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CATTOLICESIMO E ANIMALI: TRA GESUITI .... *se
volete passare subito alle proteste, cliccate qui
La prima pagina del numero di gennaio del Notiziario era stata
dedicata ad alcuni segnali molto positivi per gli animali che permettevano
di intravedere la possibilità di un futuro “riconoscimento dei diritti
degli animali” a pieno titolo anche da parte della religione cattolica. In
particolare ci riferivamo alle affermazioni del prof. Paolo de Benedetti.
Questa volta dobbiamo invece aprire con
due segnali negativi: il primo - che conoscerete già - proviene da quelli
che possiamo definire i nemici "storici" dei diritti degli
animali, cioè i gesuiti; storici perché possiamo leggere come già nel
1907 il gesuita tomista Viktor Katherin scriveva in "La morale
cattolica esposta nelle sue premesse
e nelle sue linee
fondamentali": Il bruto
( = animale ndr) non possiede diritti di sorta (...) L'uomo
non solo non ha verso i
bruti dei doveri giuridici ma nemmeno doveri di altro genere (...) Come
dovremmo avere dei doveri verso creature che possiamo a nostro capriccio
fare a pezzi, arrostire e mangiare?
Il motivo intrinseco è che l'animale non è
persona ossia non è creatura
ragionevole, sussistente per sé, ma semplice mezzo per il nostro fine.
(citazione riportata nell’opera di Gino Ditadi, I filosofi e gli
animali, Isonomia Editrice)
Cambia però adesso, rispetto al gesuita
di cent'anni or sono, la considerazione degli animali. Leggiamo infatti
nello stesso articolo: Ciò però non può voler dire che gli animali
siano, come pensava Cartesio, macchine senzienti né che siano, come
i minerali e le piante, esseri di cui l'uomo possa disporre a suo piacere
e suo vantaggio, senza tener conto che essi provano piacere e dolore, gioia
e sofferenza, fatica e stanchezza.
Dato che l'uomo non è il padrone della
creazione, ma il suo custode, non può esserne il distruttore, aggiungono;
seguono poi la spiegazione sulla liceità della sperimentazione, la condanna
dei cacciatori per divertimento e la contestazione
che vi siano prodotti costosissimi per alimentare e vestire gli
animali, prendendo ad esempio la collezione Gucci Dog e affrontandola con i
soliti stereotipi dei morti per fame ecc, ma dimenticando di segnalare con
altrettanta veemenza che i prodotti di lusso ad uso umano comportano uno
spreco molto ma molto maggiore.
Quest'ultima argomentazione, come
vedremo, ci ricollegherà ai padri comboniani; prima però notiamo con
interesse come i gesuiti abbiano fatto metà del cammino: non possono più
dire, nell'attuale contesto sociale, che gli animali sono creature che
possiamo a nostro capriccio fare a pezzi, arrostire e
mangiare; non possiamo escludere che lo pensino ancora, ma
sicuramente si vergognerebbero di dirlo. Passato, presente e futuro
Sugli schiavi e sulle donne…
"Con gli schiavi" - Tutti
coloro che sono sotto il giogo della schiavitù stimino i loro
padroni degni di ogni rispetto, affinché non si dica male del nome di
Dio né della sua dottrina. Quelli, invece, che hanno padroni
cristiani, non pensino di poterli disprezzare con il pretesto
che sono fratelli, anzi, li servano con maggior impegno,
proprio perché sono credenti e cari a Dio.
Ecco le cose che devi insegnare e raccomandare.
. ..dalla
pena di morte alla tortura..
"Giordano del quondam Giouanni Bruni frate apostata da
Nola di Regno", questa la sentenza del 17 febbraio 1600, "eretico
impenitente; il quale esortato da nostri fratelli con ogni carità a tutti
chiamare due padri di san Domenico, due del Giesu, due della Chiesa Nuoua e
uno di san Girolamo, i quali con ogni affetto et con molta dottrina
mostrandoli l'errora suo, finalmente stette sempre nella sua maledetta
ostinatione, aggirandosi il ceruello e l'intelletto con mille errori e vanità,
et ansi peseuerò nella sua ostinatione che da ministri di giustitia fu
condotto in Campo di Fiore e quivi spogliato nudo e legato a un palo fu
brusciato vivo, acconpagniato sempre dalla nostra Compagnia cantando le
letanie e li confortatori sino al ultimo punto confortandolo allassar la
sua ostinatione, con la quale finalmente finì la sua misera et infelice
vita" (Italo Mereu, Storia
dell'intolleranza in Europa. Sospettare e punire: l'inquisizione come
modello di violenza legale, Milano, Bompiani, 1988).
Come vedete la pena di morte, seppure allietata dalla “compagnia
cantante” era ben accetta alla Chiesa e nello stesso volume viene spiegato
il “rigoroso esame” (tortura) cui gli inquisitori sottoponevano i
malcapitati. …
per finire all’ebraismo
Tempi lontani? Allora prendiamo ad esempio come in campo cattolico
veniva considerato l’ebraismo solo alcuni decenni addietro:
Continua, pur facendosi più rara, la
difesa della cristianità dall’infezione talmudica. (…). In
questi ultimi tempi si son fatti tentativi anche da parte cattolica, anzi
ecclesiastica, per smussare e scolorire la fiera lotta di Papi concilii,
vescovi, dottori eminenti nel clero contro l’immane pericolo
dell’ebraismo rabbinico.
Si noti che queste piacevoli
affermazioni non sono il frutto di un qualche cristiano estremista, ma sono
un piccolo estratto dell’opera in più volumi Storia sociale della
Chiesa, edita dalla Vallardi e scritta da mons. Umberto Benigni nei
primi tre decenni del ‘900, cioè solo alcuni decenni or sono. Ogni
volume riporta l’imprimatur della Curia di Milano, per cui significa che ne
riceveva la piena approvazione! L’opera, pur condannando gli eccessi di violenza nei confronti dell’ebraismo, esprime innegabilmente un malcelato disprezzo nei suoi confronti: “infezione talmudica” e “immane pericolo dell’ebraismo rabbinico” sono definizioni molto espressive del pensiero dell’autore. Eppure lentamente nel tempo la parte inizialmente minima della Chiesa favorevole alle donne, quella contro la schiavitù, contro la tortura e la pena di morte come quella per il dialogo e il rispetto dell’ebraismo è cresciuta ed è riuscita a scardinare e superare le posizioni dominanti da San Paolo a monsignor Benigni. Ecco quindi un esempio chiaro e concreto del perché possiamo e dobbiamo continuare a lavorare per i diritti degli animali nella società: sicuramente un giorno anche la piccola minoranza esistente nella Chiesa a favore dei diritti degli animali riuscirà a prevalere e le dichiarazioni attuali dei gesuiti sugli animali risulteranno inaccettabili quanto lo sono oggi quelle “storiche” sopra riportate. .... E COMBONIANI
E veniamo ora ai comboniani. I
comboniani sono considerati i più "socialmente progressisti" tra
gli esponenti del clero, essendo molto attivi nel contrastare la
globalizzazione e per la difesa della pace, come padre Alex Zanotelli. Ma
purtroppo, come vedremo, il loro pacifismo non raggiunge gli animali.
Il 20 giugno 2003 ricevo una e-mail che comincia così: Un
caldo abbraccio di Pace dai Missionari Comboniani.
Vi scriviamo perchè
crediamo nel costruire reti di solidarietà e di cammini per la giustizia e
la pace. Vogliamo
segnalarvi il nostro sito www.giovaniemissione.it, che rappresenta
"on-line" quello che è il cammino del G.I.M. (Giovani Impegno
Missionario), cammino di spiritualità missionaria che portiamo avanti per e
con i giovani. Si
segnala anche una mostra Tutti
giù per terra –
provocazioni per uno sviluppo sostenibile. I 14 pannelli a colori (1m x
70cm) presentano: Il nostro mondo oggi - Cambiare rotta – Un mondo diverso
è possibile. Destinatari: scuole, biblioteche, parrocchie, centri culturali
e associativi, ecc. un
visitatore di questa mostra mi scrisse perché rimase particolarmente
sconcertato nelle leggere le voci in un pannello dedicato agli sprechi:
In pratica eravamo al solito pregiudizio che chi dà cibo agli
animali commette uno spreco riprovevole; Ho allora risposto alla e-mail
così, cercando di essere il più “dialogante” possibile:
Vi ringrazio per la comunicazione; sono un attivista del movimento
animalista, per lungo tempo nell'Associazione Vegetariana fondata da
Aldo Capitini, che ben conoscete a livello di messaggio pacifista.
Ritengo anche che quello che viene definito animalismo (in
realtà biocentrismo) abbia senso solo se inteso come allargamento della
sensibilità verso tutti gli esseri viventi, così come la pace - come
diceva Capitini - può cominciare anche dal cibo che mangiamo. In
altre parole, la semplice tutela degli esseri non umani rischia di essere
sterile se non soggetta da un'adeguata visione spirituale che veda umani e
non umani degni di pieno rispetto in quanto espressioni di vita(…)
La Vostra appare una delle sezioni più aperte della Chiesa. Per questo sono
rimasto molto dispiaciuto per quanto ricevuto da un nostro
socio relativamente alla Vostra mostra "tutti giù per
terra", che riporto sotto, in quanto condivido appieno la sua
critica.
Prima però di segnalare quanto scrittomi dal socio a tutti gli
altri attivisti, vorrei sapere da parte Vostra se avete nel frattempo
modificato quanto da Voi inserito nella mostra in tema di
"sprechi". (…) Resto in attesa di un Vostro gradito
riscontro e Vi saluto cordialmente. caro
amico Roberto… Dopo due mesi, sollecito risposta
e scrive allora padre Dario:
Caro amico Roberto, grazie per la sua provocazione. Condividiamo le
sue idee riguardo al biocentrismo rispetto all'antropocentrismo. Siamo
convinti che una corretta visione biblica metta al centro la Creazione e
l'uomo come 'custode' e non 'dominatore' di essa. In questi tempi è un
messaggio più che mai urgente ed è anche uno dei temi chiave della nostra
mostra "Tutti giù per terra". dagli amici mi guardi Iddio? Caro
Padre Dario, (…):
il fatto di considerare la spesa per il cibo degli animali una spesa
secondaria ed addirittura "assurda" trasmette proprio
l'idea di una condanna morale. Il messaggio che risulta
dal vostro cartello è che i soldi spesi per dare da mangiare
agli animali sono un vergognoso spreco, come per gli altri
componenti e si giustifica perfettamente con la visione di esseri
inferiori che la quasi totalità della Chiesa ha degli animali. Nessuna risposta da padre Dario.
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| data 27/12/2003 |
aggiorn. | loc.-reg.-naz. Italia |
ARGOMENTI animali e religione |
fonte Civilt' Cattolica |
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