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GLI ANIMALI E IL CATTOLICESIMO

 

Riusciremo un giorno a vergognarci di come trattiamo oggi gli animali, così come ci vergogniamo dello schiavismo, dell'oppressione delle donne e delle guerre (tutti comportamenti che abbiamo giustificato in nome della religione)? Me lo auguro ma il cammino è lungo.

Don Angelo - Colloqui con il Padre    Famiglia Cristiana (9/2002)

Dal buio...

Quanto dice don Angelo è realmente illuminante ed è pienamente giustificato. Nel primo volume dell'opera "i Filosofi e gli animali, del prof. Gino Ditadi (Isonomia Editrice) leggiamo quello che è sicuramente uno dei più chiari esempi di come sono visti gli animali dalla Chiesa cattolica:

il gesuita tomista Viktor Katherin scrive in "La morale cattolica esposta nelle sue premesse e nelle sue linee fondamentali 1907: " Il bruto non possiede diritti di sorta (...) L'uomo non solo non ha verso i bruti dei doveri giuridici ma nemmeno doveri di altro genere (...) Come dovremmo avere dei doveri verso creature che possiamo a nostro capriccio fare a pezzi, arrostire e  mangiare? il motivo intrinseco è che l'animale non è persona ossia non è creatura ragionevole, sussistente per sé, ma semplice mezzo per il nostro fine.

L'articolo apparso sulla Civiltà Cattolica che riportiamo integralmente permette di capire che se la forma è un po' cambiata dai tempi di Katherin, non lo è la sostanza.(testo integrale)

Leggiamo poi in un  libro di Andrea Mercatali, della pontificia Università Urbaniana destinato non al pubblico ma agli operatori e a coloro che fanno formazione, come spiega l'introduzione. Pag. 29:  La presenza "cosciente" riguarda solo e unicamente gli esseri umani. Le cose non sono presenti: esse sono semplicemente là; le cose non sono nemmeno assenti: ci sono o non ci sono. Nemmeno nell'animale si può parlare di presenza: presenza richiama l'esistenza di un essere uguale - l'uomo -, o superiore - Dio e i suoi spiriti - con il quale stabilire un rapporto interpersonale. E' aberrante un rapporto di carattere personale con un essere inferiore: ne è incapace perché è privo delle facoltà intellettuali - quindi spirituali - per stabilire tale rapporto. Tutt'al più l'animale diverrà un buon "accompagnatore" dell'uomo nel suo cammino terreno, mai un compagno con il quale si condivide la realtà esistenziale. Al di là dell'interpretazione che può essere data, il tono con cui l'autore esprime il suo pensiero rende evidente che la concezione degli animali è improntata su un profondo disprezzo per gli stessi (quel tutt'al più è veramente chiaro, come pure la categoricità del termine aberrante) disprezzo purtroppo ancora dominante nella Chiesa di oggi. Come quindi vengano formati gli operatori con questi testi è immaginabile.

... alla speranza

Sarà  così per sempre? Probabilmente no; basti vedere il grande cambiamento del mondo ecclesiale nei confronti dell'antiebraismo, che assunse in passato forme pesantissime nel mondo cattolico e che adesso è oggetto di grande pentimento nelle alte gerarchie cattoliche. E che dire della schiavitù? Leggiamo quel che scriveva San Paolo - prima lettera a Timoteo - 6 "Con gli schiavi" Tutti coloro che sono sotto il giogo della schiavitù stimino i loro padroni degni di ogni rispetto, affinché non si dica male del nome di Dio né‚ della sua dottrina. Quelli, invece, che hanno padroni cristiani, non pensino di poterli disprezzare con  il pretesto che sono fratelli, anzi, li servano con maggior impegno, proprio perché sono credenti e cari a Dio (sic!). Ecco le cose che devi insegnare e raccomandare. Niente male, per essere uno dei personaggi-cardine della Chiesa, vero?

Vi è una serie di segnali, purtroppo ancora pochi, che mostrano  non solo che il rapporto con gli animali nel Cattolicesimo sia pienamente compatibile verso il loro rispetto, ma anzi che questo potrà svilupparsi su binari che nulla hanno da invidiare a quello di molte religioni orientali; la straordinaria e rivoluzionaria  impostazione (per il Cattolicesimo) di questo rapporto data dal teologo prof. Paolo de Benedetti in una serie di trasmissioni nella rubrica Uomini e Profeti ne è una dimostrazione. ricordiamo d'altronde che il quinto comandamento è "non uccidere" e non "non commettere omicidio";  solo un'interpretazione tradizionale ma distorta ne limita la portata ai soli esseri umani.

Segnaliamo in positivo anche:

bulletMons. Canciani , Parroco di S. Giovanni dei Fiorentini (Roma) teologo e scrittore ( Vita da Cani) 
bulletPadre Luigi Lorenzetti, teologo, ha espresso favore nei confronti del vegetarismo quale espressione del rispetto di tutte le creature 
bulletFratello Renato della Resurrezione (Roma)
bulletDon Antonio Sciortino direttore famiglia Cristiana 
bulletDon Nico Valeri, unico sacerdote a  gestire un rifugio di diversi animali abbandonati.

 

 

 

 

data
31/08/2003
aggiorn. loc.-reg.-naz.
Italia
ARGOMENTI
Cattolicesimo e animali
fonte note