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RASSEGNA STAMPA
| 30/12/04 14/12/04 13/12/04 11/12/04 09/12/04
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05/12/04 |
| La Provincia -
30/12/2004
E' partita la caccia preventiva - già uccisi sei cormorani Gli esperti di Villa Saporiti "presto per trarre conclusioni sui risultati" - Gli animalisti "non servirà" Sono 6 i cormorani abbattuti finora dagli agenti della polizia provinciale su mandato della giunta perché accusati di "mangiare troppe alborelle". Le oltre 200 mail di protesta inviate al presidente della Provincia Leonardo Carioni e all'assessore competente Gianluca Rinaldin non sono quindi bastate a graziare i pennuti. La conferma dell'avvio della campagna abbattimenti arriva dalla responsabile del settore pesca della provincia Carlo Romanò: "la settimana scorsa ne sono stati uccisi 4 e i due dovrebbero essere stati abbattuti in questi giorni". Risultati? "È presto per trarre conclusioni - aggiunge l'esperto - ma qualcosa s'inizia a vedere. Non è invece ancora stato deciso per quanto si procederà con gli abbattimenti (al massimo 24 esemplari ndr) poiché sarà determinato sulla base delle reazioni dei volatili alle tecniche dissuasive". La giunta di Villa Saporiti aveva deliberato alla fine di novembre l'abbattimento massimo di 24 pennuti poiché accusati di nutrirsi di un numero eccessivo di alborelle e di creare, in conseguenza, gravi danni alla pesca lariana. Immediatamente erano scattate le proteste degli ambientalisti e degli animalisti appartenenti alle principali associazioni che avevano dato vita a un tam tam via computer di lettere di protesta nei confronti della decisione. I
sostenitori dei pennuti, come già nel corso dell'incontro ufficiale che
si era tenuto la Villa Saporiti, si appellano, per dimostrare
l'inutilità del provvedimento, a quanto riportato a pagina 307 dello
studio redatto dall'Università dell'Insubria in cui si dice
testualmente: " l'abbattimento selettivo operato localmente, va
inteso quale intervento finalizzato ad allontanare gli uccelli da una
determinata area lacustre, non essendo in grado di influenzare
significativamente, da un punto di vista quantitativo, specie tanto
consistenti. Esso essere infatti considerato esclusivamente come
eventuale azione rafforzativa di mezzi incruenti di allentamento e
dissuasione. Non è infatti possibile per seguire un ridimensionamento
della predazione da parte di svassi/cormorani attraverso la sostanziale
riduzione della popolazione ". La LIPU comasca, attraverso il
presidente Gigi Luraschi fa sapere di "non aver ricevuto nessuno
dei documenti richiesti che attestino i tentativi non cruenti effettuati
dalla provincia per risolvere il problema". In una lettera inviata
nei giorni scorsi gli animalisti chiedono inoltre che sugli esemplari
uccisi vengano effettuate analisi per accertare se effettivamente i
pennuti avevano ingerito alborelle. "Avevamo preso in
considerazione l'ipotesi di un ricorso al Tar - conclude Luraschi - ma
non possiamo permetterci, come associazione, una cifra così
onerosa". |
| La Provincia -
14/12/2004 Ultimatum - la giunta ha deciso di abbattere i cormorani, proteste degli animalisti I 24 cormorani saranno abbattuti nei prossimi giorni. La Giunta di Villa Saporiti lo ha ribadito ieri attraverso l'assessore alla Caccia e Pesca Gianluca Rinaldin e dopo aver riaffrontato la questione nel pomeriggio. La stessa Commissione - ha detto l'Assessore - aveva preso atto dei chiarimenti forniti dai tecnici ritenendoli sufficienti. Non abbiamo fatto altro quindi che seguire le motivazioni fornite dagli esperti: l'obiettivo è quello di riportare in equilibrio l'ecosistema e di indurre i cormorani a cibarsi di altre specie ittiche, esempio le scardole". Fuori dei cancelli di Villa Saporiti una quindicina di manifestanti protestavano contro l'abbattimento dei pennuti come hanno fatto nei giorni scorso a suon di mail (ne sono arrivate a La Provincia oltre 200) e fanno sapere di "essere pronti a contrastare la decisione con tutti i mezzi leciti". La vicenda potrebbe non essere quindi chiusa. |
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La Provincia -
13/12/2004 Non ci saranno
ulteriori appelli per i 24 cormorani condannati a morte da Villa
Saporiti. Dopo il vertice infuocato di venerdì mattina tra il
presidente Leonardo Carioni, l'assessore competente Gianluca Rinaldin e
i rappresentanti di pescatori e ambientalisti, la giunta provinciale sarà
chiamata, questo pomeriggio, a esprimere un nuovo verdetto e cioè
confermare la linea dura dell'abbattimento, oppure - ma è decisamente
l'ipotesi meno probabile - graziare definitivamente i pennuti. Di certo
c'è che i due schieramenti (assessore Rinaldin supportato dalle
associazioni pescatori e dai partiti politici di An e Forza Italia) e
animalisti-ambientalisti (dalla Lipu al Wwf, dall'Enpa agli Amici della
Terra, dal Gruppo Ambiente 2 Febbraio al Comitato proprietari animali,
dalla Lega antivivisezione ai Verdi e a Rifondazione) sono lontani dal
trovare un accordo. Gli animalisti e in primo luogo la Lipu rifanno
presenti, in queste ore, le conclusioni riportate nello studio
commissionato dalle Province di Como e Lecco all'Università dell'Insubria
e intitolato «Caratterizzazione delle popolazioni di svasso maggiore e
cormorano del Lario e loro potenziale influenza sull'ittiofauna, con
particolare attenzione all'interazione svasso-alborella» redatto nel
giugno 2003. Punto cruciale e di estrema sintesi a cui si appellano i
sostenitori dei pennuti è quanto riportato a pagina 307 del volume in
cui si legge: «l'abbattimento selettivo operato localmente, va inteso
quale intervento finalizzato ad allontanare gli uccelli da una
determinata area lacustre, non essendo in grado di influenzare
significativamente, da un punto di vista quantitativo, specie tanto
consistenti. Esso può infatti essere considerato esclusivamente come
eventuale azione rafforzativa di mezzi incruenti di allentamento e
dissuasione. Non è infatti possibile perseguire un ridimensionamento
della predazione da parte di svassi /cormorani attraverso una
sostanziale riduzione della popolazione».
Gisella Roncoroni (gi. ro.) Questo pomeriggio, a partire dalle 17, gli ambientalisti diranno, ancora una volta (l'hanno già fatto a suon di mail di protesta, che hanno superato quota 200), il loro «no» all'abbattimento dei 24 cormorani. «Abbiamo chiesto i dati, quelli sugli interventi a scopo dissuasivo che la Provincia dice di aver fatto - tuona Elisabetta Patelli, portavoce dei Verdi e consigliere comunale - ma non ci sono stati forniti. Hanno ormai deciso di procedere con l'abbattimento, ma è un grave errore. Per questo e per sensibilizzare il consiglio provinciale, ma anche la cittadinanza, organizzeremo un presidio all'esterno di Villa Saporiti, in via Borgovico. Tutti i comaschi che sono contrari all'uccisione ingiustificata dei 24 pennuti sono invitati a partecipare alla protesta». Insomma, gli ambientalisti non mollano e non escludono altre azioni di protesta nei prossimi giorni. |
| La Provincia -
11/12/2004
Cormorani, faccia a faccia tra animalisti e politici: la decisione sulla loro sorte è rinviata a lunedì (g.ro.) La decisione sulla sorte dei 24 cormorani che rischiano l'abbattimento perché "mangiano troppe alborelle" è stata rinviata a lunedì pomeriggio. Sarà al giunta provinciale a ricontrollare tutta la documentazione sulla vicenda e a stabilire se l'uccisione dei 24 pennuti sia davvero necessaria. L'annuncio è stato dato ieri mattina dal presidente della Provincia Leonardo Carioni al termine del faccia a faccia, dai toni accesi, tra l'amministrazione le associazioni ambientaliste. Attorno al tavolo di Villa Saporiti si sono ritrovati, ieri mattina, Carioni, l'assessore alla caccia e pesca Gianluca Rinaldin, il presidente della commissione Enrico Manzoni, il presidente dei pescatori dilettanti Luigi Guglielmetti, Marco Marelli in rappresentanza dell'ARDA (Associazioni Riunite Diritti Animali) il presidente della LIPU comasca Gigi Luraschi e Massimo Soldarini della sede regionale della LIPU. L'assessore Rinaldin ha precisato che "la posizione della giunta non cambia" specificando che "tutti i sistemi utilizzati sinora per allontanare i cormorani non hanno funzionato. L'ultima possibilità rimasta è quella di utilizzare un metodo cruento: solo così c'è qualche speranza che i cormorani si tengano lontani dai banchi di alborelle". Gli ambientalisti hanno, a loro volta, mosso una serie di obiezioni. "Abbiamo chiesto di vedere i dati che dimostrino come e quando siano stati fatti gli interventi a scopo dissuasivo - ha detto Soldarini della LIPU - ma non è stato possibile. L'unico studio che noi accettiamo è quello redatto dall'Università dell'Insubria, che non dice quello che ha deciso la giunta". Stesse perplessità avanzate anche da Elisabetta Patelli, a nome dell'ARDA. |
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La Provincia -
09/12/2004 Sul provvedimento che ha suscito numerose polemiche interviene anche il presidente lombardo dei pescatori professionisti I cormorani mangiano quintali di alborelle L'assessore Rinaldin conferma: «Abbattimenti già attuati nelle province di Sondrio, Varese e nel Canton Ticino» Cormorani da abbattere.
L'assessore Gianluca Rinaldin cerca di fare chiarezza dopo le polemiche
sulla decisione, per ora sospesa, di abbattere 24 cormorani, predatori
di alborelle. Successivamente riportiamo il parere di Corrado Toscani,
presidente dell'Associazione Pescatori Allevatori Trasformatori di pesce
della Lombardia (Apat) L'ASSESSORE RINALDIN: «GIÀ ABBATTUTI IN ALTRE
PROVINCE» - «Su questa faccenda dei cormorani si è detto di tutto.
Una delle cose più sorprendenti è che, leggendo le cronache, sembra
quasi che la Provincia di Como sia l'unico posto al mondo dove si è
pensato di "arginare" la predazione dei cormorani con lo
strumento degli abbattimenti dissuasivi. In realtà, guardando solo
all'interno dell'area insubrica, la Provincia di Sondrio e il Canton
Ticino abbattono un determinato numero di cormorani da diversi anni e
anche la Provincia di Varese sta facendo altrettanto, al termine di un
percorso perfettamente identico al nostro. Evidentemente non siamo i
soli ad essere giunti alla conclusione che occorre ridurre l'impatto dei
cormorani sulla fauna ittica e che l'unico metodo efficace richiede,
purtroppo, l'abbattimento di un numero limitato di esemplari»
INUTILI LE AZIONI DI DISTURBO - «Come risulta
chiaramente dagli studi di settore, e come hanno sperimentato anche
quest'anno i guardapesca della Provincia, le semplici azioni di disturbo
(sparo di petardi, lancio di sassi, ecc) hanno un effetto troppo
limitato nel tempo e nello spazio». CHIAREZZA SULLE FINALITÀ
DELL'ABBATTIMENTO - «E veniamo ora ad un altro aspetto che non è stato
trattato con sufficiente chiarezza. Molti lettori sono infatti convinti
che lo scopo del nostro intervento sia semplicemente quello di diminuire
di 24 unità il numero dei cormorani presenti sul lago di Como. Come se
24 uccelli in meno da sfamare potessero cambiare la situazione a favore
della fauna ittica. La realtà è molto diversa: abbattendo alcuni
esemplari (non più di due al giorno e di 24 in totale) in
corrispondenza delle aree dove sono presenti le alborelle, si vuole fare
in modo che i cormorani associno mentalmente a tali zone una situazione
di forte pericolo e, quindi, se ne tengano alla larga. Non si tratta di
una pretesa campata per aria. UNA SPECIE MOLTO INTELLIGENTE
- «I cormorani hanno notevoli capacità di apprendimento e sono in
grado di nutrirsi di numerose specie ittiche. D'inverno, nella zona
litorale, le alborelle si raggruppano in non più di due o tre aree, che
sono quelle che vogliamo salvaguardare a tutti i costi. Se riusciamo a
fare in modo che i cormorani si spostino altrove e si mettano a mangiare
altri pesci, per noi il problema è risolto.Va quindi ancora ribadito
che 24 è il numero massimo di cormorani che potranno essere abbattuti e
non il numero di cormorani che verranno comunque soppressi. Dopo un
primo intervento, infatti, gli abbattimenti verranno ripetuti solo nel
momento in cui l'effetto dissuasivo dovesse cessare. Non è detto,
quindi, che sia necessario raggiungere il tetto massimo prestabilito.
EUROPA: CORMORANI IN ESPANSIONE- Un altro aspetto strettamente
tecnico che occorre ribadire con forza è che, dimenticando ogni
ideologia e affrontando la questione solo sotto il profilo della
gestione faunistica, oggi l'alborella merita molte più attenzioni del
cormorano. Come ha giustamente osservato il professor Grimaldi, nel 2004
il cormorano può essere considerato una specie che gode di ottima
salute, grazie al tasso di incremento elevatissimo di cui ha goduto
negli ultimi anni. Non è un caso che in tutta Europa si stia cercando
di intervenire per limitare il suo impatto sui popolamenti ittici.
ALBORELLA:RISCHIO DI ESTINZIONE - «La nostra alborella, al
contrario, specie che è presente solo nel Nord Italia, è in netto
declino in tutto il suo areale di distribuzione, al punto che in molti
laghi è considerata praticamente estinta. Non va dimenticato che
l'unico lago che ospita ancora un popolamento di alborelle di una certa
consistenza è proprio il lago di Como. E questo grazie agli sforzi
compiuti dalla Provincia di Como e ai sacrifici di cui si sono fatti
carico i pescatori. La cattura di questa specie è infatti stata vietata
per diversi anni e ora è regolata da severissime limitazioni (basti
dire che il prelievo effettuato dai pescatori è almeno dieci volte
inferiore a quello operato dagli uccelli ittiofagi). Per la Provincia il
recupero dell'alborella è un obiettivo prioritario e non affrontare il
problema degli uccelli ittiofagi sarebbe stato un grave peccato di
omissione. Ci si può accusare di tutto, in questa vicenda, ma non di
essere ipocriti. RINALDIN CONCLUDE:
ANCHE I PESCATORI HANNO PAGATO DAZIO - Se c'è un
merito che ci viene universalmente riconosciuto, questo è quello di
aver affrontato prima di tutti gli altri e con molta serietà il
problema della diminuzione dell'alborella. Quando c'è stato da gestire
il conflitto con i pescatori che, ricordiamolo, erano storicamente
abituati a pescare alborelle senza limitazioni di sorta, non ci siamo
tirati indietro e abbiamo fatto fino in fondo la nostra parte. E adesso,
che i problemi sono sorti con gli animalisti e i difensori dei diritti
degli animali (non dei pesci, però!), siamo decisi a fare altrettanto».
*** Riportiamo ora l'intervento di Corrado Toscani, Corrado Toscani,
presidente dell'Associazione Pescatori Allevatori Trasformatori di pesce
della Lombardia «Così come è stato esposto, l'argomento ci sembra
trattato in modo un po' troppo ideologico (animalismo sì/pesca no o
viceversa) ma il lettore che non conosce né i problemi della pesca né
il comportamento dei cormorani, non riesce certamente a capire perché
è giusto procedere a questo abbattimento limitato, o perché gli
amministratori si "intestardiscono" in una posizione
evidentemente impopolare (tanto impopolare che il presidente della
Provincia ha sospeso questa decisione)». PESCA:ATTIVITA'
ECONOMICAIMPORTANTE PERILLARIO - «Può sembrare una
posizione scontata, la nostra, che è senz'altro favorevole al
ripristino del provvedimento preso dalla Provincia (e anzi attraverso i
pescatori professionisti nostri iscritti, è stato più volte
sollecitato), ma cerchiamo di far capire che lo siamo non per gretto
egoismo o per indifferenza verso i sentimenti di chi ama vedere gli
animali liberi e felici, ma perché riteniamo che si possa utilmente
intervenire sia a difesa dei legittimi interessi dei pescatori che
svolgono sul Lario una attività economica importantissima per sé e per
il turismo legato alla ristorazione, sia a difesa di un equilibrio
faunistico e naturalistico che pensiamo faccia piacere a tutti».
CORMORANI, SVASSI E GABBIANI - Qualche dato: sul Lario nel
periodo invernale si insediano circa 300 cormorani (che, ricordiamolo,
non appartengono alla fauna del lago) più altri 1000 svassi ed un
numero imprecisato di gabbiani. Messo assieme il consumo annuo di
alborelle imputabile alle tre specie, si ha il "rispettabile"
risultato di non meno di 200 quintali di questo prezioso ciprinide. Ci
si potrebbe obiettare , a questo punto, che abbatterne 24 su 300 non
risolverebbe niente. Non è così, riteniamo invece che la scelta della
Provincia, approvata dall'Infs (Istituto Nazionale Fauna Selvatica), che
non è certo di manica larga nel concedere abbattimenti di selvatici,
sia utile ed efficace. Il cormorano infatti è un uccello molto
sospettoso e diffidente e, quando vede il pericolo (e lo vede quando un
suo simile viene ucciso) si sposta di qualche chilometro e rimane
lontano per diverso tempo. E' vero che si sposta in un altro punto del
lago, ma poiché le zone dove si radunano le alborelle sono limitate, è
sufficiente allontanarli da lì e lasciare che nel nuovo posto si cibino
liberamente di scardole e bottatrici che sono pesci di cui non c'è
scarsità come invece è per l'alborella.
NON VOGLIAMO NESSUNA ESTINZIONE - Insomma crediamo che sia
chiaro che non vogliamo l'estinzione né dei cormorani né degli svassi
(anche di questi uccelli che mangiano giornalmente 100/120 grammi di
alborelle ciascuno ve ne sono sul Lario 1000 esemplari nel periodo
invernale, per un consumo di altri 120 quintali) e nemmeno dei gabbiani,
ma riteniamo che, come ai pescatori è stato chiesto per tre anni di
rinunciare alla pesca delle alborelle, e lo hanno fatto con sacrificio,
anche gli uccelli ittiofagi devono fare la loro parte, rinunciando a
qualche alborella. PESCATORI SCONFITTI 10 A 2 (QUINTALI) -
Ai pescatori di professione è concesso complessivamente di pescare 20
quintali di alborelle all'anno, mentre i cormorani, svassi e gabbiani ne
mangiano non meno di 200 quintali. Pensiamo di avere dato un contributo
di chiarezza e cercato di evitare la, purtroppo frequente,
criminalizzazione di una categoria». |
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La Provincia -
05/12/2004 |
E-mail /
1 E-mail / 2 L'intervento di tre esperti «E' una scelta su basi scientifiche per tutelare la vita delle alborelle» |
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Lettera aperta: Polemiche ovvie ma la scelta è necessaria le lettere di protesta «È una decisione assurda che va annullata subito»
E-Mail dall'Italia |
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la querelle Sono 40 i professionisti. Con le alborelle, se non le mangiano i predatori, guadagnano 400 euro all'anno |
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avviso ai naviganti
Abbattiamo i pescatori |
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I Verdi e le associazioni ambientaliste lanciano una campagna nazionale per
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Il caso Gli ambientalisti si dicono pronti a mobilitarsi per i 24 pennuti destinati ad essere uccisi con le doppiette «Uccidiamo i cormorani per salvare i pesci» L'assessore Rinaldin spiega il via libera di Villa Saporiti all'abbattimento dei volatili nelle aree delle
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la querelle L'esecutivo ha deciso di ridurre del 15% il numero degli uccelli per far ripopolare le alborelle su sollecito dei pescatori «Uccidete 24 cormorani»: bufera a Villa Saporiti Sono accusati di mangiare troppi pesci. |
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| data 20/11/2004 |
aggiorn. 19/11/2004 |
loc.-reg.-naz. |
ARGOMENTI cormorani |
fonte | note |