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LA SPIRITUALITA' E GLI ANIMALI
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La spiritualità dovrebbe permettere
all'uomo di affrontare il problema dell'esistenza terrena e il suo
significato, sganciarlo dalla materialità e trasformare quindi la visione
della sua fine (della morte detto brutalmente), in un semplice
passaggio di stato, così come ben esemplificato in un interessante breve
racconto sufi su chi segue un cammino mistico: Già, ma in realtà la gran parte delle persone è
assai poco spirituale, anche quando si dichiara religiosa; chiedete ai
vostri amici che si dichiarano religiosi come si stanno preparando al
"mondo di là" e quando pensano di andarci e registrerete una
sequela di scongiuri (magari anche un po' volgarotti) e il tipico "il
più tardi possibile"; insomma, il mondo "di là" per
quanto molto evocato sembra esserlo solo come rimedio alla paura di morire
e di dover lasciare la vita "di qua", nonostante sia la famosa
valle di lacrime; la pratica religiosa è quindi ridotta ad una specie di "assicurazione"
per rispondere all'istinto di sopravvivenza (condiviso questo con il
deprecatissimo mondo animale....). Eppure una spiritualità seria permette
di affrontare con una prospettiva diversa gli ostacoli e la precarietà
della vita terrena e di poter sopportare molto meglio le difficoltà
incontrate da chi - come gli animalisti-biocentristi - cerca di allargare
anche agli esseri non umani quella sensibilità che molta gente a parole
riserva solo ai propri simili e nei fatti in realtà pensa solo a se
stessa. Le religioni hanno spesso affrontato il rapporto con gli animali; se i mistici delle varie dottrine sono in genere concordi nel giungere al rispetto dei viventi (come forma di rispetto della creazione), la religiosità a livello "popolare" (quella per chi fa gli scongiuri di cui sopra) si trova in una situazione ben diversa. Sia chiaro che la religione ha un effetto abbastanza ridotto sui comportamenti umani nei confronti degli animali; anche nei paesi dove la religione dovrebbe insegnare il rispetto degli altri esseri (si pensi al buddismo o al giainismo) spesso la situazione è tutt'altro che felice, in quanto gli "adepti" trovano il sistema di svicolare; ad esempio, laddove buddisti e musulmani convivono, i primi delegano ai secondi il compito di ammazzare gli animali di cui poi si nutrono; essi credono così di adempiere alla prescrizione buddista di non uccidere altri esseri viventi per nutrirsi (perché sono ammazzati dagli altri). Un po' come le gentili signore che acquistano la pelliccia perché tanto è di animali già morti....
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| data 31/08/2003 |
aggiorn. 01/11/2003 |
loc.-reg.-naz. |
ARGOMENTI animali e religioni |
fonte | note |