Verdi e consigliere comunale - ma non ci sono stati forniti. Hanno ormai deciso di procedere con l'abbattimento, ma è un grave errore. Per questo e per sensibilizzare il consiglio provinciale, ma anche la cittadinanza, organizzeremo un presidio all'esterno di Villa Saporiti, in via Borgovico. Tutti i comaschi che sono contrari all'uccisione ingiustificata dei 24 pennuti sono invitati a partecipare alla protesta». Insomma, gli ambientalisti non mollano e non escludono altre azioni di protesta nei prossimi giorni.

La Provincia -  11/12/2004

Cormorani, faccia a faccia tra animalisti e politici: la decisione sulla loro sorte è rinviata a lunedì

(g.ro.) La decisione sulla sorte dei 24 cormorani che rischiano l'abbattimento perché "mangiano troppe alborelle" è stata rinviata a lunedì pomeriggio. Sarà al giunta provinciale a ricontrollare tutta la documentazione sulla vicenda e a stabilire se l'uccisione dei 24 pennuti sia davvero necessaria. L'annuncio è stato dato ieri mattina dal presidente della Provincia Leonardo Carioni al termine del faccia a faccia, dai toni accesi, tra l'amministrazione le associazioni ambientaliste. Attorno al tavolo di Villa Saporiti si sono ritrovati, ieri mattina, Carioni, l'assessore alla caccia e pesca Gianluca Rinaldin, il presidente della commissione Enrico Manzoni, il presidente dei pescatori dilettanti Luigi Guglielmetti, Marco Marelli in rappresentanza dell'ARDA (Associazioni Riunite Diritti Animali) il presidente della LIPU comasca Gigi Luraschi e Massimo Soldarini della sede regionale della LIPU. L'assessore Rinaldin ha precisato che "la posizione della giunta non cambia" specificando che "tutti i sistemi utilizzati sinora per allontanare i cormorani non hanno funzionato. L'ultima possibilità rimasta è quella di utilizzare un metodo cruento: solo così c'è qualche speranza che i cormorani si tengano lontani dai banchi di alborelle". Gli ambientalisti hanno, a loro volta, mosso una serie di obiezioni. "Abbiamo chiesto di vedere i dati che dimostrino come e quando siano stati fatti gli interventi a scopo dissuasivo - ha detto Soldarini della LIPU - ma non è stato possibile. L'unico studio che noi accettiamo è quello redatto dall'Università dell'Insubria, che non dice quello che ha deciso la giunta". Stesse perplessità avanzate anche da Elisabetta Patelli, a nome dell'ARDA.

La Provincia -  09/12/2004

Sul provvedimento che ha suscito numerose polemiche interviene anche il presidente lombardo dei pescatori professionisti I cormorani mangiano quintali di alborelle L'assessore Rinaldin conferma: «Abbattimenti già attuati nelle province di Sondrio, Varese e nel Canton Ticino»

Cormorani da abbattere. L'assessore Gianluca Rinaldin cerca di fare chiarezza dopo le polemiche sulla decisione, per ora sospesa, di abbattere 24 cormorani, predatori di alborelle. Successivamente riportiamo il parere di Corrado Toscani, presidente dell'Associazione Pescatori Allevatori Trasformatori di pesce della Lombardia (Apat) L'ASSESSORE RINALDIN: «GIÀ ABBATTUTI IN ALTRE PROVINCE» - «Su questa faccenda dei cormorani si è detto di tutto. Una delle cose più sorprendenti è che, leggendo le cronache, sembra quasi che la Provincia di Como sia l'unico posto al mondo dove si è pensato di "arginare" la predazione dei cormorani con lo strumento degli abbattimenti dissuasivi. In realtà, guardando solo all'interno dell'area insubrica, la Provincia di Sondrio e il Canton Ticino abbattono un determinato numero di cormorani da diversi anni e anche la Provincia di Varese sta facendo altrettanto, al termine di un percorso perfettamente identico al nostro. Evidentemente non siamo i soli ad essere giunti alla conclusione che occorre ridurre l'impatto dei cormorani sulla fauna ittica e che l'unico metodo efficace richiede, purtroppo, l'abbattimento di un numero limitato di esemplari» INUTILI LE AZIONI DI DISTURBO - «Come risulta chiaramente dagli studi di settore, e come hanno sperimentato anche quest'anno i guardapesca della Provincia, le semplici azioni di disturbo (sparo di petardi, lancio di sassi, ecc) hanno un effetto troppo limitato nel tempo e nello spazio». CHIAREZZA SULLE FINALITÀ DELL'ABBATTIMENTO - «E veniamo ora ad un altro aspetto che non è stato trattato con sufficiente chiarezza. Molti lettori sono infatti convinti che lo scopo del nostro intervento sia semplicemente quello di diminuire di 24 unità il numero dei cormorani presenti sul lago di Como. Come se 24 uccelli in meno da sfamare potessero cambiare la situazione a favore della fauna ittica. La realtà è molto diversa: abbattendo alcuni esemplari (non più di due al giorno e di 24 in totale) in corrispondenza delle aree dove sono presenti le alborelle, si vuole fare in modo che i cormorani associno mentalmente a tali zone una situazione di forte pericolo e, quindi, se ne tengano alla larga. Non si tratta di una pretesa campata per aria. UNA SPECIE MOLTO INTELLIGENTE - «I cormorani hanno notevoli capacità di apprendimento e sono in grado di nutrirsi di numerose specie ittiche. D'inverno, nella zona litorale, le alborelle si raggruppano in non più di due o tre aree, che sono quelle che vogliamo salvaguardare a tutti i costi. Se riusciamo a fare in modo che i cormorani si spostino altrove e si mettano a mangiare altri pesci, per noi il problema è risolto.Va quindi ancora ribadito che 24 è il numero massimo di cormorani che potranno essere abbattuti e non il numero di cormorani che verranno comunque soppressi. Dopo un primo intervento, infatti, gli abbattimenti verranno ripetuti solo nel momento in cui l'effetto dissuasivo dovesse cessare. Non è detto, quindi, che sia necessario raggiungere il tetto massimo prestabilito. EUROPA: CORMORANI IN ESPANSIONE- Un altro aspetto strettamente tecnico che occorre ribadire con forza è che, dimenticando ogni ideologia e affrontando la questione solo sotto il profilo della gestione faunistica, oggi l'alborella merita molte più attenzioni del cormorano. Come ha giustamente osservato il professor Grimaldi, nel 2004 il cormorano può essere considerato una specie che gode di ottima salute, grazie al tasso di incremento elevatissimo di cui ha goduto negli ultimi anni. Non è un caso che in tutta Europa si stia cercando di intervenire per limitare il suo impatto sui popolamenti ittici. ALBORELLA:RISCHIO DI ESTINZIONE - «La nostra alborella, al contrario, specie che è presente solo nel Nord Italia, è in netto declino in tutto il suo areale di distribuzione, al punto che in molti laghi è considerata praticamente estinta. Non va dimenticato che l'unico lago che ospita ancora un popolamento di alborelle di una certa consistenza è proprio il lago di Como. E questo grazie agli sforzi compiuti dalla Provincia di Como e ai sacrifici di cui si sono fatti carico i pescatori. La cattura di questa specie è infatti stata vietata per diversi anni e ora è regolata da severissime limitazioni (basti dire che il prelievo effettuato dai pescatori è almeno dieci volte inferiore a quello operato dagli uccelli ittiofagi). Per la Provincia il recupero dell'alborella è un obiettivo prioritario e non affrontare il problema degli uccelli ittiofagi sarebbe stato un grave peccato di omissione. Ci si può accusare di tutto, in questa vicenda, ma non di essere ipocriti. RINALDIN CONCLUDE: ANCHE I PESCATORI HANNO PAGATO DAZIO - Se c'è un merito che ci viene universalmente riconosciuto, questo è quello di aver affrontato prima di tutti gli altri e con molta serietà il problema della diminuzione dell'alborella. Quando c'è stato da gestire il conflitto con i pescatori che, ricordiamolo, erano storicamente abituati a pescare alborelle senza limitazioni di sorta, non ci siamo tirati indietro e abbiamo fatto fino in fondo la nostra parte. E adesso, che i problemi sono sorti con gli animalisti e i difensori dei diritti degli animali (non dei pesci, però!), siamo decisi a fare altrettanto». *** Riportiamo ora l'intervento di Corrado Toscani, Corrado Toscani, presidente dell'Associazione Pescatori Allevatori Trasformatori di pesce della Lombardia «Così come è stato esposto, l'argomento ci sembra trattato in modo un po' troppo ideologico (animalismo sì/pesca no o viceversa) ma il lettore che non conosce né i problemi della pesca né il comportamento dei cormorani, non riesce certamente a capire perché è giusto procedere a questo abbattimento limitato, o perché gli amministratori si "intestardiscono" in una posizione evidentemente impopolare (tanto impopolare che il presidente della Provincia ha sospeso questa decisione)». PESCA:ATTIVITA' ECONOMICAIMPORTANTE PERILLARIO - «Può sembrare una posizione scontata, la nostra, che è senz'altro favorevole al ripristino del provvedimento preso dalla Provincia (e anzi attraverso i pescatori professionisti nostri iscritti, è stato più volte sollecitato), ma cerchiamo di far capire che lo siamo non per gretto egoismo o per indifferenza verso i sentimenti di chi ama vedere gli animali liberi e felici, ma perché riteniamo che si possa utilmente intervenire sia a difesa dei legittimi interessi dei pescatori che svolgono sul Lario una attività economica importantissima per sé e per il turismo legato alla ristorazione, sia a difesa di un equilibrio faunistico e naturalistico che pensiamo faccia piacere a tutti». CORMORANI, SVASSI E GABBIANI - Qualche dato: sul Lario nel periodo invernale si insediano circa 300 cormorani (che, ricordiamolo, non appartengono alla fauna del lago) più altri 1000 svassi ed un numero imprecisato di gabbiani. Messo assieme il consumo annuo di alborelle imputabile alle tre specie, si ha il "rispettabile" risultato di non meno di 200 quintali di questo prezioso ciprinide. Ci si potrebbe obiettare , a questo punto, che abbatterne 24 su 300 non risolverebbe niente. Non è così, riteniamo invece che la scelta della Provincia, approvata dall'Infs (Istituto Nazionale Fauna Selvatica), che non è certo di manica larga nel concedere abbattimenti di selvatici, sia utile ed efficace. Il cormorano infatti è un uccello molto sospettoso e diffidente e, quando vede il pericolo (e lo vede quando un suo simile viene ucciso) si sposta di qualche chilometro e rimane lontano per diverso tempo. E' vero che si sposta in un altro punto del lago, ma poiché le zone dove si radunano le alborelle sono limitate, è sufficiente allontanarli da lì e lasciare che nel nuovo posto si cibino liberamente di scardole e bottatrici che sono pesci di cui non c'è scarsità come invece è per l'alborella. NON VOGLIAMO NESSUNA ESTINZIONE - Insomma crediamo che sia chiaro che non vogliamo l'estinzione né dei cormorani né degli svassi (anche di questi uccelli che mangiano giornalmente 100/120 grammi di alborelle ciascuno ve ne sono sul Lario 1000 esemplari nel periodo invernale, per un consumo di altri 120 quintali) e nemmeno dei gabbiani, ma riteniamo che, come ai pescatori è stato chiesto per tre anni di rinunciare alla pesca delle alborelle, e lo hanno fatto con sacrificio, anche gli uccelli ittiofagi devono fare la loro parte, rinunciando a qualche alborella. PESCATORI SCONFITTI  10 A 2 (QUINTALI) - Ai pescatori di professione è concesso complessivamente di pescare 20 quintali di alborelle all'anno, mentre i cormorani, svassi e gabbiani ne mangiano non meno di 200 quintali. Pensiamo di avere dato un contributo di chiarezza e cercato di evitare la, purtroppo frequente, criminalizzazione di una categoria».

La Provincia -  05/12/2004

il caso: Congelata l'operazione abbattimento. A giorni nuovo vertice per stabilire eventuali alternative all'uso delle armi 
La spuntano i cormorani: esecuzioni sospese 
Doppiette zittite in extremis. Il presidente Carioni: «Meglio sentire anche le ragioni degli animalisti»

È Leonardo Carioni a graziare in extremis i pennuti condannati a morte. Con i fucili che avrebbero dovuto, domani, giustiziare i 24 cormorani accusati di «mangiare troppe alborelle», il presidente dell'Ente Provincia ha voluto congelare all'ultimo la pratica. Ieri ha annunciato che «la cosa migliore è quella di sospendere l'iniziativa per cercare di capire se vi siano reali ragioni per abbattere gli uccelli», prendendo così posizione su una faccenda che sta suscitando proteste in tutta Italia. Continua infatti, via computer, anche il tam tam innescato da gruppi animalisti, o da semplici cittadini, per cercare di salvare i 24 volatili. Una protesta a suon di e-mail a tempestare la redazione de La Provincia ma anche gli uffici caccia e pesca di Villa Saporiti e lo stesso presidente Carioni. Nella valanga di mail, per la cronaca, ne compaiono anche un paio favorevoli all'abbattimento dei cormorani, ma quelle che invocano un dietrofront hanno già superato quota cento. Una mobilitazione, quella scattata attorno ai cormorani di Faggeto, riuscita persino a mettere d'accordo un senatore dei Verdi, Natale Ripamonti, con l'onorevole leghista Cesare Rizzi. Quest'ultimo non aveva infatti esitato a definire «fuori da qualsiasi logica» la decisione presa dalla giunta su proposta dell'assessore a Caccia e pesca Gianluca Rinaldin, dicendo a chiare lettere «i cormorani devono restare dove sono e guai a chi li tocca». «Non ho affrontato personalmente il problema, essendo di competenza dell'assessore - ha comunque spiegato Carioni - ma, visto quello che sta succedendo, è opportuno fermarsi e affrontare la questione anche sentendo le associazioni ambientaliste». Proprio gli animalisti lariani, dalla Lipu all'Ard (Associazioni Riunite Diritti animali, che include Enpa, Amici della Terra, Gruppo Ambiente 2 Febbraio, Comitato proprietari animali, Lega antivisezione) hanno chiesto al numero uno della un incontro urgente per esporre le loro ragioni. L'incontro, a questo punto, ci sarà e che potrebbe definitivamente decretare l'annullamento della «pena di morte» per i pennuti. Per il momento, quindi, la delibera adottata dalla giunta lo scorso 18 novembre - in cui è messa nero su bianco la decisione «di approvare un'azione di abbattimento del cormorano a scopo dissuasivo in corrispondenza delle aree di presenza dell'alborella, fissando il limite massimo degli abbattimenti a 24 individui, pari al 15% della popolazione censita» - viene "congelata”. Nei prossimi giorni pertanto, tutti attorno a un tavolo, con il sicuro benestare dei cormorani, in cerca di una soluzione “pacifica”. Gisella Roncoroni

La Provincia - 04/12/04

il caso: Le associazione animaliste chiedono un incontro con Rinaldin: «Vogliamo almeno essere ascoltati». Valanga di e-mail 
Rizzi: «Guai a chi tocca quei cormorani» Durissima presa di posizione del deputato leghista a pochi giorni dall'abbattimento dei 24 esemplari

«I cormorani devono restare dove sono e guai a chi li tocca». Il deputato comasco Cesare Rizzi (Lega Nord) senza troppi giri di parole spezza una lancia a favore dei 24 volatili condannati a morte dalla delibera adottata dalla giunta provinciale, su proposta dell'assessore a caccia e pesca Gianluca Rinaldin, lo scorso 18 novembre. Il testo del documento prevede testualmente «di approvare un'azione di abbattimento del cormorano a scopo dissuasivo in corrispondenza delle aree di presenza dell'alborella, fissando il limite massimo degli abbattimenti a 24 individui, pari al 15% della popolazione censita». E i fucili inizieranno a sparare, come confermato da Villa Saporiti, la prossima settimana nei due posatoi di Faggeto Lario e Bellagio. «La decisione presa - tuona l'on. Rizzi - è fuori da qualsiasi logica: si uccidono i cormorani perché mangiano qualche pesce. Ma il fatto che animali si nutrano di altri animali non è altro che la legge della natura, che va avanti da secoli e nella quale l'uomo non deve intervenire perché non ha il diritto di modificare l'ecosistema. E' assurdo abbattere 24 cormorani con la motivazione che sottraggono le alborelle destinate a finire su qualche tavola. I cormorani del lago non devono essere toccati: vorrà dire che qualcuno mangerà semplicemente qualche alborella in meno». Parole di fuoco quelle del deputato lumbard che sposa quindi, nonostante il Carroccio guidi Villa Saporiti, la linea delle associazioni ambientaliste ed animaliste. Una linea che sta suscitando una valanga di proteste via mail. Sono già una sessantina quelle arrivate in redazione a cui vanno aggiunte quelle recapitate al presidente della Provincia Leonardo Carioni e all'assessore a caccia e pesca Rinaldin e, sulla rete, la vicenda dei cormorani di Como sta facendo discutere diversi forum. Il tam tam, insomma, si sta espandendo a vista d'occhio lungo la penisola. In ogni modo gli ambientalisti sono decisi a tutto per salvare i 24 cormorani e, come fa presente Elisabetta Patelli a nome dell'Ard (Associazioni Riunite Diritti animali, che include Enpa, Amici della Terra, Gruppo Ambiente 2 Febbraio, Comitato proprietari animali, Lega antivisezione), ma anche della Lipu «è stato richiesto un incontro urgente al presidente della Provincia, all'assessore Rinaldin e al presidente della commissione caccia e pesca Enrico Manzoni perché prima di uccidere i cormorani dovranno almeno sentire le nostre ragioni. Ripeto, è un massacro inutile e non giustificato e abbiamo, come associazioni, almeno il diritto di essere ascoltati». Gisella Roncoroni

E-mail / 1

Camilla Zadra Maurizio Ciarlatani (Lecco) «Abbiamo appreso che la provincia di Como avrebbe deliberato l'abbattinmento di 24 cormorani colpevoli di .....mangiare alborelle. Se la notizia fosse vera, vi prego caldamente di soprassedere perchè nessun interesse di parte (dei pescatori in questo caso) può essere messo davanti ad un equilibrio naturale che solo l'uomo è capace di alterare. Siamo anche preoccupati perchè la cosa costituirebbe un precedente molto pericoloso». Cecilia Tambone Daniele Zonari (Torino) Maddalena Garlinzoni (Cernobbio) «Chiediamo di sospendere immediatamente la decisione con la quale la Provincia intende procedere all'abbattimento dei cormorani svernanti… è possibile ottenere lo stesso risultato utilizzando metodi di dissuasione non cruenti, come dichiarato dallo stesso studio dell'Università dell'Insubria…il cormorano specie particolarmente protetta».

E-mail / 2

Marco Pizzagalli (veterinario, Como) «Nella lettera aperta il Rinaldin ancora non chiarisce i motivi dell'abbattimento né i dati ai quali fa riferimento. La polemica non nasce solo da spirito animalista, ma si basa su dati e fatti oggettivi. Le frasi ad affetto sono state utilizzate dal Rinaldin». Francarita Catelani (presidente «Una Cremona onlus») «La decisione presa in questi giorni dalla Provincia di Como di procedere all'abbattimento di 24 cormorani che stazionano in diverse zone del lago è una cosa veramente inaccettabile, oltre che crudele, e dimostra solo una grave insensibilità della pubblica amministrazione sempre a caccia di voti: i pescatori, come i cacciatori votano, gli animali no». Franco Roscelli (Parma) «Protesto vivamente contro l'incivile scelta di abbattere i cormorani in alcune località del lago di Como. La loro unica colpa è di nutrirsi di pesci a scapito dei pescatori».

L'intervento di tre esperti «E' una scelta su basi scientifiche per tutelare la vita delle alborelle»

Sulla questione cormorani intervengono gli esperti. Ettore Grimaldi, ittiologo ed esperto della Consulta provinciale della Pesca afferma: «Sono scandalizzato dalla sensibilità a senso unico dimostrata dalle Associazioni ambientaliste. Com'è possibile non capire che le alborelle del lago di Como meritano la stessa attenzione che negli ultimi quindici anni è stata prestata ai cormorani e che gli ha permesso di aumentare esponenzialmente il loro numero in tutta Europa. I cormorani quindici anni fa erano una specie da tutelare: così è stato fatto, ma ora questi uccelli rischiano di trasformarsi in carnefici dell'alborella. Nono dimentichiamo che, dal punto di vista strettamente naturalistico, il valore dell'alborella, specie endemica del Nord Italia e in fase di regressione numerica, è oggi superiore a quello del cormorano, specie oinitica in fase di crescita esponenziale». Sulla stessa lunghezza d'onda, l'ittiologo ed esperto della Consulta pesca della Provincia di Lecco, Alberto Negri: «Lo studio effettuato in collaborazione con l'Università dell'Insubria dimostra che nonostante il divieto di pesca - '97-2000 - la popolazione dell'alborella ha evidenziato un tasso di mortalità annuale dell'80%. Questo dato è quindi collegabile solo alla mortalità naturale. Un dato elevatissimo, superiore a tutti quelli ritrovabili in letteratura e dovuto alla predazione dei pesci e soprattutto alla predazione degli uccelli ittiofagi, tra cui i cormorani. Lo studio dell'Università dell'Insubria ha dimostrato che il prelievo annuale dovuto agli uccelli ittiofagi è di circa 13 tonnellate l'anno. Ciò significa che gli uccelli ittiofagi predano prevalentemente alborelle nel primo anno di vita, quindi il prelievo è pari a 13 milioni di soggetti». Carlo Romanò, tecnico ittico della Provincia: «E' sufficiente allargare lo sguardo oltre la provincia di Como, per accorgersi che in Canton Ticino, in provincia di Sondrio e in provincia di Varese un numero contingentato di cormorani viene regolarmente abbattuto. Inoltre il nostro intervento non avrà alcuna conseguenza sulla popolazione complessiva di cormorani presenti in provincia di Como. Oggi - oltre ai 200 presenti sul lago di Como - sono stati censiti oltre 600 cormorani sul lago di Lugano e 200 sul lago di Pusiano".

Gisella Roncoroni

La Provincia - 03/12/04

Lettera aperta: Polemiche ovvie ma la scelta è necessaria
di Gianluca Rinaldin (assessore)


Non è stato semplice prendere questa decisione. Sapevamo che avrebbe suscitato polemiche nel mondo ambientalista. Capisco davvero che chi è su posizioni animaliste e considera la vita di un animale sacra ed inviolabile come quella di un uomo sia pregiudizialmente contrario a questa decisione e non pretendo di fargli cambiare idea. A tutti coloro che non hanno questa posizione però vorrei che fosse chiaro che la decisione della Giunta provinciale è stata presa a seguito di un'analisi approfondita. Si è scritto che i cormorani mangiano prevalentemente scardole e bottatrici. Questo, in realtà, è un dato di due anni fa. Il fatto che l'anno scorso, e ancora di più quest'anno, i cormorani abbiano spostato le proprie attenzioni sulle alborelle è un fatto lampante. L'insinuazione che la Provincia abbia deliberato l'abbattimento senza prendere in considerazione l'attuazione di interventi meno cruenti è diffamatoria. È sufficiente allargare lo sguardo oltre i confini della provincia per accorgersi che le strategie di contenimento della predazione del cormorano basate su interventi dissuasivi di tipo cruento sono ampiamente diffuse. Effettuare abbattimenti a scopo dissuasivo significa fare in modo che i cormorani, associando ad alcune aree (quelle di presenza delle alborelle) una situazione di forte pericolo, si spostino di pochi chilometri e si mettano, in tutta tranquillità, a mangiare scardole e bottatrici. Purtroppo non è possibile ottenere questo effetto in modo incruento. Ricordiamo, di sfuggita, che le popolazioni di alborelle nei grandi laghi subalpini si sono quasi estinte e che l'unica popolazione residua di una certa consistenza è proprio quella del lago di Como. Siamo certi di aver agito nello scrupoloso rispetto della normativa vigente. L'auspicio è che a seguito di questa forte azione dissuasiva i cormorani si abituino a cibarsi di altre specie ittiche e che pertanto le alborelle possano continuare ad aumentare di numero, ripopolando con successo il nostro lago.

le lettere di protesta «È una decisione assurda che va annullata subito»

Chiediamo di sospendere immediatamente la decisione con quale la Provincia intende procedere all'abbattimento dei cormorani svernanti, in quanto considerati una minaccia per la popolazione ittica dei nostri laghi, per i seguenti motivi: le cause profonde dell'impoverimento ittico dei nostri laghi vanno ricercate in altri fattori; è possibile ottenere lo stesso risultato utilizzando metodi di dissuasione non cruenti; il cormorano è una specie autoctona con valenza positiva sul piano naturalistico e indicato dalla Legge 157 quale specie “particolarmente protetta. Chiara Scandolara, Adelchi Scandolara, Albina Boeris, Maria Grazia Dischetti, Irene Tamborini, Paolo Tamborini, Veronica Tamborini, G. Bossi, Lorenzo Colombo Io dico no all'abbattimento dei cormorani. Tonino Zarbo Scrivo per protestare contro l'abbattimento dei 24 cormorani del lago di Como!!! Bisogna smetterla di molestare gli esseri indifesi!!! Matteo Pegoretti Protesto contro l'amministrazione provinciale di Como, che ha deliberato l'abbattimento di un piccolo numero di cormorani in alcune località del lago omonimo. La loro colpa è di nutrirsi di pesci a scapito di pescatori. Prof. Piero Bonvicini (Lecco)

E-Mail dall'Italia

• Karol Tabarelli (Trento) Sono contrariato dall'ipotesi di abbattimento dei cormorani. Il motivo che mi spingeva a visitare il vostro lago, era proprio la possibilità di osservare l'avifauna che in esso sverna. Spero che con il vostro aiuto, sia data importanza maggiore all'opinione pubblica. • Alessio Rivola (Firenze) No all'abbattimento dei cormorani nel lago di Como, meglio loro delle alborelle!. Alessio Rivola, Firenze • Moreno Favero (Treviso) Abbattimento di 24 cormorani??? Vergogna. • Paolo Politi (Livorno) Iniziativa anacronistica e poco intelligente, supportata da motivazioni scientificamente ridicole e ingiustificate. In poche parole un atto pubblico asservito ad esigenze discutibili, di una piccola minoranza di cittadini che determina grave danno alla fauna selvatica. • Roberto Gildi (Savona) Se l'iniziativa è deliberata per difendere i pesci, è da rivedere: un predatore non mette in pericolo l'esistenza delle sue specie preda. Se è deliberata per difendere i pescatori dalla concorrenza dei cormorani è da rivedere lo stesso.

La Provincia - 01/12/04

la querelle Sono 40 i professionisti. Con le alborelle, se non le mangiano i predatori, guadagnano 400 euro all'anno 
I pescatori: «Rischiamo noi l'estinzione» 
Le associazioni di categoria chiedono che venga portato a termine l'abbattimento di 24 cormorani

«Si tutelano i predatori perché altrimenti si estinguono, ma, andando avanti di questo passo, saremo noi pescatori a diventare una specie protetta». Reagisce con ironia Alessandro Sala, responsabile dell'associazione che raggruppa i pescatori professionisti (Cia), al vespaio di polemiche - con annessi annunci proteste plateali degli ambientalisti - che si è creato attorno alla decisione della giunta di Villa Saporiti di dare il via libera all'abbattimento di 24 cormorani, accusati di «mangiare troppe alborelle». Sono una quarantina oggi i pescatori professionisti che lavorano sul lago di Como, 70 comprendendo anche il lecchese. «Il problema - spiega Sala - è la tecnica di caccia adottata dai cormorani: accerchiano i banchi di alborelle e li spingono a ridosso delle rive, dove diventano prede facilissime da catturare anche per gabbiani e svassi che, di solito, scelgono altri tipi di pesce. Non c'è quindi soltanto un danno diretto nei nostri confronti, ma anche uno indiretto». In ogni caso la pesca dell'alborella, riaperta nel 2003, è consentita soltanto con rigide prescrizioni: nell'arco di un anno si possono prelevare 40 Kg per ciascuna licenza. Un quantitativo che, a detta degli stessi pescatori, rende economicamente «circa 10 euro al chilogrammo» e quindi 400 euro all'anno. «Il calo del numero di alborelle - aggiunge Sala - non è imputabile soltanto al cormorano, ma questo tipo di volatile, come dimostrano anche gli studi, incide notevolmente. Tutte le possibili alternative per dissuaderli dalla caccia sono stati tentati e adesso è arrivato il momento fare una scelta: ben venga tutelare i cormorani, ma anche la nostra categoria ha diritto ad alcune garanzie». Insomma, i pescatori rimandano alle associazioni ambientaliste l'accusa di massacro gratuito dei pennuti. «Da anni si parla del problema - fa presente Luigi Guglielmetti, presidente dell'associazione pescatori dilettanti Aps che raggruppa 3.800 iscritti - e dopo una serie di approfondimenti la Provincia è arrivata alla decisione dell'abbattimento. È stato richiesto il parere anche all'Istituto nazionale delle fauna selvatica di Bologna e si sono seguite tutte le procedure. Il cormorano era in origine una specie marina che, ormai da sette anni, si è insediata sul nostro territorio creando seri problemi alla pesca. Essendo una categoria di uccelli sospettosa, l'abbattimento di alcuni esemplari servirebbe a scoraggiare tutti gli altri e pertanto a risolvere il problema». 
Gisella Roncoroni

La Provincia - 29/11/04

avviso ai naviganti Abbattiamo i pescatori 

Scatta l'operazione "abbattiamo i pescatori". Lo ha deciso la Giunta provinciale al termine di una seduta convulsa, durante la quale la maggioranza di governo si è nuovamente spaccata in due. Anzi, in tre. Gli assessori di Forza Italia hanno fatto presente ai colleghi che una coalizione che si chiama Casa delle libertà non può fare un'eccezione per i pescatori: anche a loro va garantito il diritto di pescare liberamente tutte le alborelle che vogliono. E davanti alla tutela di un diritto fondamentale, l'abbattimento di 24 cormorani è il male minore. Ma la Lega Nord ha subito fatto muro. «I pescatori, se proprio ci tengono a mangiare il pesce - ha detto il lumbard Pinco Pallo - se lo possono comperare al supermercato. I cormorani, no. E se voi dite "abbattiamo i cormorani", io rispondo "abbattiamo i pescatori". Di più, dovremmo mettere una taglia sui pescatori. In fondo anche loro sono degli assassini: e allora io sono pronto a dare dieci euro di tasca mia chiunque me ne segnalerà uno colto sul fatto, con le alborelle nel secchiello». Gli esponenti di An si sono consultati a lungo tra loro prima di prendere posizione. Il dibattito interno al partito di Fini è stato, almeno all'inizio, squisitamente politico: alcuni hanno sottolineato che i pescatori votano e i cormorani no, quindi sarebbe stato un suicidio politico abbattere i primi; altri hanno risposto che bisogna smettere di rimanere ingabbiati nei vecchi schemi: ormai gli animalisti sono più numerosi dei pescatori e non ci si può permettere che votino tutti a sinistra. A quel punto l'assessore Tizio Tazio, noto esponente della destra sociale, ha rimarcato che «un uomo non è tale se non sa usare la canna e il fucile». In quel momento un gruppo di animaliste ha invaso l'aula, inscenando una pittoresca protesta: erano vestite solo di piume e sul petto avevano scritto «sparate qui». Mentre gli uscieri inseguivano le "cormorane", che nel fuggi fuggi hanno lasciato sul terreno una quantità di piume, il presidente invitava a votare prima che potessero sopraggiungere altri elementi turbativi. An ha votato compatta la mozione del Carroccio "abbattiamo i pescatori". «Non avevo mai visto un cormorano dal vero», ha spiccicato Tizio Tazio per motivare il suo voltafaccia improvviso. Dei forzisti solo uno ha confermato l'intenzione di abbattere i predatori: gli altri, infatti, hanno preferito dare una mano agli uscieri a catturare le ambientaliste. Inascoltato il tentativo dei centristi di rimarcare che anche le alborelle hanno i loro diritti. «Questa è solidarietà tra pesci - li ha liquidati Pinco Pallo -. Siete i soliti nostalgici della Balena Bianca». L'Udc ha annunciato che oggi invierà una nota ai giornali per precisare quanto segue: «Come Pinco Pallo può leggere in qualsiasi libro delle scuole elementari, la balena non è un pesce, bensì un mammifero».
Pietro Berra

La Provincia - 29/11/04

la querelle I Verdi e le associazioni ambientaliste lanciano una campagna nazionale per salvare la vita ai 24 pennuti «Uccidere i cormorani? Decisione ipocrita» 
Gli animalisti: la giunta avrebbe dovuto vietare la gara di motonautica che ha sfiorato le uova delle alborelle
Giusto abbatterli? La delibera di Villa Saporiti ha suscitato un polverone di polemiche


«La Provincia non si è fatta scrupoli nell'organizzare la gara di motonautica sfiorando di un soffio la schiusa delle uova e adesso vuole uccidere i cormorani per tutelare l'equilibrio della fauna ittica? È solo un'ipocrisia». Parole di fuoco quelle usate da Elisabetta Patelli, consigliere comunale dei Verdi e rappresentante dell'Arda (Associazioni Riunite Diritti animali, che include Enpa, Amici della Terra, Gruppo Ambiente 2 Febbraio, Comitato Europeo Difesa Animali onlus, Coordinamento proprietari animali, Leal Lega antivisezionista) per denunciare la scelta di Villa Saporiti di dare il via libera all'abbattimento di 24 cormorani, accusati di «mangiare troppe alborelle». Un via che potrebbe diventare effettivo in qualsiasi momento. Unica certezza è che, almeno finora, gli agenti della polizia provinciale non hanno ancora premuto il grilletto delle carabine. Anche i Verdi, insieme ad altre associazioni animaliste tra cui spicca la Lipu (Lega italiana protezione uccelli), salgono quindi sulle barricate per cercare di salvare la vita ai 24 cormorani per i quali l'esecutivo provinciale di Villa Saporiti ha già firmato la condanna a morte. Una condanna a morte scritta nero su bianco nella delibera datata 18 novembre e approvata da tutto l'esecutivo su proposta dell'assessore a caccia e pesca Gianluca Rinaldin. «Quello che sta facendo la Provincia è la maniera più veloce e ipocrita per accontentare i pescatori. È ipocrita perché l'equilibrio della fauna ittica del lago è pregiudicato innanzitutto da altri fattori, primo fra tutti l'inquinamento. Mi chiedo semplicemente per quale ragione la giunta non si sia fatta altrettanti scrupoli quando si è trattato, come nel caso della gara di motonautica, di rischiare di compromettere la schiusa delle uova». Sull'inutilità di sparare ai cormorani la Patelli non ha dubbi: «È stato detto da tutti ed è anche scritto nello studio allegato alla delibera, che l'alborella rappresenta soltanto l'ultima scelta nell'alimentazione dei cormorani che, al contrario, preferiscono bottatrici e scardole. Tra l'altro è impossibile anche soltanto pensare che 24 cormorani determinino in modo così massiccio il numero di alborelle presenti nel Lario. Si sta ripetendo lo stesso errore che si era fatto con gli svassi: dopo il via all'abbattimento erano arrivati studi postumi che decretavano il provvedimento ininfluente. Non permetteremo che questa volta si faccia lo stesso». E le proteste potrebbero presto varcare i confini della provincia di Como: «Manderemo mail in tutta Italia – annuncia la Patelli – perché tutti devono sapere che il lago non è solo turismo e che un patrimonio del genere viene gestito dalla Provincia senza rispetto per gli animali. Ci troviamo di fronte a un massacro gratuito. Gli animali non sono un baratto e questo non lo possiamo tollerare». Agli oppositori si aggiunge anche il Wwf che, tramite il responsabile Pierangelo Piantanida, fa sapere di «essere contrario all'uccisione dei cormorani in quanto non è una soluzione idonea» e di «essere pronto a portare avanti la battaglia per salvare gli animali che non hanno alcuna colpa». Insomma, la mobilitazione sembra essere soltanto all'inizio e gli ambientalisti hanno intenzione di proseguire finché l'assessore Rinaldin non farà marcia indietro. Una marcia indietro che appare però difficile, almeno in questa fase. Rinaldin ha infatti giustificato l'uccisione dei pennuti dicendo testualmente: «È una decisione necessaria per tutelare l'interesse dell'uomo e quindi di pescatori che basano sulla pesca la sussistenza dei loro nuclei familiari rispetto a quello degli animali. Finché mi troverò a dover prendere decisioni pubbliche metterò sempre al primo posto l'uomo». 
Gisella Roncoroni

La Provincia - 28/11/04

Il caso Gli ambientalisti si dicono pronti a mobilitarsi per i 24 pennuti destinati ad essere uccisi con le doppiette «Uccidiamo i cormorani per salvare i pesci» L'assessore Rinaldin spiega il via libera di Villa Saporiti all'abbattimento dei volatili nelle aree delle alborelle

«E' una decisione necessaria per tutelare l'interesse dell'uomo e quindi di pescatori che basano sulla pesca la sussistenza dei loro nuclei familiari rispetto a quello degli animali. Finché mi troverò a dover prendere decisioni pubbliche metterò sempre al primo posto l'uomo». Così prende posizione l'assessore provinciale a caccia e pesca Gianluca Rinaldin sul polverone che si è creato attorno alla delibera con cui la giunta di Villa Saporiti ha autorizzato «un'azione di abbattimento del cormorano a scopo dissuasivo in corrispondenza delle aree di presenza dell'alborella, fissando il limite massimo degli abbattimenti a 24 individui, pari al 15% della popolazione censita». Una decisione, quella presa dall'esecutivo nella seduta del 18 novembre, che sta creando una valanga di polemiche da parte delle associazioni animaliste, Lipu (Lega italiana protezione uccelli) in testa. Il tam tam di quella che potremmo ribattezzare «operazione salva il cormorano» si sta spandendo in tutta la provincia via mail e gli ambientalisti si dicono pronti ad andare fino in fondo per salvare i 24 pennuti dai proiettili delle carabine. «Né io né la giunta – prosegue Rinaldin – possiamo verificare in quale misura incida il prelievo delle alborelle da parte dei cormorani, ma ci basiamo su studi tecnici. Da mesi abbiamo cercato di dissuadere i cormorani con altri mezzi, ma non si è arrivati ad alcun risultato e se è vero che l'abbattimento è l'estrema ratio, lo è altrettanto il fatto che tutte le strade finora percorse non hanno dato gli esiti sperati. In ogni modo se questa specie di uccelli non fosse stata così nociva non avremmo certamente dato il via libera all'abbattimento. A nessuno fa piacere uccidere gli animali, ma in questo caso è una scelta dovuta ai pescatori che non lo fanno per hobby, ma per mantenere le loro famiglie». Nessuna marcia indietro, quindi, da Villa Saporiti: i pennuti potrebbero essere uccisi da un giorno all'altro, visto che il provvedimento è stato dichiarato «immediatamente eseguibile». Il braccio di ferro con i sostenitori della libertà dei cormorani è quindi solo all'inizio. «Ci batteremo in tutti i modi – ha già annunciato Gigi Luraschi, presidente della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) – per evitare che i 24 cormorani vengano uccisi perché non c'è alcuna necessità reale per farlo. Sarebbe interessante conoscere la quantità di pesce totale del lago e quanto i cormorani incidano, visto che le alborelle non sono il loro cibo preferito, costituito invece da bottatrici e scardole». Rinaldin però spezza un'altra lancia a favore dei pescatori: «Riceviamo continue lamentele da parte dei pescatori professionisti che ci chiedono di intervenire per risolvere quello che, secondo loro, è una delle cause principali della rarità dell'alborella. Abbiamo fatto studi e chiesto anche il parere all'Istituto Nazionale per la fauna selvatica di Bologna e, solo dopo averlo ottenuto, abbiamo deciso di procedere. L'alborella ha grosse difficoltà mantenersi su quantitativi accettabili, tanto che dal 1997 alla fine del 2002 ne è stata perfino sospesa la pesca. Il numero di esemplari è poi aumentato e oggi la pesca è consentita solo con prescrizioni estremamente rigide. I pescatori non riescono più a tollerare divieti nei loro confronti, ma la libertà per gli uccelli di mangiare grossi quantitativi di alborelle. Si tratta quindi di una decisione necessaria per tutelare l'interesse dell'uomo».
Gisella Roncoroni

La Provincia - 27/11/04

la querelle L'esecutivo ha deciso di ridurre del 15% il numero degli uccelli per far ripopolare le alborelle su sollecito dei pescatori «Uccidete 24 cormorani»: bufera a Villa Saporiti Sono accusati di mangiare troppi pesci. 
Rifondazione e i gruppi animalisti pronti a tutto per bloccare la delibera

«Si delibera di approvare un'azione di abbattimento del cormorano a scopo dissuasivo in corrispondenza delle aree di presenza dell'alborella, fissando il limite massimo degli abbattimenti a 24 individui, pari al 15% della popolazione censita». Attorno a questa decisione, presa dalla giunta di Villa Saporiti nella seduta del 18 novembre su proposta dell'assessore a caccia e pesca Gianluca Rinaldin, si sta scatenando un vespaio di polemiche, sollevate innanzitutto dalle associazioni ambientaliste appoggiate in consiglio provinciale da Rifondazione. E l'operazione “salva il cormorano” sembra ormai essere ai blocchi di partenza. «Ci batteremo in tutti i modi - tuona Gigi Luraschi, presidente della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) - per evitare che i 24 cormorani vengano uccisi perché non c'è alcuna necessità reale per farlo». Le proteste inizieranno con una valanga di mail e telefonate agli uffici di Villa Saporiti, ma «non sono escluse azioni eclatanti». In ogni modo le associazioni in difesa degli animali sembrano intenzionate a iniziare una vera e propria crociata contro l'uccisione dei pennuti. La Lipu contesta punto su punto le motivazioni addotte dall'esecutivo provinciale, che prendono spunto da uno studio commissionato all'Università dell'Insubria, dal piano triennale dell'ufficio pesca e dai solleciti delle associazioni dei pescatori. «Nel rapporto allegato alla delibera - prosegue Luraschi - si dice testualmente che il cormorano non è la principale causa della regolazione della popolazione delle alborelle oltre a specificare che l'abbattimento dei cormorani rappresenta solo l'estrema ratio. Allora perché si decide subito di uccidere questi uccelli? Si parla di netto incremento dei cormorani, ma dai monitoraggi che eseguiamo anche noi emerge che non si va oltre ai 300 esemplari: è inutile fare i censimenti se non si leggono i dati. Inoltre si parte da un assunto completamente errato: non sono gli uccelli predatori a limitare le prede, ma è esattamente il contrario poiché è il numero di prede a determinare il numero di predatori. Sarebbe interessante conoscere la quantità di pesce totale del lago e quanto i cormorani incidano, visto che le alborelle non sono il cibo preferito dai cormorani, come del resto è indicato nello studio dell'Università». Nel dettaglio la Lipu si appella, per cercare di salvare i cormorani che volano sul Lario, alla parte del documento in cui si dice testualmente che «gli uccelli ittiofagi non sembrano rappresentare la principale e unica causa di regolazione della popolazione di alborella, ma è possibile che una eccessiva predazione esercitata dagli uccelli ittiofagi possa rappresentare un ostacolo alla lenta fase di recupero in atto» e quella in cui si fa presente che «l'abbattimento di un numero ridotto di esemplari di cormorano è previsto solo nell'eventualità che gli interventi incruenti si dimostrino completamente inadeguati allo scopo». Gli animalisti vanno però oltre: «Abbattere 24 cormorani non serve a nulla anche perché a causa del bracconaggio vengono annualmente uccise quote superiori a quelle stabilite dalla Provincia, senza alcun controllo. Inoltre il numero di alborelle è in aumento tanto che proprio Villa Saporiti ha deciso di concedere la ripresa della pesca. Allora perché uccidere i cormorani che preferiscono evitare questo tipo di pesce preferendo bottatrici e scardole e peraltro con carabine che possono essere pericolose anche per le persone in zona, avendo una gittata fino a un chilometro?». 
Gisella Roncoroni

 
 
 
 

 

 
 

 

 

 

data
20/11/2004
aggiorn.
19/11/2004
loc.-reg.-naz.
ARGOMENTI
cormorani
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