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COME E PERCHE' TI AMMAZZO I CORMORANI A COMO
Il lago di Como ha una notevole popolazione di alborelle, una notevolissima popolazione di pescatori dilettanti e una quarantina di pescatori professionisti, dei catamarani che provocano ondate notevoli sulle rive, danneggiando anche i siti di deposizione delle uova delle alborelle e un Ente per la regolazione del lago che fa salire e scendere le acque soprattutto sulla base delle esigenze agricole della pianura padana (e quanto l'abbassamento possa danneggiare i siti di deposito delle uova delle alborelle è tutto da stabilire). Le alborelle vengono pescate per divertimento dai pescatori dilettanti, per mestiere dai professionisti, e per sopravvivere da svassi e (in misura minore) dai cormorani. La pesca delle alborelle da parte dei pescatori professionisti è stata vietata per sei anni (1997-2002) e quella per i pescatori dilettanti è stata soggetta a restrizioni (anche se si sa che i controlli son quel che possono essere) e, guarda caso, le alborelle sono aumentate. I pescatori però vogliono continuare a divertirsi come prima e quindi dapprima hanno fatto pressione sulla precedente Amministrazione Provinciale affinché venissero presi seri provvedimenti contro gli svassi, uccellacci ingordi che mangiavano quelle che considerano le "loro" alborelle. Accopparne un po' avrebbe dato ai "cacciatori acquatici" la sensazione che si stava facendo qualcosa di concreto per le loro sacrosante esigenze e quindi venne approvato il piano di abbattimento; si sono sollevate però subito le proteste ambiental-animaliste che chiedovano una maggiore documentazione probatoria prima di procedere all'esecuzione. Le prove indiscutibili non arrivano e quindi l'esecuzione venne temporaneamente annullata, con palese sconcerto dei pescatori. D'altronde gli svassi sono anche fotogenici e quindi accopparli non è facile. I
pescatori non demordono e quindi si passa ai cormorani, più
bruttini degli svassi. Viene stilata una relazione tecnica e il 18
novembre 2004 la Giunta provvede ad approvare all'unanimità
l'abbattimento immediato di 24 cormorani, sulla base del principio che
"così imparano"; non stiamo scherzando; dichiara infatti
l'assessore che: Effettuare abbattimenti a scopo dissuasivo significa fare in modo che i cormorani, associando ad alcune aree (quelle di presenza delle alborelle) una situazione di forte pericolo, si spostino di pochi chilometri e si mettano, in tutta tranquillità
(sic!), a mangiare scardole e bottatrici. Purtroppo non è possibile ottenere questo effetto in modo incruento. I cormorani - a sorpresa - sono tuttavia insospettabilmente più popolari del previsto e - grazie al risalto dato dal quotidiano locale La Provincia - il problema viene sollevato con forza. E qui si evidenzia l'enorme difficoltà di sostenere le ragioni dell'Amministrazione Provinciale. La relazione tecnica si basa su una ricerca triennale in collaborazione con l'Università dell'Insubria. Da essa risulta che gli svassi dovrebbero ingurgitare circa 13 tonnellate di pesce all'anno, quasi tutte alborelle, mentre i cormorani 9 tonnellate di pesce, ma solo in misura secondaria alborelle. Leggiamo
l'assunto principale: “gli uccelli ittiofagi non sembrano
rappresentare la principale e unica causa di regolazione della
popolazione dell’alborella, ma è “possibile” che un’eccessiva
predazione esercitata dagli uccelli ittiofagi “possa
rappresentare” un ostacolo alla lenta fase di recupero in atto”. L'Università
spiega che la strategia da adottare sarà differente a seconda
che si voglia seguire un'impostazione protezionistica o
"utilitaristica", "in base all'importanza che che gli
enti responsabili della gestione faunistica dei territori provinciali
vorranno riconoscere anche alle esigenze e alle istanze delle diverse
componenti socio-economiche interessate"; in pratica dipende
tutto da chi riesce a "urlare" di più... La ricerca dell'Università dell'Insubria segnala l'importanza di svolgere dapprima tutti gli interventi dissuasivi incruenti prima di passare a quelli "cruenti". Le associazioni ambientaliste e animaliste sono state naturalmente tenute all'oscuro di tutti gli interventi fatti e adesso arriva una delibera di abbattimento in cui si legge fra l'altro: "preso atto che in data 09 novembre 2004 la principale associazione di pescatori dilettanti (APS - Como FIPSAS) e la principale associazione di pescatori professionisti (C.I.A.) hanno formalmente sollecitato l'intervento urgente della Provincia per arrestare la predazione dei cormorani sull'alborella" Ecco quindi la "radice" dell'intervento: i pescatori dilettanti (molto numerosi) e quelli professionisti (assai pochi); questi ultimi possono avere un danno massimo (se non pescano niente) di 400 euro all'anno, come dichiarato da loro stessi. E per questo l'Assessore Rinaldin dichiara "E' una decisione necessaria per tutelare l'interesse dell'uomo e quindi di pescatori che basano sulla pesca la sussistenza dei loro nuclei familiari rispetto a quello degli animali. Finché mi troverò a dover prendere decisioni pubbliche metterò sempre al primo posto l'uomo". Con 400 euro all'anno si pone in difficoltà la sussistenza di un nucleo familiare? Quante alborelle realmente pescano i pescatori professionisti? Chi li controlla, se la stessa Amministrazione Provinciale dichiara di non avere neppure gli uomini per "attuare con successo gli interventi dissuasivi di tipo diretto" Quante ne pescano i pescatori dilettanti che vengono anche da fuori provincia e che si ammassano a frotte lungo la riva ogni giorno? Ancora una volta gli animali che devono mangiare per vivere vengono sacrificati per far fronte alle esigenze di divertimento. L'abbattimento è stato sospeso per qualche giorno, giusto il tempo di sentire le associazioni ambientaliste e animaliste. Scriviamo quindi per esprimere la nostra protesta al Presidente della Provincia di Como |
| data 14/11/2004 |
aggiorn. | loc.-reg.-naz. Como |
ARGOMENTI cormorani |
fonte | note |