DISCUSSIONE LEGGE RANDAGISMO REGIONE LOMBARDIA
(Seduta dell'1/2/2000
Arg. N° 5 - ODG - PDL nn. 103-272-300-328-337-381-498;
Unificati in:
"LOTTA AL RANDAGISMO E TUTELA DEGLI ANIMALI D' AFFEZIONE".
Consigliere BASSOLI(DS)
Grazie, Presidente. Per quello che mi riguarda, io francamente devo dire che mi stupisco sempre un poco di come alcuni Consiglieri intervengono in quest'aula. La Consigliera Ferretto, come sempre, senza attenersi a quello che è il tema della discussione, deve sempre distribuire voti a destra e a manca, per nascondere, di fatto, un elemento, che è quello di in qualsiasi occasione comunque accodarsi a quelle che sono le decisioni della maggioranza, dopo aver fatto all'esterno una propaganda attorno a questi temi, che è di tutt'altro tipo. Ora, che lei ci venga a spiegare che in questa regione si approvano delle leggi all'avanguardia, che poi il Governo boccia, credo che l'esempio che ha colto per dimostrarci questa cosa sia l'esempio più infelice. Pesche se lei ha letto attentamente al legge che è stata bocciata dal Governo, i limiti previsti in quella legge, che riguarda l’inquinamento elettromagnetico, sono limiti che sono molto superiori di quelli che sono previsti nel decreto 381 governativo. E' solo attraverso un escamotage che si è voluto dimostrare la cosa esattamente opposta, cioè che la Regione Lombardia avesse scelto una strada più restrittiva. Però, dato che le leggi sono lì scritte e sono da leggere, non mi intrattengo su questa questione
Vorrei, invece, parlare della legge in discussione. Io all'inizio di questo lavoro, che è durato molto tempo, ero convinta che fosse possibile dare uno sbocco direi più serio a questa fatica che abbiamo fatto, tra l'altro consultando inizialmente le
Associazioni, e devo dire che in quelle consultazioni già si poteva intravedere una soluzione che a me sembrava ragionevole e che poteva avere in considerazione sia gli aspetti sanitari, quindi l'attenzione a quello che riguarda l'organizzazione delle attività in questione, sia invece gli aspetti che più direttamente riguardano la vita quotidiana degli animali.
Avevo trovato in quelle consultazioni un punto di ragionevolezza che poteva poi essere utilizzato in qualche modo e attraverso una normativa se il lavoro che poi si è svolto nel comitato ristretto fosse stato anche conseguente nella commissione Sanità, cosa che non è assolutamente avvenuta. Per cui, caro Bertoli, tu hai ragione, però non hai ragione nelle conclusioni; tu stesso hai detto che il lavoro fatto nel comitato ristretto era un lavoro utile, hai detto che c'è stato uno sforzo di assemblaggio delle leggi, e questo, in effetti, nel comitato ristretto era in buona parte avvenuto. Il fatto è che quando la legge è arrivata in Commissione, le cose sono totalmente cambiate, è stata fatta tutta una serie di emendamenti, che sono esattamente passati sopra la testa dei Consiglieri, anche di quelli che avevano lavorato nel gruppo ristretto. Quindi, questo è un modo di lavorare estremamente scorretto, perché questo ha voluto dire che il lavoro di un anno e mezzo svolto nel gruppo ristretto è andato pressoche perduto.
Allora, io credo che bisogna cercare di capirci sul risultato, questa legge non viene incontro a quelle che sono esigenze che sempre di più vengono poste alla nostra attenzione, che sono di una maggior sensibilità verso gli animali e verso 1'ambiente come valore in se, che hanno attenzione al fatto che sempre di più gli animali fanno parte della nostra vita. Non so quanti di voi hanno versato lacrime, probabilmente, di coccodrillo o hanno espresso attraverso comunicato uno sdegno profondo quando tutti gli anni, in occasione delle vacanze estive, noi vediamo i titoli dei giornali che ci rammentano degli animali che sono abbandonati lungo le strade o che ci rammentano, appunto, del problema del randagismo che cresce, o che ci rammentano il problema del disagio nelle città, di fronte al fatto che questo problema non è governato, o che ci riportano al fatto che fino ad oggi questo problema è stato governato essenzialmente attraverso un grosSO sforzo del volontariato e dell'associazionismo che ha operato sul territorio. Quindi, questo è un problema reale al quale questa legge non dà assolutamente risposta. Monguzzi diceva che io sono stata un difensore del ruolo degli enti locali, io lo ringrazio per questo riconoscimento, ma per la verità non dovrebbe essere una cosa così strana in quest'aula tanto da doversi rimarcare, perché io penso che al di là del mio passato di amministratore locale ci sia un'attenzione a quelle che sono le leggi vigenti, leggi vigenti in questo Stato, ma anche in questa regione. Non solo la Legge 281, che è la legge di competenza di questi problemi, ma anche la Legge Bassanini che non più di un mese fa è stata riapprovata in quest'aula.
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Ora noi non possiamo qui in questa regione7 continuare ad andare avanti come se nulla fosse successo, come se a livello nazionale non si stesse discutendo di modifiche sulla questione che riguarda appunto il federalismo, e come Si intenda attraverso queste leggi cercare di coordinare quelle che sono le maggiori competenze di governo che passano alle regioni, con quelle che dovrebbero essere le competenze di gestione che passano agli enti locali. In questa Regione, questo punto non è assolutamente ne accolto, ne acquisito e si continuano a fare leggi come se niente fosse successo e come se niente potesse succedere in futuro in questa direzione. Ma al di là dell'aspetto istituzionale del problema, io sono convinta che il dare agli enti locali queste competenze, oltre che farlo in osservanza della Legge 281 del '91, sarebbe anche un modo per rendere effettivamente partecipe le associazioni del volontariato, l'associazionismo diffuso sul territorio e gli enti che si occupano di questo problema, il problema appunto della vita animale.Solo attraverso una gestione, un coordinamento degli enti locali su queste questioni, penso che si possa maggiormente attivare questo tessuto di competenze, di presenze e di impegno, i l più delle volte assolutamente gratuito che si esplicita sul territorio. Senza questo io credo che sia molto difficile, assicurare la presenza delle associazioni animaliste. Anche perché solo in seguito all'accoglimento di un nostro emendamento, sono stati incrementati da 1 a 3 i rappresentanti delle Associazioni protezioniste nella Consulta regionale per la tutela degli animali d'affezione e per la prevenzione del randagismo. Allora, se sono queste le promesse io credo che sarà molto difficile che questa legge possa consentire questo coinvolgimento e anche questa possibilità d'iniziativa da parte delle associazioni su questi temi. Quindi, il mio convincimento che il ruolo primario, di gestione, deve essere svolto sul territorio poiché questo non solo è carente dato il ruolo che devono assolvere i Comuni, ma è coerente rispetto la possibilità di coinvolgere effettivamente il tessuto dell'associazionismo sui temi della vita animale. Quindi, dobbiamo rimarcare il fatto che questa legge nasce già vecchia, una legge che non è sufficientemente finanziata e che, per quello che riguarda il finanziamento, introduce degli elementi, come appunto il canile sanitario l il presidio veterinario a livello di ASL, oltre ai servizi veterinari già esistenti, che incanaleranno le poche risorse esattamente in quella direzione. Per cui noi possiamo pensare che le risorse saranno dedicate, tutte essenzialmente provenienti dalla Legge 281, perché qui la Regione non ci mette una lira non
nella direzione degli enti locali e dell'associazionismo per sostenere l'attività che si prevede nella legge, ma alle strutture sanitarie.Queste sono le ragioni per cui noi riaffermiamo la nostra contrarietà. Abbiamo avuto approvati alcuni dei nostri emendamenti, noi abbiamo fatto un lavoro serio di proposta, sono circa una settantina di emendamenti quelli che noi abbiamo presentato, che sono tutti pertinenti e che erano tutti indirizzati a cercare di costruire un dialogo così come ci era stato promesso nel dibattito in Consiglio. Così non è avvenuto, pesche anche noi eravamo interessati al fatto che finalmente la Regione Lombardia avesse una legge, ma non una legge qualunque e, soprattutto, non una legge sbagliata. Noi avevamo affidato, quindi, a questi nostri emendamenti e alla disponibilità di un ulteriore spazio d'incontro qui nell'aula, occasione che ci è stata... E io questo Io voglio ricordare ancora al Relatore Saffioti, pesche quando abbiamo chiesto l'incontro con le associazioni che erano presenti, l'abbiamo chiesto non per sedare una possibile rissa in aula, l'abbiamo chiesto per dare ancora uno spazio per trovare uno sbocco soddisfacente a questa legge: questo spazio non è stato colto, non si è voluto cogliere, e adesso sì, si porterà a casa un risultato, ma sarà un magro risultato, pesche sarà contro l'interesse delle associazioni, sarà contro l'interesse degli enti locali, che saranno chiamati ad intervenire su queste questioni, e vedrà un ulteriore accentramento in regione di competenze sanitarie anche su questa questione. Quindi, il nostro è stato un intervento non strumentale, non elettorale, ma anzi costruttivo, proprio pesche pensiamo che il nostro interesse, l'interesse nostro prima di tutto sia quello di rispondere a quelle che sono le esigenze della popolazione della Lombardia, e pensiamo che questo sia il termine che ci dà ragione, non quello di raccogliere dei consensi così di carattere puramente elettorale, ma di mantenere questi consensi sulla base della nostra capacità di.esprimere veramente un progetto di governo per questa regione.