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Animalitalia    Notiziario Animalista
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CATTOLICESIMO E ANIMALI:  TRA GESUITI ....

*se volete passare subito alle proteste, cliccate qui

    La prima pagina del numero di gennaio del Notiziario era stata dedicata ad alcuni segnali molto positivi per gli animali che permettevano di intravedere la possibilità di un futuro “riconoscimento dei diritti degli animali” a pieno titolo anche da parte della religione cattolica. In particolare ci riferivamo alle affermazioni del prof. Paolo de Benedetti.

   Questa volta dobbiamo invece aprire con due segnali negativi: il primo - che conoscerete già - proviene da quelli che possiamo definire i nemici "storici" dei diritti degli animali, cioè i gesuiti; storici perché possiamo leggere come già nel 1907 il gesuita tomista Viktor Katherin scriveva in "La morale cattolica esposta nelle sue  premesse  e nelle  sue linee fondamentali":  Il bruto ( = animale ndr) non possiede diritti di sorta (...) L'uomo  non  solo non ha verso i bruti dei doveri giuridici ma nemmeno doveri di altro genere (...) Come dovremmo avere dei doveri verso creature che possiamo a nostro capriccio fare a pezzi, arrostire e  mangiare? Il motivo intrinseco è che l'animale non è  persona ossia non è  creatura ragionevole, sussistente per sé, ma semplice mezzo per il nostro fine. (citazione riportata nell’opera di Gino Ditadi, I filosofi e gli animali, Isonomia Editrice)     Molti ricorderanno che dalla rivista dei gesuiti, Civiltà Cattolica, sono partiti in passato altri attacchi contro i difensori dei diritti degli animali e i vegetariani.    Occasione per il nuovo intervento è stata l'approvazione da parte della Camera dei Deputati  del progetto di legge sul nuovo articolo 727 relativo ai maltrattamenti agli animali che prevedeva la possibilità dell'arresto in determinati casi.

   Viene anche presa in considerazione la Dichiarazione universale dei diritti dell'animale approvata nella sede dell'Unesco a Bruxelles  il 27 gennaio 1978, definendo senza senso i due articoli in cui si afferma che tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all'esistenza e che i diritti dell'animale devono essere difesi dalla legge come i diritti dell'uomo.    Ed è in particolare commentando il secondo che ritorna l'asserzione, seppure molto più addolcita, del nostro Viktor Katherin. Leggiamo: in realtà, gli animali non  hanno diritti.  Il diritto è una prerogativa dell'essere spirituale. Il motivo profondo è che il diritto è una prerogativa della persona, in quanto essere spirituale, e non soltanto materiale (segue una precisa interpretazione ragionata). In conclusione, i diritti sono legati al carattere spirituale personale dell'uomo. Perciò gli animali, che non sono esseri spirituali personali, non hanno "diritti". Non si può quindi parlare in assoluto di "diritti degli animali”.

    Cambia però adesso, rispetto al gesuita di cent'anni or sono, la considerazione degli animali. Leggiamo infatti nello stesso articolo: Ciò però non può voler dire che gli animali siano, come pensava Cartesio, macchine senzienti né che siano, come i minerali e le piante, esseri di cui l'uomo possa disporre a suo piacere e suo vantaggio, senza tener conto che essi provano piacere e dolore, gioia e sofferenza, fatica e stanchezza.   Dato che l'uomo non è il padrone della creazione, ma il suo custode, non può esserne il distruttore, aggiungono; seguono poi la spiegazione sulla liceità della sperimentazione, la condanna dei cacciatori per divertimento e la contestazione  che vi siano prodotti costosissimi per alimentare e vestire gli animali, prendendo ad esempio la collezione Gucci Dog e affrontandola con i soliti stereotipi dei morti per fame ecc, ma dimenticando di segnalare con altrettanta veemenza che i prodotti di lusso ad uso umano comportano uno spreco molto ma molto maggiore.

   Quest'ultima argomentazione, come vedremo, ci ricollegherà ai padri comboniani; prima però notiamo con interesse come i gesuiti abbiano fatto metà del cammino: non possono più dire, nell'attuale contesto sociale, che gli animali sono creature che possiamo a nostro capriccio fare a pezzi, arrostire e  mangiare; non possiamo escludere che lo pensino ancora, ma sicuramente si vergognerebbero di dirlo. 

Passato, presente e futuro 

   Molti, nel leggere queste righe, avranno pensato che non ci sarà mai speranza di cambiamento nella Chiesa Cattolica nei confronti degli animali. Non è così. Vi sono tanti esempi di cambiamenti radicali da parte della Chiesa: oggi la Chiesa è contro la schiavitù e il razzismo, è per il rispetto dei diritti della donna, si dichiara contraria alla tortura ed alla pena di morte e negli ultimi decenni ha assunto una posizione di rispetto e dialogo nei confronti della cultura e della religione ebraiche (basti ricordare la “storica” visita di Giovanni Paolo II alla Sinagoga).

 Sugli schiavi e sulle donne…

   "Con gli schiavi" - Tutti coloro che sono sotto il giogo della  schiavitù stimino i loro padroni degni di ogni rispetto, affinché non si dica male del nome di Dio  né della sua dottrina. Quelli, invece, che hanno padroni cristiani, non pensino di poterli disprezzare con  il  pretesto  che sono fratelli, anzi, li servano con maggior  impegno,  proprio  perché sono credenti e cari a Dio.  Ecco le cose che devi insegnare e raccomandare.                  .
    La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all'uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia                .      
 
   Queste le belle cose da insegnare secondo San Paolo, uno dei pilastri spirituali della Chiesa, nella  prima lettera a Timoteo. Ve lo immaginate Giovanni Paolo II fare queste belle affermazioni durante la visita nel Sudafrica segregazionista o a un convegno di donne cattoliche?

..dalla pena di morte alla tortura..

    "Giordano del quondam Giouanni Bruni frate apostata da Nola di Regno", questa la sentenza del 17 febbraio 1600, "eretico impenitente; il quale esortato da nostri fratelli con ogni carità a tutti chiamare due padri di san Domenico, due del Giesu, due della Chiesa Nuoua e uno di san Girolamo, i quali con ogni affetto et con molta dottrina mostrandoli l'errora suo, finalmente stette sempre nella sua maledetta ostinatione, aggirandosi il ceruello e l'intelletto con mille errori e vanità, et ansi peseuerò nella sua ostinatione che da ministri di giustitia fu condotto in Campo di Fiore e quivi spogliato nudo e legato a un palo fu brusciato vivo, acconpagniato sempre dalla nostra Compagnia cantando le letanie e li confortatori sino al ultimo punto confortandolo allassar la sua ostinatione, con la quale finalmente finì la sua misera et infelice vita" (Italo Mereu, Storia dell'intolleranza in Europa. Sospettare e punire: l'inquisizione come modello di violenza legale, Milano, Bompiani, 1988).   Come vedete la pena di morte, seppure allietata dalla “compagnia cantante” era ben accetta alla Chiesa e nello stesso volume viene spiegato il “rigoroso esame” (tortura) cui gli inquisitori sottoponevano i malcapitati.  

… per finire all’ebraismo 

   Tempi lontani? Allora prendiamo ad esempio come in campo cattolico  veniva considerato l’ebraismo solo alcuni decenni addietro:   Continua, pur facendosi più rara, la difesa della cristianità dall’infezione talmudica. (…). In questi ultimi tempi si son fatti tentativi anche da parte cattolica, anzi ecclesiastica, per smussare e scolorire la fiera lotta di Papi concilii, vescovi, dottori eminenti nel clero contro l’immane pericolo dell’ebraismo rabbinico.

   Si noti che queste piacevoli affermazioni non sono il frutto di un qualche cristiano estremista, ma sono un piccolo estratto dell’opera in più volumi Storia sociale della Chiesa, edita dalla Vallardi e scritta da mons. Umberto Benigni nei primi tre decenni del ‘900, cioè solo alcuni decenni or sono. Ogni volume riporta l’imprimatur della Curia di Milano, per cui significa che ne riceveva la piena approvazione! 

   L’opera, pur condannando gli eccessi di violenza nei confronti dell’ebraismo, esprime innegabilmente un malcelato disprezzo nei suoi confronti: “infezione talmudica” e “immane pericolo dell’ebraismo rabbinico” sono definizioni molto espressive del pensiero dell’autore.  Eppure lentamente nel tempo la parte inizialmente minima della Chiesa favorevole alle donne, quella contro la schiavitù, contro la tortura e la pena di morte come quella per il  dialogo e il rispetto dell’ebraismo  è cresciuta ed è riuscita a scardinare e superare le posizioni dominanti da San Paolo a monsignor Benigni.  Ecco quindi un esempio chiaro e concreto del perché possiamo e dobbiamo continuare a lavorare per i diritti degli animali nella società: sicuramente un giorno anche la piccola minoranza esistente nella Chiesa a favore dei diritti degli animali riuscirà a prevalere e le dichiarazioni attuali dei gesuiti sugli animali risulteranno inaccettabili quanto lo sono oggi quelle “storiche” sopra riportate.

.... E COMBONIANI

  UNO SPRECO ASSURDO? 
IL CIBO PER ANIMALI, NATURALMENTE

  E veniamo ora ai comboniani. I comboniani sono considerati i più "socialmente progressisti" tra gli esponenti del clero, essendo molto attivi nel contrastare la globalizzazione e per la difesa della pace, come padre Alex Zanotelli. Ma purtroppo, come vedremo, il loro pacifismo non raggiunge gli animali.   

   Il 20 giugno 2003 ricevo una e-mail che comincia così: Un caldo abbraccio di Pace dai Missionari Comboniani. Vi scriviamo perchè crediamo nel costruire reti di solidarietà e di cammini per la giustizia e la pace. Vogliamo segnalarvi il nostro sito www.giovaniemissione.it, che rappresenta "on-line" quello che è il cammino del G.I.M. (Giovani Impegno Missionario), cammino di spiritualità missionaria che portiamo avanti per e con i giovani.

Si segnala anche una mostra

Tutti giù per terra – provocazioni per uno sviluppo sostenibile. I 14 pannelli a colori (1m x 70cm) presentano: Il nostro mondo oggi - Cambiare rotta – Un mondo diverso è possibile. Destinatari: scuole, biblioteche, parrocchie, centri culturali e associativi, ecc.

un visitatore di questa mostra mi scrisse perché rimase particolarmente sconcertato nelle leggere le voci in un pannello dedicato agli sprechi:

  • cosmetici negli USA

  • Gelati in Europa

  • profumi in Europa e USA

  • cibo per animali in Europa e USA

  • sigarette in Europa

  • alcolici in Europa

  • droga nel mondo

  • spese militari nel mondo

  • pubblicità negli USA

     In pratica eravamo al solito pregiudizio che chi dà cibo agli animali commette uno spreco riprovevole; Ho allora risposto alla e-mail così, cercando di essere il più “dialogante” possibile:

   Vi ringrazio per la comunicazione; sono un attivista del movimento animalista, per lungo tempo nell'Associazione Vegetariana fondata  da Aldo Capitini, che ben conoscete a livello di messaggio pacifista.   Ritengo anche che   quello che viene definito animalismo (in realtà biocentrismo) abbia senso solo se inteso come allargamento della sensibilità verso tutti gli esseri viventi, così come la pace - come diceva Capitini - può cominciare  anche dal cibo che mangiamo. In altre parole, la semplice tutela degli esseri non umani rischia di essere sterile se non soggetta da un'adeguata visione spirituale che veda umani e non umani degni di pieno rispetto in quanto espressioni di vita(…)   La Vostra appare una delle sezioni più aperte della Chiesa. Per questo sono rimasto molto dispiaciuto per quanto ricevuto da un nostro socio relativamente alla Vostra mostra  "tutti giù per terra",  che riporto sotto, in quanto condivido appieno la sua critica.    Prima però di segnalare quanto scrittomi dal socio a tutti gli altri attivisti, vorrei sapere da parte Vostra se avete nel frattempo modificato quanto da Voi inserito nella mostra in tema di "sprechi". (…)   Resto in attesa di un Vostro gradito riscontro e Vi saluto cordialmente.

caro amico Roberto…

 Dopo due mesi, sollecito risposta e scrive allora padre Dario:

    Caro amico Roberto, grazie per la sua provocazione. Condividiamo le sue idee riguardo al biocentrismo rispetto all'antropocentrismo. Siamo convinti che una corretta visione biblica metta al centro la Creazione e l'uomo come 'custode' e non 'dominatore' di essa. In questi tempi è un messaggio più che mai urgente ed è anche uno dei temi chiave della nostra mostra "Tutti giù per terra".
  
Riguardo alla vostra protesta relativa al riquadro che cita il 'cibo per animali', segnalo che si trova affiancato non solo alle spese per armi o droghe, ma anche per gelati, cosmetici e profumi.
  
Insomma, è nostro interesse segnalare l'assurda ingiustizia dell'uso dei beni da parte della nostra società. Non condanniamo i gelati, e nemmeno i profumi (!)... ma ci sembrano spese assolutamente secondarie rispetto alle urgenze di un'umanità condannata alla fame. Altrettanto secondarie e assurde  ci sembrano le spese per "Cibo per animali", dato che la natura stessa provvede ai cicli alimentari e una naturale convivenza tra il genere umano e quello animale non dovrebbe portare alla produzione di sofisticati cibi iperproteici in lattina per animali, ma educarci al riutilizzo delle risorse di cui disponiamo.
  
Ho vissuto anni con cani e gatti e non ho mai sentito il bisogno di nutrirli con Kitekat, Wiskhas o Ciappi, che -tra l'altro- appartengono alla stessa multinazionale (Mars) che fattura più di diecimila miliardi annui. Non accettiamo di alimentare questo tipo di giri di denaro.
  
Al di là di queste questioni, siamo convinti dell'importanza del cammino insieme a voi, che sostenete la centralità della difesa dell'ambiente e degli animali. Cerchiamo forme di collaborazione, per una creazione che viva in pienezza ed equilibrio!
   
Grazie per la vostra attenzione e un abbraccio di pace, p. dàrio

dagli amici mi guardi Iddio?

 Caro Padre Dario,

 (…): il fatto di considerare la spesa per il cibo degli animali una spesa secondaria ed addirittura "assurda"  trasmette proprio  l'idea di una condanna morale.  Il messaggio che risulta dal  vostro cartello è che i soldi spesi per dare da mangiare agli animali sono un vergognoso spreco, come per gli altri componenti  e si giustifica perfettamente con la visione di esseri inferiori che la quasi totalità della Chiesa ha degli animali.
  In realtà chi spende i propri soldi per gelati, cosmetici ecc. lo fa solo per proprio egoismo, per la ricerca del proprio piacere, mentre  chi spende soldi per dare da mangiare agli animali lo fa per aiutare un essere vivente, cioè per una forma di altruismo. E' chiara la differenza?
  Lei dice di "riutilizzare" le risorse di cui disponiamo, cioè - in parole più dirette - di dare agli animali "gli avanzi", come ha fatto - lascia intendere - con i suoi cani e i suoi gatti. Questioni di punti di vista: una persona che gestisce correttamente le proprie risorse non deve creare "avanzi", perché ogni avanzo di cibo è uno spreco, mentre se si riferisce agli avanzi di ristoranti, mense ecc., tenga conto che ci siamo battuti per anni per riuscire a riutilizzarli nei canili - e finalmente in parte si è riusciti - mentre  per gli avanzi cui appare riferirsi Lei  (quelli lasciati nel piatto) ci sono ostacoli di natura sanitaria per cui è vietato e chi contravviene lo fa  a proprio rischio e pericolo (a proposito, non sarebbe più adatta per il Vostro elenco la spesa enorme - e il relativo spreco - per banchetti, festeggiamenti di fine anno ecc?) .
   Per cortesia, si risparmi il discorso delle multinazionali, esistono tantissimi altri produttori di cibo per animali e chi vuole può benissimo acquistare altre marche (è stata proprio recentissimamente stilata una lista in tal senso );  lo spreco più vergognoso, che dovrebbe essere messo bene in evidenza nel vostro cartello, è la spesa per il cibo per gli animali da macello, pari a un terzo della produzione mondiale di cereali (fonte il Sole 24 ore). Quello sì è cibo sottratto agli umani, caro padre Dario. Se quindi voleste essere realmente coerenti con le Vostre critiche nei nostri confronti, dovreste convincere almeno gli esponenti del clero - a partire da Giovanni Paolo II - a praticare un rigoroso vegetarismo, spiegando pure che lo fate  solo per rispetto degli umani, a scanso di equivoci filoanimalisti. (…) 
    Su Famiglia Cristiana scrive don Angelo (9/2002): riusciremo un giorno a vergognarci di come trattiamo oggi gli animali, così come ci vergogniamo dello schiavismo, dell'oppressione delle donne e delle guerre (tutti comportamenti che abbiamo giustificato in nome della religione)? Me lo auguro ma il cammino è lungo.

  
  Vista la Sua risposta, direi che è lunghissimo...
   Lei auspica  forme di collaborazione, ma si  tratta di una collaborazione a senso unico, la cui premessa dev'essere l'accettazione da parte nostra di una visione squalificante degli esseri non umani, per i quali non si possono investire risorse.
   
Noi invece  continueremo a sfamare e a lavorare anche per quelli che Voi considerate esseri inferiori e che noi invece consideriamo fratelli minori, certi che il Cristianesimo più vero e profondo sia quello illustrato dal prof. de Benedetti e da pochissimi esponenti del clero, messo in pratica da Don Nico Valeri (unico prete  presumiamo al mondo -  e se ne capisce il perché - a gestire un rifugio per persone umane e non umane).
(…) come può vedere sul sito www.progettopersona.org  abbiamo dimostrato che nella pratica si può colmare quel solco fra la solidarietà verso gli esseri  umani e quelli non umani, che invece cartelli come il Vostro allargano con forza. 
   Cordialmente.

   Nessuna risposta da padre Dario. 

Contribuiamo anche noi a cambiare la mentalità di gesuiti e comboniani, 
spedendo loro 
le mail che trovate cliccando qui

 

 

data
27/12/2003
aggiorn. loc.-reg.-naz.
Italia
ARGOMENTI
animali e religione
fonte
Civilt' Cattolica
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